Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha detto ai suoi colleghi britannico e francese di aspettarsi che, se l'Iran dovesse colpire Israele, gli alleati risponsdano non solo come difesa, ma anche "attaccando bersagli significativi in Iran". "Se l'Iran attacca, ci aspettiamo che la coalizione si unisca a Israele non solo in difesa, ma anche attaccando obiettivi significativi in Iran", Katz ha detto a David Lammy e Stéphane Séjourné, in visita in Israele.
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Le notizie di giovedì 15 agosto sul conflitto tra Israele e Hamas e sulla minaccia di guerra con Teheran, in diretta. È il 314° giorno di guerra: secondo Hamas il bilancio delle vittime nella Striscia sale a 39.965 e si contano 92.294 feriti Israele chiude temporaneamente corridoio aiuti umanitari a Rafah L'Iran potrebbe colpire la…
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È veramente una bella cosa che l'Iran abbia fatto sapere che è pronto a mandare dei suoi inviati ai colloqui di Doha (o del Cairo) di domani sulla liberazione dei rapiti. Che carini, che interesse umanitario senza confini. E soprattutto che abbia comunicato che nel caso si arrivi a quello che viene chiamato «un accordo» cioè a un cessate il fuoco, cioè alla capitolazione di Israele di fronte a tutte le richieste che consentano la sopravvivenza di Hamas, allora potrebbe anche decidere di non attaccare Israele.
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La frase era chiara: «L’attesa fa già parte della punizione di Israele». Raramente un piano di guerra è stato enunciato pubblicamente in modo più breve aderente incisivo. Hassan Nasrallah è una delle menti più lucide, e quindi più pericolose, del vicino Oriente. Eppure le sue parole sono state commentate con geopolitici sghignazzi, anche d’autore: ecco, vedete, il capo di Hezbollah e il suo padro…
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