La guerra in Iran ridisegna gli equilibri geopolitici, con esiti a volte sorprendenti. L’elenco di vincitori e perdenti non è così scontato come sembra. La Russia, per esempio, a prima vista è in vantaggio grazie all’aumento del prezzo del greggio. Però subisce danni su altri fronti: l’Ucraina di Zelensky ha colto l’opportunità per farsi degli alleati molto ricchi nel Golfo arabico-persico, ai quali ha offerto la propria consulenza nella difesa anti-droni.
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Il dato, di per sé, oltre a segnalare un unicum, smonta una retorica molto battuta: quella di un Israele “isolato nella regione”. Ma non si tratta di una reale integrazione regionale, quanto una convergenza d’interessi costruita attorno a una percepita minaccia comune: l'Iran Una batteria di Iron Dome schierata ad Abu Dhabi, militari israeliani operativi sul terreno, intercettazioni di missili e droni…
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La chiamata tra Netanyahu e Mbz, poi la decisione. Così Israele ha mandato l’iron dome negli Emirati
DUBAI – E’ un inedito militare assoluto ed è destinato a ridisegnare l’architettura della sicurezza regionale così come gli Accordi di Abramo come conosciuti fino ad ora. Durante le settimane di intensi bombardamenti iraniani sugli Emirati Arabi, Israele ha schierato per la prima volta fuori dal suo territorio l’Iron dome – insieme a decine di soldati dell’Idf. E la notizia ridisegna gli equili…
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L’invio di una batteria Iron Dome negli Emirati Arabi Uniti segna una svolta nella guerra con l’Iran e negli equilibri del Medio Oriente: la sicurezza del Golfo non è più solo una questione americana, ma una rete operativa in cui Israele diventa fornitore diretto di protezione militare. Secondo indiscrezioni, Israele ha dispiegato negli Emirati intercettori e personale militare per difendere Abu Dhabi da missili e droni iraniani.
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Israele ha dispiegato segretamente una batteria del sistema di difesa aerea Iron Dome e truppe negli Emirati Arabi Uniti durante la guerra con l’Iran, segnando il primo impiego oltreconfine per il celebre sistema antimissilistico israeliano. Lo rivelano ad Axios fonti israeliane e statunitensi, secondo cui la decisione sarebbe stata presa dal premier Benjamin Netanyahu dopo un colloquio con il presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in risposta ai massicci attacchi con missili…
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