Secondo un report dell’organizzazione non governativa Acled, che monitora gli atti di violenza nelle zone di conflitto in tutto il mondo, sono almeno 22 i cittadini stranieri (non-maliani) che sono stati catturati e presi in ostaggio dal Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Jnim, un’organizzazione affiliata ad al-Qaeda), negli ultimi sei mesi. Secondo il report, il numero di stranieri rapiti dai jihadisti non è mai stato così alto: triste e tragico bilancio getta luce sia sulla situazione della…
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Il Mali potrebbe essere il primo Stato africano conquistato dai jihadisti del Gsim, Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani. Il rischio è elevatissimo in quanto la capitale Bamako è da quasi due mesi sotto un assedio che si sta stringendo incessantemente intorno alla periferia della città. Un’avanzata, quella dei jihadisti, che attualmente sembra inarrestabile. La tecnica e la strategia di questo graduale assedio è attenta ed efficace, vengono utilizzati strumenti bellici come droni, e la tecnologia militare, come la modalità operativa di aggressione…
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Stefano Piazza Armi, droga, migranti. Che cosa rischiamo se le milizie jihadiste si prendono il Mali Il gruppo armato Jnim avanza seminando morte e bloccando strade e commercio. Le forze governative, sostenute dai russi, annaspano.Ag Ghaly è riuscito in ciò che nessun capo tuareg aveva mai ottenuto: trasformare la lotta per l’autonomia in una crociata globale in nome di Maometto. Finanziandosi attraverso il controllo delle rotte di esseri umani.
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Il Mali sta vivendo una nuova e drammatica ondata di insicurezza. Tra maggio e ottobre 2025 i gruppi jihadisti attivi nel Paese hanno rapito almeno 22–26 cittadini stranieri, il numero più alto mai registrato. Le vittime includono cittadini cinesi, indiani, egiziani, emiratini e iraniani, oltre a un serbo, un croato e un bosniaco provenienti dai Balcani. Una dinamica che conferma la crescente importanza dei sequestri nella cosiddetta “jihad economica” del JNIM (Jama’at Nusrat…
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In Mali è in corso una crisi nella crisi. Dallo scorso settembre l’accesso all’elettricità è reso quasi impossibile per via del blocco dei camion, da parte di uno dei principali gruppi jihadisti dell’area, contenenti carburante dai paesi confinanti, necessario per fornire elettricità alla popolazione. Questo accade in un Paese dove già migliaia di persone sono costrette a lasciare i propri villaggi a causa di conflitti armati…
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Il ministro degli Affari Esteri del Mali, Abdoulaye Diop, ha denunciato quelle che ha definito “scenari fabbricati” e “allucinazioni menzognere” da parte di media e intelligence occidentali sulla situazione della sicurezza nel Paese, negando categoricamente che Bamako sia sotto minaccia. Parlando a margine del Salone internazionale della difesa e della sicurezza (Bamex 2025), in corso a Bamako, Diop ha dichiarato che “il Mali è in piedi” e che le forze…
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ROMA – Sembra volgersi verso la conclusione, la crisi che per due settimane ha paralizzato gran parte del Mali, con alcune scuole e stazioni di benzina che stanno lentamente riaprendo. Lo confermano media locali, che hanno parlato di “embargo del carburante” da parte di un gruppo armato, lo Jnim, affiliato ad Al-Qaïda. “Innumerevoli gli attacchi e le operazioni militari” dell’ultimo periodo, come scrive Pressafrik, che sottolinea come l’arrivo delle forniture – per il momento solo nelle aree della capitale Bamako…
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Il Mali vive una situazione inedita e drammatica. La capitale Bamako, dove vivono più di tre milioni di persone, è di fatto accerchiata dal principale gruppo jihadista del Sahel. Da settembre i miliziani impediscono il passaggio dei camion che trasportano carburante dai porti dei paesi vicini (il Mali non ha sbocchi sul mare). Bamako è una “città fantasma”, racconta un esperto dell’ong International crisis group
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La domanda che gira a Bamako non è se i jihadisti entreranno o meno in città e nemmeno quando succederà. La domanda che gira per Bamako è chi rimpiazzerà Assimi Goita, il colonnello delle forze armate che ha preso il potere nel 2022 promettendo di riconquistare l’unità nazionale distruggendo jihadisti e ribelli. Una promessa infranta su un muro di fuoco, quello delle centinaia di autocisterne che da più di un mese vengono date alle fiamme dai miliziani che stringono il Mali e la sua capitale in…
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Ormai da più di un decennio il Sahel centrale, e in particolare Mali, Niger e Burkina Faso, costituiscono l’epicentro di una crisi securitaria complessa e andata tendenzialmente peggiorando nel corso degli anni. Come riportato dal Global Terrorism Index1, da ormai due anni consecutivi i tre paesi saheliani registrano infatti quasi la metà dei morti legati ad attività terroristiche a livello globale, a opera principalmente delle branche locali dei due più importanti franchisee del…
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Per i 25 milioni di abitanti del Mali, e in particolare per le donne, il futuro rischia di somigliare molto a un buco nero. Da diverse settimane il gruppo islamista Jama'at Nusrat al-Islam al-Muslimin (Jnim), che ha giurato fedeltà al-Qaeda, ha intensificato le sue attività terroristiche imponendo blocchi, interrompendo l'accesso ai rifornimenti essenziali e peggiorato grave…
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Italia e Francia hanno invitato i propri cittadini a lasciare il Paese. Nel Sahel si combatte un conflitto dove non contano solo le armi, ma anche il controllo delle rotte commerciali e delle risorse minerarie La crisi in Mali ha assunto una dimensione che trascende la tradizionale logica del conflitto armato, configurandosi come un laboratorio geopolitico della guerra ibrida nel Sahel. E dopo l’Italia e altri Paesi, anche l’ex potenza coloniale francese ha invitato i propri cittadini a lasciare il Paese.
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