È l’ultimo atto della saga dei decreti Sicurezza, l’originale e il suo correttivo, che si chiuderà oggi ad esiti ancora parzialmente incerti. Alle 11.30 la Camera voterà il testo emendato, con il maledetto articolo 30-bis di palese incostituzionalità, poi alle 13 il governo riunirà un consiglio dei ministri lampo. Infine testi al Quirinale, per la firma. FINO A IERI sera gli uffici legislativi dell’esecutivo hanno lavorato per approntare il decreto correttivo.
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Ai colleghi di partito che glielo chiedevano, il leghista Riccardo Molinari ieri rispondeva allargando le braccia: “È inutile che vi agitiate, il testo non lo abbiamo”. Stessa versione che i deputati del Pd – increduli – si sono sentiti ripetere per tutto il giorno dai colleghi di maggioranza. Il nuovo decreto Sicurezza – correttivo del …
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Il termine del 25 aprile, pena la decadenza, si sta avvicinando e la maggioranza alla Camera sta correndo per l’approvazione finale della legge di conversione del decreto Sicurezza. Le sedute fiume dovrebbero portare al via libera al provvedimento non prima delle 11:30 di venerdì. Poi il passaggio del testimone al Consiglio dei ministri che si riunirà per mettere una toppa all’emendamento attenzionato dal Quirinale
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Sul decreto sicurezza la maggioranza ha compiuto "una forzatura istituzionale incredibile". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein in una intervista a 'di martedì' che andrà in onda questa sera. "Ma come gli è venuto in mente di fare una norma che piega la nobile professione dell'avvocato a fare l'esecutore della volontà del governo di turno per rimpatriare? Come gli è venuto in mente di fare una norma che incrina il rapporto di fiducia tra l'avvocato e la…
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In effetti, che l’azione di ostruzionismo delle opposizioni possa portare a un risultato concreto è assai improbabile. Secondo fonti parlamentari di Pagella Politica , i deputati dell’opposizione che si sono iscritti in dichiarazione voto sono circa 120 e ognuno avrà a disposizione 10 minuti di tempo per parlare, per un totale di circa 20 ore di interventi. Salvo sorprese, questi interventi si concluderanno entro le 11:30 di domani, quando è previsto il voto finale.
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"Citofonare Mantovano". Il sottosegretario a Palazzo Chigi è il nome che viene in mente a tutti i parlamentari di maggioranza (leghisti in particolare) quando si parla dell'emendamento al decreto sicurezza che prevedeva un incentivo per gli avvocati che convincono i migranti a farsi rimpatriare. Mantovano ha seguito con la sua lente di giurista, e di fedelissimo della premier…
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«Ora questa norma a cosa costringe l'avvocato? In pratica è come se il vostro avvocato, con cui avete un rapporto fiduciario, venga contattato dal vostro avversario in giudizio che gli promette e addirittura gli consegna dei soldi per convincerlo a farvi aderire a una soluzione che è contraria, in ipotesi, ai vostri interessi di cliente. Sapete una fattispecie del genere come si chiama? Ricorre in due reati.
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“Io vi chiedo, ma come vi è venuto in mente di scrivere una norma che piega la nobile professione dell’avvocato a essere mero esecutore della volontà di chi governa sui rimpatri? Come vi è venuto in mente di scrivere una norma che mina il rapporto di fiducia tra il legale e la persona che assiste? Come vi è venuto in mente di scrivere una norma che mina il principio fondamentale in Costituzione del diritto alla difesa? E come vi è venuto in mente, anche…
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Giovane, deviante, pronto a resistere e a insultare le forze dell'ordine, spesso armato di coltello, magari spacciatore ripetutamente perdonato in nome della "modica quantità" di droga venduta: è questo l'identikit del pericolo urbano che assilla gli italiani e che il decreto sicurezza - approvato al Senato e passato ieri alla Camera per il primo voto di fiducia - punta a rimettere sotto controllo.
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C’è una linea sottile che separa uno Stato di diritto da un sistema che piega le regole ai propri obiettivi. Quella linea passa, da sempre, per l’indipendenza della difesa. Ed è proprio lì che interviene la norma contenuta nel decreto sicurezza, che prevede un compenso per gli avvocati nei casi in cui il migrante assistito accetti il rimpatrio. A prima vista può sembrare una misura pragmatica, quasi amministrativa: incentivare i rimpatri volontari, alleggerire il sistema…
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Il decreto sicurezza, dopo il via libera del Senato e il disco verde in aula alla Camera alla fiducia posta dal governo (il voto finale è atteso entro venerdì), è stato varato dal governo il 5 febbraio e firmato dal presidente della Repubblica 19 giorni dopo. Dopo giorni di alta tensione sulla norma che concede un incentivo agli avvocati per i rimpatri dei migranti, la maggioranza ha blindato il provvedimento nella sua versione originaria con il primo voto…
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Dopo il voto di fiducia arrivato ieri e in attesa del Consiglio dei ministri che approvi un decreto parallelo per sanare il passaggio sui rimpatri finito nel mirino del Quirinale, la maggioranza blinda il percorso del decreto sicurezza ottenendo una maratona notturna a Montecitorio. La richiesta della seduta fiume, avanzata dal deputato di FdI Gianluca Vinci, ha fatto insorgere l’opposizione. Dopo la riunione dei capigruppo l'Aula della Camera ha votato…
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