Israele respinge il piano di pace per il Medio Oriente proposto da Stati Uniti e Francia. Netanyahu replica: «Andiamo avanti con i combattimenti». Sul primo ministro il pressing dei partiti di ultradestra. Oggi l'intervento all'Assemblea dell'Onu a New York. Intanto, Abu Mazen accusa Israele: «Stop al genocidio». Israele: «Non ci sarà tregua». Invasione sempre più vicina. Libano, altra giornata di attacchi: 100mila sfollati Israele, niente…
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Haifa, 26 set. Secondo le forze di difesa israeliane nelle ultime ore almeno 45 missili sarebbero stati lanciati dal Libano verso il Nord del Paese: di questi alcuni sono stati intercettati, mentre il resto è caduto in aree non abitate o in mare. I raid di Israele hanno invece colpito il confine fra Libano e Siria e anche alcuni quartieri periferici di Beirut, i media parlano di 23 morti a Younine e 4 nella capitale.
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Il fronte del conflitto in Medio Oriente si sta allargando. Non più solo la Striscia di Gaza, ora l'obiettivo dell'esercito di Tel Aviv sembra essere diventato il Paese dei cedri. E mentre gli Hezbollah rispondono al fuoco sullo sfondo resta l'Iran con le sue minacce
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Il presidente Usa: "Abbiamo supporto di Europa e Nazioni arabe" Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato che gli Stati Uniti stanno spingendo per un cessate il fuoco di 21 giorni in Libano per consentire i negoziati tra Israele e Hezbollah. Parlando ai giornalisti a Washington, DC, Biden ha affermato che la proposta è “in grado di generare un sostegno significativo da parte dell’Europa e delle nazioni arabe”.
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Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha ufficializzato, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu a New York, la proposta per un “cessate il fuoco di 21 giorni in Libano” che Parigi ha preparato con gli Usa. “È il momento di raggiungere un accordo sul confine fra Israele e Libano che garantisca la sicurezza e l’incolumità per consentire ai civili di tornare alle loro case. Negli…
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Mercoledì, più o meno nelle stesse ore, la stampa internazionale ha registrato due dichiarazioni: da un lato Nabih Berri, presidente sciita del Parlamento libanese, ha parlato di “ore decisive” per evitare una guerra aperta tra Hezbollah e Israele; dall’altro i comandi militari israeliani hanno spostato verso Nord due brigate di riservisti, dichiarando di voler essere pronti a “entrare in Libano”. Posizioni che non possono sorprendere.
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Il presidente degli Stati Uniti non esclude, però, la possibilità di arrivare a un accordo sia per quanto riguarda il conflitto di Israele con Hamas a Gaza che con Hezbollah in Libano In Medio Oriente "è possibile una guerra su vasta scala". Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, fa scattare l'allarme in un'intervista a 'The View', programma della Abc. Le crisi che coinvolgono Israele - tra Gaza e Libano, contro Hamas e Hezbollah - rischiano di allargarsi a macchia d'olio con…
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L’escalation della violenza nel sud del Libano ha già provocato centinaia di morti e numerosi feriti, tra cui molti bambini. Mezzo milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, aggravando ulteriormente la già critica situazione del Paese. A Gaza, dopo un anno di bombardamenti, la situazione è altrettanto critica: la popolazione è colpita da gravi carenze di cibo, acqua, medicinali ed elettricità, con il rischio imminente di una carestia e migliaia di vittime, soprattutto tra donne e bambini.
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