«Non voglio iniziare le guerre, voglio finirle». Va riconosciuto a Donald Trump, al netto di qualche inciampo, di avere perseguito con coerenza l'obiettivo annunciato nel suo discorso inaugurale dello scorso 20 gennaio. Del resto, già durante il suo primo mandato aveva preso nettamente le distanze dai Repubblicani neocon, dal loro interventismo militare e dalle pretese di «regime change» che avevano segnato la presidenza di George W.
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Questo spera Donald Trump che da anni ormai dice di meritare il Nobel per la pace e dice di aver risolto sette conflitti solo negli ultimi mesi a sostegno della sua candidatura. Non ultimo nei suoi conteggi c'è l'accordo con Israele e Hamas, dei giorni scorsi, ma in realtà questo potrebbe influenzare il premio per l'anno prossimo, non quello che viene annunciato il 10 ottobre e che sarà consegnato a dicembre.
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