Il delitto di Garlasco torna a far parlare con alcuni aspetti davvero molto complicati da gestire, i capelli dell’assassino sono stati davvero trovati nel bagno di casa Poggi? La morte di Chiara Poggi nel 2007 a lungo ha trovato un colpevole nel volto di Alberto Stasi, ora tutto sembra davvero destinato a essere stravolto. Al centro dell’indagine sono tornati i quattro capelli trovati nel lavandino della villetta dove si consumò la tragedia.
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Che Alberto Stasi sia stato condannato per il delitto di Garlasco a seguito di un processo indiziario è un’informazione data ormai per scontata. L’uomo, oggi 42 anni, era infatti stato assolto inizialmente in primo e secondo grado. Ma la novità è che quegli indizi che avrebbero portato in aula alla sua condanna, potrebbero venir meno uno per uno. A cominciare da quattro capelli. Il nodo dei capelli Come riporta Repubblica c’è un dietrofront clamoroso sulle certezze relative a quattro capelli repertati…
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Il 17 giugno inizierà il maxi incidente probatorio che potrebbe segnare una svolta nel delitto di Garlasco. Nel frattempo, la posizione di Andrea Sempio è sempre sotto i riflettori. Dopo l’attribuzione dell’ormai famosa impronta 33, è tornato a parlare Luciano Garofano, ex comandante del Ris, l’esperto della difesa del 37enne. Secondo lui “non c’è sangue“.
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«Siamo giunti all’ultimo stadio di quel rituale di degradazione pubblica degli indagati che accompagna tutti i casi di cronaca: il livello attuale è quello del reality show, con indagini in presa diretta e il pubblico che vota da casa, schierandosi in opposte tifoserie, complice anche l’uso spregiudicato dei social media». È un giudizio estremamente critico quello di Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale…
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E se Alberto Stasi fosse davvero innocente? La domanda, che sembrava ormai archiviata, è tornata d’attualità con la riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco. Un’eventuale revisione del processo, con conseguente assoluzione, aprirebbe le porte a una richiesta risarcitoria potenzialmente superiore a 6,5 milioni di euro, un costo che peserebbe direttamente sulle casse dello Stato. Un iter processuale complesso Il 13 agosto 2007 Chiara…
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Mentre si lavora per stilare un profilo di Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia nella nuova indagine sull'omicidio di Chiara Poggi, vengono a galla nuovi particolari sulla scena del crimine e sulla dinamica del delitto che, essendo trascorsi quasi 18 anni, con difficoltà si sta cercando di ricostruire attraverso le più avanzate tecniche scientifiche. Uno dei pilastri è l'impronta "papillare 33" individuata ai tempi sulla parete destra…
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