Le nostre case sono disseminate di microplastiche potenzialmente dannose per il Dna e associate allo sviluppo di tumori. Alcune fonti sono evidenti, come gli utensili di plastica, altre molto meno. A richiamare l’attenzione è Paul Saladino, influencer del mondo “wellness” ed ex psichiatra, che in un video recente individua cinque fonti quotidiane di esposizione alle microplastiche spesso…
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Le microplastiche sono ormai parte integrante dell’ambiente in cui viviamo. Invisibili a occhio nudo, queste particelle derivano dalla degradazione di materiali plastici più grandi e finiscono per infiltrarsi ovunque: nell’aria, nell’acqua e, sempre più spesso, anche nel cibo che consumiamo ogni giorno. Non si tratta più solo di un problema ambientale. Oggi le microplastiche rappresentano una questione che riguarda direttamente la salute e le abitudini quotidiane, spesso senza che ce ne rendiamo conto.
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L’allarme è ormai strutturale: ogni settimana ingeriamo mediamente 5 grammi di plastica, l’equivalente fisico di una carta di credito, veicolata principalmente dall’acqua che beviamo. In un contesto dove il 30% degli italiani non si fida più della rete idrica — con picchi di diffidenza del 50% in diverse regioni — Nicola Angius, fondatore di Aquamea S.p.A., delinea il passaggio dell'acqua da semplice commodity a bene di…
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Non esiste più un confine netto tra ambiente esterno e organismo umano quando si parla di microplastiche e nanoplastiche. Questi frammenti sempre più piccoli, derivati dalla degradazione dei materiali plastici, sono ormai presenti nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo e negli alimenti che consumiamo, e stanno progressivamente raggiungendo anche il corpo umano, sollevando interrogativi crescenti sugli effetti che questa esposizione diffusa potrebbe avere sulla salute.
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Il mare Mediterraneo contiene appena l’1% dell’acqua marina mondiale, ma concentra circa il 7% delle microplastiche in essa presenti. Già questo dato, da solo, dovrebbe far preoccupare i Paesi che, come l’Italia, sono affacciati su uno specchio d’acqua che, d’altra parte, è anche un hotspot climatico. Ciò avviene perché il mar Mediterraneo è un bacino semi-chiuso dove la plastica che entra (ogni anno oltre 100mila tonnellate) fatica a uscire, accumulandosi lungo le coste e…
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