La manovra di bilancio 2026 avrà un impatto complessivo di circa 9,5 miliardi di euro sul sistema bancario italiano nel triennio 2026-2028. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa, realizzata sulle tabelle del ddl bilancio depositato al Senato, secondo cui il peso maggiore si concentrerà nei primi due anni: 3,9 miliardi nel 2026 e 3,9 nel 2027, mentre nel 2028 l’effetto si ridurrà a 1,6 miliardi.
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Approfondimenti:
L’EDITORIALE DELLA DOMENICA di Carlo Alberto Pari Una buona parte dell’attuale manovra finanziaria, recupera, o meglio, dovrebbe recuperare risorse dalle banche, che negli ultimi anni, in linea di massima, hanno realizzato utili eclatanti. Le banche, in generale, a differenza del passato, quando erano meno improntate sulla vendita di prodotti finanziari ed assicurativi e molto più sulla raccolta e sulla gestione del credito, non sembrano particolarmente amate dalla maggioranza dell’opinione…
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Il presidente dell'Associazione bancaria italiana (Abi) Antonio Patuelli ha commentato il contributo che il Governo ha chiesto a banche e assicurazioni per la Manovra. Patuelli ha ricordato che gli istituti di credito si muovono già con molte iniziative sociali, specialmente in caso di emergenze. Ha inoltre sottolineato che la tassazione sui ricavi lordi delle banche è già molto alta, più del 50%. Ha poi sottolineato che lo spread basso non ha particolari effetti sulle banche e ha…
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MILANO – Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, interviene sul contributo chiesto in manovra agli istituti di credito. “Tutte le crisi bancarie italiane, salvo una (il riferimento è a Mps, ndr) sono state affrontate con risorse delle banche concorrenti, persino nel caso della Popolare di Bari, che è stata nazionalizzata dopo il risanamento costato un miliardo alle altre banche". Lo ha dichiara…
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Tutte le crisi bancarie italiane, salvo una (Mps ndr),sono state affrontate con risorse delle banche concorrenti, persino la popolare di Bari, nazionalizzata dopo il risanamento costato 1 miliardo alle altre banche". Così il presidente dell'Abi,Patuelli all'evento Tuttosoldi Negli "anni di enormi perdite la generalità del mondo bancario italiano è ricorso a proprie risorse. Nove anni e mezzo di tassi a zero" e "solo una verso l'alto,ora terminata".
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La tassa sulle banche 2026 cambia forma: dall’ex imposta sugli extraprofitti al contributo volontario con aliquota agevolata. Ecco cosa prevede la Legge di Bilancio e cosa significa per banche e risparmiatori. La cosiddetta “tassa sulle banche” continua a far discutere: c’è, non c’è, o è stata ridotta? Il dibattito nasce dalle modifiche inserite nella Legge di Bilancio 2026, che trasformano l’ex imposta sugli extraprofitti in un contributo volontario e…
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Le banche costituiscono un bel paradigma per comprendere in che razza di economia viviamo. Il dibattito attorno alla presunta tassazione extra dei profitti (e non degli extraprofitti, concetto piuttosto inafferrabile) degli istituti di credito è animato tra chi lancia accuse di sovietismo e chi si propone come improbabile novello Robin Hood, il tutto nel silenzio del Partito Democratico. Alla fine, come accaduto nel 2023, la montagna partorisce il topolino.
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E’ giusto o non è giusto che le banche contribuiscano alla manovra finanziaria? E’ un po’ questa la domanda del momento, anche perché, nei tre anni del governo Meloni, appena compiuti (22 ottobre scorso) il tema si è rivelato tra i più divisivi all’interno della maggioranza. I fatto sono noti: alle banche sono stati chiesti circa 5 miliardi attraverso tre tipi di interventi: l’aumento dell’Irap; l’affrancamento degli utili accantonati nel 2023 a fronte dell’allora richiesta del governo di pagare una tassa del 40% sulla loro eventuale…
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Il governo ha varato una complessa manovra che nel 2026 costerà alle banche svariati miliardi tra nuove tasse e anticipi di liquidità. Ma a preoccupare sono le distorsioni che così si producono tra minori accantonamenti e maggiori costi della raccolta. Podcast generato con l’intelligenza artificiale sui contenuti di questo articolo, supervisionato e controllato dal desk de lavoce.info. Tre anni di prelievi dalle banche Per il terzo anno consecutivo il governo ha deciso di tassare le banche.
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«I denari presi agli speculatori, parola della premier in persona, saranno usati per dare una mano a «famiglie e imprese in difficoltà». La destra cova l’offensiva da anni» La prossima finanziaria potrà passare alla storia come la legge di bilancio «al loro buon cuore». Il cuore è quello dei banchieri. Decisamente duro, come Giorgia Meloni ha già avuto modo di sperimentare un paio d’anni fa. Ma tant’è.
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Per Patuelli gli istituti di credito non sono un corno della fortuna. E prevede un calo di margini e commissioni Le banche non digeriscono di dover versare un assegno di 10 miliardi in tre anni come impone loro la Manovra. Tanto che il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha chiesto “maggior rispetto” per le banche, le quali “devono fare il loro lavoro con un totale clima di serenità”. Patuelli avvisa che il comparto non “è un corno della fortuna” che distribuisce abbondanza e utili visto che oltretutto all’orizzonte…
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Nella manovra è previsto un contributo da parte del settore finanziario che viene stimato in 4 miliardi per il 2026. Ma in cosa consiste? Per i periodi d'imposta 2026, 2027 e 2028 aumenta di due punti percentuali l'Irap per banche e assicurazioni: rispettivamente dal 4,65% al 6,65% e dal 5,90% al 7,90 per cento. Per la stima di gettito di cassa la Relazione tecnica ipotizza un acconto Irap pari all'85% e un acconto Ires al 75%, considerando che gli effetti si producono già in sede di acconto 2026…
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Nel DdL di Bilancio 2026, per i periodi d’imposta 2026, 2027 e 2028 aumenta di due punti percentuali l’IRAP per banche e assicurazioni: rispettivamente dal 4,65% al 6,65% per le banche e dal 5,90% al 7,90% per le assicurazioni.
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“Cultura come servizio pubblico: memoria, comunità e nuovi spazi” Intervista al dott. Riccardo Sbordoni, Assessore alla Cultura del Municipio VII di Roma D: Assessore Sbordoni, partiamo da un’immagine potente: il cielo del Parco degli Acquedotti pieno di aquiloni per il Festival di Weifang. Che…
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Lo scontro di giovedì sera a Piazzapulita tra Carlo Calenda e l’economista statunitense Jeffrey Sachs mi ha fatto capire una volta di più perché l’Europa è destinata a perdere e a non contare un tubo. Perché è tremendamente presuntuosa, ma anche molle. L’europeista è davvero convinto che le mappe del mondo siano eurocentriche, che di là c’è il male e di qui invece il bene; di là l’errore, di qua il giusto.
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