Esselunga torna in televisione e presenta una nuova campagna, una nuova narrazione che vuole emozionare, ponendo l'attenzione sulle persone, sull'unicità e semplicità del quotidiano. "Non c'è una spesa che non sia importante": è questo il messaggio intorno al quale è costruito il racconto che, nella forma di un cortometraggio dal titolo "La pesca", trasmesso per la prima volta dal 25 settembre sulle principali reti televisive.
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Una spesa vista attraverso gli occhi e il vissuto di una bimba, una storia ricca di tenerezza che arriva al cuore e commuove con delicatezza lo spettatore. Ma anche uno spot capace di scatenare un dibattito infuocato con tanto di connotazioni politiche. Nelle ultime ore è diventata virale la nuova pubblicità dell'Esselunga, trasmessa lunedì sera sulle principali reti televisive. "La pesca", il titolo dello sport, un cortometraggio cinematografico con un messaggio chiaro…
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Il nuovo cortometraggio istituzionale Esselunga è ambientato a Milano, nella centralissima via Solari, firmato da Rudi Rosenberg e Small e realizzato da Indiana Production S’intitola ‘La Pesca’ ed è andato in onda il 25 settembre nel prime time tv e poi è stato largamente viralizzato sulla Rete e condiviso sui social. Il nuovo cortometraggio istituzionale Esselunga è ambientato a Milano, nella centralissima via Solari, firmato dal regista francese Rudi Rosenberg e prodotto da Indiana Production.
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A cura di Cecilia Greco Da piccola avevo due sogni: fare la giornalista (come fortunatamente sto facendo) e vivere nella famiglia del Mulino Bianco, almeno nella versione anni 90 con cui mi è toccato fare i conti. Una mamma, un papà e dei figli nati dagli stessi genitori tutti insieme felici nella stessa casa. Questo non è successo. Sono una di quelle persone, credo, a cui è indirizzata la nuova pubblicità di Esselunga
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Da ore tutti (ma tutti chi?) non fanno che parlare della nuova – secondo alcuni, addirittura famigerata – pubblicità di Esselunga. La catena di supermercati lombarda ha infatti realizzato uno spot che una parte di opinione pubblica ha giudicato, come dire, un po’ urticante. Il motivo? Ha per protagonista una bambina figlia di genitori separati. Riassumendo: la bambina si allontana dalla madre per raggiungere il banco frutta e scegliere, con grande attenzione, una pesca.
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L’ho visto sui social, perché guardo pochissimo la televisione generalista e come tutti gli adulti quando ci sono gli spot faccio altro. Come spesso capita alle cose di cui parlano tutti, lo spot ha diviso tutti in due squadre, alcuni si sono schierati a favore dell’azienda, lì a riscaldare un senso di famiglia antico, forse giusto, vagamente tradizionale. Altri contro la medesima, rea di aver veicolato un familismo che, come tutti gli "ismi", va osteggiato a prescindere.
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Quando uno spot, come quello di Esselunga firmato dall’agenzia creativa Small di New York e girata a Milano, accende così tante sfumature interpretative significa che funziona. Forse più sul lato strettamente creativo e autoriale che su quello commerciale, per quanto anche il payoff sia perfetto. Stiamo parlando del cortometraggio, perché di questo si tratta, di Esselunga che, stando ai soliti titoli, “divide” i social.
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Come se non bastassero la Chiesa, la destra e la storia, adesso ci si mette anche l’Esselunga a smuovere i sensi di colpa nelle coppie separate. L’ultimo spot della catena di supermercati lombardi è praticamente un cortometraggio, in cui si vede una madre cercare Emma, la figlia, che si è allontanata tra i reparti. La bambina è accanto agli scaffali della frutta a prendere una pesca che, alla fine, la donna acconsente a comprare.
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