La diffusione degli agenti di IA nelle aziende ha un impatto anche sulle strategie difensive di sicurezza informatica. Questi sistemi agiscono in autonomia e in maniera proattiva, interagendo con altri strumenti per svolgere attività complesse e raggiungere obiettivi specifici: promettono così di aumentare efficienza e produttività negli ambienti in cui vengono impiegati. Tuttavia possono rappresentare una minaccia se usati male o a scopi malevoli…
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Negli ultimi anni, la sicurezza informatica ha affrontato una sfida sempre più complessa: gli attacchi evolvono più velocemente delle difese. I sistemi tradizionali, basati su firme note, faticano a stare al passo con le minacce in costante evoluzione. Per questo motivo, è diventato imperativo insegnare alle macchine a “vedere” gli attacchi. Attraverso la trasformazione dei dati in immagini, è possibile affidare il compito di individuare gli attacchi alle stesse architetture di intelligenza…
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Non si tratta della trama di un film: Google ha identificato il primo caso documentato di un attacco informatico basato su un exploit zero-day sviluppato con l’intelligenza artificiale. È quanto segnalato nell’ultimo report del Google Threat Intelligence Group dell’11 maggio. Il quadro che ne viene fuori è preoccupante, anche se non mancano alcune contromisure. Cos’è successo Un modello d’intelligenza artificiale generativa è stato sfruttato per un…
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E’ Google stessa ad aver individuato il primo episodio documentato in cui degli Hacker hanno utilizzato l’Intelligenza artificiale per attaccare dei siti e software. Rischio o capacità? L’Hacker e la sua migliore amica: l’Intelligenza artificiale Se nell’immaginario collettivo di tutti, l’Hacker vive dietro a monitor neri con numeri verdi in sovraimpressione, adesso le cose potrebbero essere un po’ diverse.
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Forse non a tutti è chiaro quanto rapida sta evolvendo la cybersecurity, nel bene e nel male (soprattutto nel male) nell’ultimo mese a causa dell’intelligenza artificiale. Non parliamo solo di Anthropic Mythos che, con Openai 5.5 Cyber, sta trovando moltissime vulnerabilità (da ultimo in Firefox). Più banalmente, l’AI sta rendendo molto più facile attacchi con exploit che un’azienda normale non è in grado ora di bloccare.
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Il Threat Intelligence Group (Gtig) di Google ha dichiarato di aver identificato per la prima volta un exploit zero-day sviluppato con l'aiuto di un sistema di intelligenza artificiale. La scoperta arriva in un momento in cui i modelli di AI avanzata stanno suscitando sempre più timori per il settore della cybersicurezza, come dimostra il livello di sofisticazione crescente degli attacchi informatici.
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A cura di Sergio Ajani, Service & Solutions Design Director, Innovaway Ogni giorno migliaia di aziende italiane affidano a un Large Language Model decisioni, processi e dati critici. Lo fanno convinte di adottare una tecnologia straordinariamente potente, spesso senza considerare che rappresenta anche una superficie di attacco in continua evoluzione. Secondo l’ultimo rapporto ISTAT “Imprese e ICT”, nel 2025 il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti ha adottato…
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In Breve (TL;DR) Google ha bloccato il primo attacco zero-day sviluppato con l’aiuto dell’AI, usata dagli hacker per trovare vulnerabilità e aggirare l’autenticazione a due fattori. Il caso segna l’inizio della cyberwar “AI-native”, dove modelli AI offensivi e difensivi si sfidano direttamente nella sicurezza informatica. Google ha confermato ufficialmente di aver individuato e bloccato il primo caso in assoluto di attacco zero-day sviluppato con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
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Così Google ha fermato un attacco cyber sviluppato con l’Ia A inizio settimana il Threat Intelligence Group di Google ha dichiarato di aver sventato un tentativo da parte di hacker di utilizzare modelli di intelligenza artificiale per "pianificare un'operazione di sfruttamento di vulnerabilità su larga scala". Mandato in fumo un tentativo di un gruppo di hacker di utilizzare l’Ia per un’operazione su larga scala.
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Il Google Threat Intelligence Group (GTIG) ha identificato per la prima volta un exploit zero-day che si ritiene essere stato sviluppato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Ecco perché il caso dell’AI che entra nel tratto più delicato della catena offensiva, rappresenta un salto di qualità per il cybercrime
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La finestra classica dei 90 giorni per divulgare una vulnerabilità sta diventando sempre più difficile da difendere. Con strumenti basati su LLM, il tempo tra la pubblicazione di una patch e la costruzione di un exploit funzionante può ridursi drasticamente. Il problema non riguarda solo i ricercatori più avanzati: la stessa automazione che accelera il bug hunting può aiutare gli attaccanti a capire in fretta cosa è stato corretto e come colpire chi non ha aggiornato.
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Google ha dichiarato di aver bloccato il primo exploit zero-day sviluppato con il supporto dell'intelligenza artificiale. L'attacco avrebbe consentito di aggirare l'autenticazione a due fattori. Google afferma di aver individuato e neutralizzato per la prima volta un attacco zero-day realizzato con l'assistenza dell'intelligenza artificiale. La scoperta arriva da un rapporto del…
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Google ha dichiarato di aver bloccato un attacco informatico che sfruttava strumenti di Intelligenza Artificiale su scala industriale per campagne automatizzate. L’episodio conferma un fenomeno che nel settore della sicurezza informatica viene osservato da mesi: gruppi criminali e operatori statali stanno integrando modelli generativi nei propri workflow offensivi. Fino a pochi anni fa creare campagne phishing convincenti richiedeva competenze linguistiche specifiche e adattamenti manuali per ogni lingua o…
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Sconcertante scoperta di Google, IA usata per la creazione di un’exploit zero-day per la prima volta
Un recente rapporto stilato dal Google Threat Intelligence Group (GTIG) ha confermato i timori che da tempo circolavano tra gli analisti informatici. Gruppi di hacker altamente specializzati hanno iniziato a sfruttare strumenti di intelligenza artificiale per sviluppare e lanciare exploit zero-day. Questa scoperta evidenzia come le tecnologie emergenti possano trasformarsi in armi formidabili se impiegate da attori malintenzionati alla ricerca di…
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Per la prima volta, Google ha individuato e bloccato un exploit zero-day creato con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Non è fantascienza e non è un'ipotesi teorica: è quello che ha documentato il Google Threat Intelligence Group (GTIG) in un report pubblicato di recente, e le implicazioni per chi si occupa di sicurezza digitale sono tutt'altro che trascurabili. L'obiettivo dell'attacco era aggirare l'autenticazione a due fattori di uno strumento di…
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