Con la Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 134 del 12 giugno 2025 è stato pubblicato il D.lgs 81/2025, meglio noto come decreto correttivo-bis della riforma fiscale. Il provvedimento – deliberato in via definitiva dal Consiglio dei ministri il 4 giugno e ora entrato in vigore – contiene «Disposizioni integrative e correttive in materia di adempimenti tributari, concordato preventivo biennale, giustizia tributaria e sanzioni».
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Pubblicato in GU Serie Generale n.134 del 12 giugno 2024, il decreto legislativo n.81/2025 che fornisce disposizioni integrative e correttive in materia di adempimenti tributari, concordato preventivo biennale, giustizia tributaria e sanzioni tributarie. Andiamo con ordine.
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Concordato preventivo, arrivano le soglie per le partite Iva più fedeli nelle pagelle fiscali di Giovanni Parente e Lorenzo Pegorin 13 giugno 2025 Tetti agli incrementi di reddito con il concordato preventivo 2025-2026 per le partite Iva più fedeli con il Fisco. Per chi arriverà al 10 nelle pagelle fiscali già sull’anno d’imposta 2024 (che precede la nuova edizione del concordato) l’incremento massimo non potrà superare il 10 per cento.
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Il decreto correttivo del 4 giugno 2025 introduce una “finestra di salvezza” di 60 giorni per i contribuenti che ricevono avvisi bonari sul concordato preventivo biennale, evitando così la temuta decadenza automatica dall’agevolazione. Prima del decreto correttivo dello scorso 4 giugno 2025, il concordato preventivo biennale (CPB) aveva una regola molto severa: se un contribuente che aveva aderito al concordato non pagava le somme dovute nei tempi stabiliti, perdeva automaticamente tutti i benefici…
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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il DLgs. 12 giugno 2025 n. 81 correttivo dei decreti della riforma fiscale che introduce, tra l’altro, diverse modifiche in materia di concordato preventivo biennale, semplificazioni dei termini di versamento IVA da parte dei soggetti forfetari che effettuano acquisti intracomunitari e disposizioni sulla definizione agevolata delle sanzioni tributarie.
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La Flat tax è una parola di uso comune nel dibattito fiscale italiano, che torna al centro dell’attenzione con la conferma della sua applicazione nel Concordato preventivo biennale (Cpb) per il biennio 2025-2026. Il meccanismo interessa migliaia di partite Iva che potrebbero accettare un accordo con il Fisco in cambio di una tassazione semplificata e più prevedibile. Come si applica esattamente la Flat tax nel Cpb? Quali limiti sono stati confermati? Chi resta escluso e quali sono le scadenze da…
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La notifica di un avviso bonario legato al mancato o tardivo versamento delle somme dovute sulla base della proposta di concordato preventivo biennale (Cpb) accettata dal contribuente non costituirà più causa di decadenza, a condizione che si versi quanto richiesto entro sessanta giorni dalla notifica della comunicazione. È una delle novità più rilevanti introdotte dall’articolo 15 del decreto correttivo approvato dal Consiglio dei ministri lo…
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Il concordato preventivo biennale cambia pelle. Il decreto correttivo approvato dal Consiglio dei ministri ritocca i meccanismi che regolano il patto tra Agenzia delle Entrate e partite Iva, promettendo più flessibilità, meno incertezze e maggiori incentivi per chi sceglie di mettersi in regola. Professionisti, ristoratori, commercianti e autonomi in generale potranno contare su una serie di correttivi che puntano ad allargare la platea dei contribuenti interessati.
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Con l’approvazione definitiva del decreto correttivo al D.Lgs. 13/2024 da parte del Consiglio dei ministri – in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – prende forma il nuovo assetto del concordato preventivo biennale (CPB), istituto cardine della riforma della fiscalità proattiva. Le modifiche apportate incidono in maniera sostanziale su tempistiche, requisiti soggettivi e modalità applicative, delineando un quadro più strutturato e selettivo per l’adesione al patto…
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