Non è ancora un tracollo, ma sicuramente un elemento di estrema attenzione: il crollo dei profitti di Rosneft, il colosso del petrolio di Stato della Federazione Russa, e il calo dei prezzi del greggio indicano che una fase di vacche grasse alimentate dal florido mercato degli idrocarburi esportati da Mosca si è, almeno per ora, chiusa. L'energia sta dando poche
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La Russia è sempre più povera. Ma questo non basta per favorire la pace. Putin sta facendo fatica a far quadrare i conti, a finanziare i costi della guerra con delle entrate energetiche in calo. Le sanzioni occidentali, per quanto piene di buchi soprattutto dal lato europeo (l’America non ha mai avuto relazioni economiche consistenti con Mosca), hanno inflitto dei danni reali. Ancora più efficaci delle nostre sanzioni sono i continui e micidiali attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche di…
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Le sanzioni occidentali e il calo dei futures globali schiacciano l’export di Mosca. Rosneft e Lukoil costrette a maxi-sconti mentre India e Cina riducono la pressione della domanda. La combinazione tra l’inasprimento delle sanzioni occidentali e un calo generalizzato dei futures globali ha spinto il prezzo del petrolio russo al livello più basso dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Secondo i dati forniti da Argus Media, gli esportatori della…
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Le entrate statali russe derivanti da petrolio e gas dovrebbero quasi dimezzarsi a dicembre rispetto all'anno scorso, attestandosi a 410 miliardi di rubli (5,17 miliardi di dollari), a causa dei prezzi più bassi del greggio e del rafforzamento del rublo. Lo mostrano i calcoli Reuters diffusi venerdì.Per l'intero anno, le entrate dovrebbero scendere di quasi un quarto, raggiungendo 8,44 trilioni di rubli, al di sotto della previsione del Ministero delle Finanze di 8,65…
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