Le tensioni nello Stretto di Taiwan si fanno sempre più palpabili: il passaggio di nuove navi da guerra tiene il mondo con il fiato sospeso. Il delicato equilibrio geopolitico nella regione dell’Asia orientale continua a essere al centro di numerosi dibattiti e tensioni. Lo Stretto di Taiwan, un passaggio strategico che separa l’isola di Taiwan dalla Cina continentale, è spesso teatro di…
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Con la Cina che continua a condurre esercitazioni militari nei pressi di Taiwan e che ha recentemente ribadito che l’uso della forza rimarrà sempre un’opzione per riportare Taiwan sotto il suo controllo, sono cresciute le preoccupazioni su come le potenziali azioni cinesi nella regione potrebbero avere un impatto sul commercio globale attraverso lo Stretto di Taiwan. L’eventuale invasione potrebbe perfino portare a un’escaltion nucleare.
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La Repubblica Popolare Cinese lunedì 14 ottobre ha effettuato una esercitazione militare nelle acque di Taiwan denominata Joint Sword – 2024B, allertando la comunità internazionale per il futuro delle relazioni sullo stretto. La manovra militare, che ha coinvolto diverse forze dell’Esercito Popolare di Liberazione (Epl) insieme alla Guardia Costiera Cinese, era in realtà prevedibile a detta degli esperti, poiché successiva all’esercitazione Joint Sword – 2024A dello scorso maggio.
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A Washington il Dipartimento di Stato ha approvato una possibile vendita militare estera (FMS) al Taipei Economic and Cultural Representative Office negli Stati Uniti del National Advanced Surface-to-Air Missile System e delle relative attrezzature per un costo stimato di 1,16 miliardi di dollari. La Defense Security Cooperation Agency (DSCA) ha rilasciato la certificazione richiesta notificando al Congresso questa possibile vendita.
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Zhu Fenglian, portavoce dell'Ufficio per gli Affari di Taiwan del governo centrale, ha affermato, in merito all'annuncio fatto la scorsa settimana dal Pentagono, che Pechino si «oppone con fermezza alla vendita di armi degli Stati Uniti alla regione cinese di Taiwan, una posizione coerente e chiara». In una nota diffusa domenica, Zhu ha condannato l'accordo «come una violazione degli impegni degli Stati Uniti», ignorando le precedenti rassicurazioni dei leader americani contro il sostegno…
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Di Giuseppe Gagliano – L’amministrazione Usa ha approvato l’ulteriore vendita di armi a Taiwan per un valore di 2 miliardi di dollari, scelta che rappresenta un passo significativo nella crescente tensione tra Washington e Pechino, che vede Taiwan come una propria provincia, opponendo da sempre resistenza a qualsiasi supporto militare statunitense all’isola. Il pacchetto include tre sistemi missilistici terra-aria NASAMS per un valore di 1,16 miliardi di dollari e sofisticati sistemi radar stimati a 828 milioni, dotazioni…
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Taipei "non cederà un centimetro" del suo territorio a Pechino. Il presidente della Repubblica di Cina, Lai Ching-te, ha commentato così le pressioni militari che accompagnano le rivendicazioni di sovranità di Pechino. Lo ha detto durante un discorso alle isole Kinmen, parte dell’arcipelago conteso del Mar cinese orientale. Lai ha parlato in occasione del 75esimo anniversario della vittoria sulle forze cinesi nella battaglia di Guingtou, che, ha…
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I deputati europei riuniti a Strasburgo hanno condannato le "continue provocazioni militari" della Cina contro Taiwan e respinto "fermamente" qualsiasi modifica unilaterale dello status dello Stretto. Dal 14 ottobre Pechino ha dato il via a manovre nello Stretto di Taiwan, affermando che si tratta di una risposta al rifiuto del presidente di riconoscere l'isola come parte integrante della Repubblica Popolare cinese
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Si sono rifiutati di condannare le provocazioni militari della Cina nei confronti di Taiwan. Con un voto emblematico, gli europarlamentari del Movimento Cinque Stelle, assieme a Ilaria Salis e Mimmo Lucano di Avs, sono stati gli unici rappresentanti italiani a Strasburgo a esprimere la loro contrarietà alla risoluzione dell'Eurocamera contro le pressioni di Pechino nei confronti di Taipei. Il testo europeo è passato con 432 voti a favore, 60 contrari e 71 astenuti.
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Bruxelles, 24 ott. – Il Parlamento europeo condanna le continue provocazioni militari della Cina contro Taiwan, e in particolare le esercitazioni militari “ingiustificate” iniziate il 14 ottobre, ribadisce il suo forte impegno a favore dello “status quo” nello stretto di Taiwan e avverte che qualsiasi tentativo di Pechino di modificarlo unilateralmente, in particolare attraverso la forza o la coercizione, non sarà accettato e susciterà una reazione decisa e ferma.
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Bruxelles – Mentre la tensione nello Stretto di Taiwan continua a salire, arriva puntuale la condanna del Parlamento europeo alle “continue provocazioni militari” della Cina contro l’isola. L’emiciclo di Strasburgo ha approvato oggi (24 ottobre) a larghissima maggioranza una risoluzione in cui respinge fermamente “qualsiasi modifica unilaterale dello status dello Stretto”. Nel testo, adottato con 432 voti a favore, 60 contrari e 71 astensioni, l’esplicito…
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REUTERS Mentre in Russia va in scena la diplomazia dei Brics, attorno all’isola di Taiwan la “parola” è affidata alle navi da guerra. La Cina di Xi Jinping – che a Kazan ha visto il premier indiano Narendra Modi, insistendo sulla necessità “di rafforzare la comunicazione e la cooperazione, gestire adeguatamente i conflitti e le differenze e realizzare i reciproci sogni di sviluppo" dei due giganti asiatici - torna a far navigare la sua portaerei “storica” Liaoning nelle acque sempre più turbolenti…
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Una flottiglia cinese guidata dalla portaerei Liaoning ha navigato vicino alle acque delle isole Dongsha (le isole Pratas) e ha continuato attraverso lo Stretto di Taiwan. «Ora, sta salpando verso nord lungo la linea mediana occidentale e la stiamo monitorando attentamente», ha riferito il ministro della Difesa Wellington Koo, dopo che il suo ministero ha dato conto delle attività rilevate da martedì sera.
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Nel Pacifico spirano venti di guerra sempre più insistenti. Ad aumentare una tensione già oltre il livello di guardia, che rischia di far sfuggire la situazione di mano, è la nuova provocazione della Cina di Xi Jinping. Dopo aver invitato le truppe a prepararsi alla guerra, Xi ha deciso di alzare ulteriormente il tiro, lanciando esercitazioni militari, per di più senza averle comunicate in anticipo ai Paesi vicini, utilizzando munizioni reali nei pressi di Taiwan
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La Cina spara con "munizioni vere" nello Stretto di Taiwan nell'ennesima esercitazione, sebbene l'azione vada in scena in una piccola area vicina alla sua costa e relativamente lontana dall'isola. Tuttavia, questa operazione avrà luogo una settimana dopo le grandi esercitazioni militari di accerchiamento organizzate da Pechino intorno a Taiwan, presentate da parte cinese come la volontà di inviare un "avvertimento" ai "separatisti" taiwanesi.
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