– E’ morto Aron, il pitbull bruciato vivo dal suo padrone in una piazza nel centro di Palermo. Il cane è morto nella clinica veterinaria che lo aveva accolto dopo l’allarme lanciato dalle persone. “Aron si è spento questa notte, dopo aver lottato con tutte le sue energie per quasi quattro giorni. Non ce l’ha fatta, i suoi reni hanno smesso di funzionare e così tutto il resto del corpo. Era sedato, quindi è andato via senza ulteriori sofferenze“, afferma la Lav che da subito è…
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Non ce l’ha fatta Aron, il pitbull bruciato in una piazza a Palermo alcuni giorni fa: il cane è morto in una clinica veterinaria del capoluogo siciliano. Ad annunciare il decesso dell’animale è la Lav Palermo. L'annuncio della morte di Aron, il cane bruciato vivo a Palermo La consigliera Viviana Raja: "Rivedere le leggi" La denuncia del proprietario del cane La giustifica del proprietario: "Il mio pitbull era posseduto" Gli…
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La Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, con la sua sezione di Palermo, si costituirà parte civile nel procedimento contro l’uomo che, la sera di martedì, ha legato ad un palo stradale il suo pitbull e gli ha dato fuoco. Lo annuncia il presidente dell’associazione, Michela Vittoria Brambilla, che è anche presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali. «Il cane - ricorda - è morto la scorsa notte tra indicibili sofferenze.
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Aron, il pitbull legato a un palo e bruciato vivo qualche gorno fa a Palermo, è morto. "Ci hanno appena chiamato dalla clinica. Aron non c'è più.", afferma la Lega anti vivisezione (Lav). "Il suo corpo - ha aggiunto la Lav su facebook - non ha retto, sebbene lui abbia lottato fino alla fine". Aron ha lottato tra la vita e la morte per oltre tre giorni, dopo che in via delle Croci, nel centro del capoluogo siciliano, era stato legato con una catena a un palo e dato alle fiamme.
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Nella notte è morto Aron, il cane bruciato vivo a Palermo nei giorni scorsi. A dargli fuoco fu il suo padrone, un 46enne denunciato, ma libero. Il suo orribile gesto aveva suscitato ondate di rabbia da parte dei concittadini, tanto che l'uomo ha rischiato di essere linciato.Aron era ricoverato in una clinica veterinaria in condizioni gravissime. Nella notte tra venerdì e sabato il decesso.LA POSIZIONE DELL'ENPA"E’ chiaro – afferma Carla Rocchi, Presidente nazionale Protezione Animali – che in questa terribile storia di atrocità e…
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MeteoWeb Aron è morto: il pitbull bruciato vivo dal suo stesso proprietario in una piazza del centro di Palermo alcuni giorni fa si è spento in una clinica veterinaria del capoluogo siciliano. A darne l’annuncio la Lav Palermo, che aveva preso in carico il cane pagando le spese veterinarie per salvarlo. “Aron non c’è più. Il suo corpo non ha retto, sebbene lui abbia lottato fino alla fine,” ha reso noto la Lav.
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Aron non ce l’ha fatta. Il pitbull di due anni a cui martedì sera era stato dato fuoco in via delle Croci a Palermo da un uomo senza fissa dimora, Carmelo Russo, è morto stanotte, intorno all’una. “Ci hanno chiamato dalla clinica. Aron non c’è più – ha annunciato la Lega antivivisezione (Lav) che aveva preso in affido il cane, sostenendone le spese mediche - Il suo corpo non ha retto, sebbene lui…
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ROMA – “Aron ha superato la notte ed è stabile al momento. I medici stanno facendo il possibile perché non senta dolore e perché possa esserci anche una sola speranza. Le sue condizioni sono sempre critiche e la prognosi resta riservata”. Ad aggiornare sulle condizioni del pitbull bruciato dal suo padrone a Palermo è la Lav (Lega anti vivisezione), che ha chiesto la custodia giudiziaria del cane. Il costo della clinica privata per le…
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Non era “solo” una discarica abusiva, l’area di 18 ettari tra Fiumicino e Roma sequestrata il giorno dell’Epifania dalla Polizia. Su quel terreno, tra tonnellate di immondizia, tra cui anche rifiuti pericolosi, vivevano in condizioni drammatiche anche tre cavalli, una grande colonia felina e circa 40 cani di varie razze con problemi di salute e detenuti in gabbie esposte al freddo e alla pioggia e senza alcun tipo di attenzione all’igiene.
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