/ --: Il decreto Primo Maggio cambia forma, ma non scioglie le contraddizioni. Dopo settimane di tensioni e critiche, il governo sembra fare un parziale passo indietro sul terreno più scivoloso, quello della contrattazione collettiva, evitando per ora interventi diretti su rappresentanza e salario “giusto”. Una ritirata tattica più che una revisione di fondo, perché l’impostazione resta quella di un intervento pubblico che continua a muoversi dentro dinamiche che dovrebbero restare affidate alle parti.
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