Una notizia terrificante: il mondo del calcio è rimasto sconvolto: sarà commemorato con un minuto di silenzio nelle prossime gare Quando una persona viene a mancare, ti lascia una sensazione di vuoto indescrivibile, a prescindere se tu la conosca personalmente o meno. Purtroppo nel mondo del calcio abbiamo assistito alla perdita di figure fondamentali, le quali vengono tutt’oggi ricordate agli anniversari della loro scomparsa.
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MILANO. Lutto nel mondo del calcio. È morto ieri a 63 anni, per un arresto cardiaco, Andreas Brehme, ex difensore dell’Inter e della nazionale tedesca, con cui si laureò campione del mondo a Italia 1990, vice-iridato nel 1986 e vice-campione d’Europa nel 1992. Ritenuto uno dei più forti terzini della sua generazione, dopo gli esordi nel Barmbek-Uhlenhorst e nel Saarbrucken ha militato per cinque stagioni nel Kaiserslautern e per due nel Bayern Monaco, con cui ha conquistato un campionato tedesco (1986-1987) e una…
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Intervenuto ai microfoni di TvPlay, Giovanni Capuano, giornalista, ha parlato così di Andy Brehme , scomparso nella giornata di ieri: “Uno dei vantaggi di aver più di 50 anni è il privilegio di aver vissuto il calcio italiano dalla seconda meta degli anni Ottanta in poi, la Premier League di adesso nemmeno si avvicina a quel livello. Brehme, Matthaus, Maldini, Careca, Zico, Zenga, Bergomi, Van Basten, Gullit, Maradona, ce ne sono anche altri che meriterebbero la…
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Quel era la sua dote migliore? «Aveva una tecnica sopraffina e una grande potenza di tiro. Ed era intelligente: solitamente giocatori così li trovavi a centrocampo, invece lui era in fascia». Oggi si direbbe che Brehme era un giocatore moderno per quei tempi. «Assolutamente. Per me fu una lieta novità scoprirlo in allenamento. Era un fuoriclasse e bastava poco per intendersi. Lui aveva capito i miei movimenti, io avevo imparato in base alla sua postura dove avrebbe crossato, se sul…
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I cross mancini, come disegnati da un algoritmo perfetto, resteranno per sempre il marchio di fabbrica di Andreas “Andy” Brehme. La sua chioma bionda aveva smesso da anni di svolazzare sulla fascia sinistra; ieri, purtroppo, si è fermato anche il suo cuore. L’improvvisa scomparsa del 63enne ex terzino tedesco, campione del mondo nelle “notti magiche” di Italia ’90 proprio grazie a un suo rigore (calciato di destro) nella finale contro l’Argentina e per…
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Beppe Bergomi ricorda Andreas Brehme anche sulla Gazzetta dello Sport. "Andi è il primo che viene a mancare di quella squadra e stamattina pensavo: sarà più difficile adesso ripetere quel ritornello ”Zenga, Bergomi, Brehme...?”. Poi mi sono detto: “Beppe, continueranno a dirlo sempre, tutti: perché quella è stata una squadra unica”. Com’era unico Andy, per me". Perchè unico, Bergomi? "Lo è stato come amico, come compagno di squadra e, ovvio, come…
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Appunto dalle colonne di Tuttosport riguardo alla partita di ieri. Secondo l'opinione riportata sul quotidiano nella cronaca della partita, la prima mezz'ora è stata brutta quanto i pochi secondi dedicati dall'arbitro Kovacs per commemorare Andreas Brehme. Un giocatore che ha marchiato a fuoco la finale di Italia '90 ai Mondiali e che avrebbe meritato ben altro. Ma tra i cori dei tifosi dell'Atletico (Oscar all'inciviltà e la fretta dell'arbitro di iniziare la partita, c'è stata ben poca emozione…
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Lo chiamavano "Piede d'acciaio", l'amico Zenga invece "Shazzy". Il terzino dell'Inter dei record, decisivo a Italia '90 con la Germania, è stato uno dei giocatori più forti della sua generazione Gli interisti, i tedeschi. Gli amanti del calcio mondiale. Chiunque, nessuno escluso. Impossibile trovare qualcuno che all’arrivo della notizia della sua scomparsa, non si sia fermato a pensare. A pensare a una sua giocata, una sua cavalcata sulla fascia, a una sua vittoria…
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Roberto Tortora 21 febbraio 2024 Attimi di commozione pura per Giuseppe Bergomi a Sky Sport 24 nel momento di ricordare e omaggiare il suo amico ed ex-compagno di squadra Andreas Brehme, scomparso improvvisamente a 63 anni per un arresto cardiaco. Nel pre-partita dell’andata degli ottavi di Champions League tra Inter e Atletico Madrid, lo “Zio” è scoppiato in lacrime in collegamento da San Siro, con la voce interrotta dall’emozione ed uno studio calato nel silenzio più assoluto, in segno di rispetto per il…
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A Libero: «Era un esempio di educazione e disponibilità, forse il meno tedesco dei tedeschi che hanno giocato in Italia». Aldo Serena ricorda Andy Brehme, ex calciatore tedesco scomparso ieri per un arresto cardiaco. L’intervista a Libero. Un campione che non si atteggiava anche con i tifosi? «Soprattutto. Andy era un esempio di educazione e disponibilità. L’egocentrismo che ho visto in tanti giocatori diventati campioni del mondo, e lui il mondiale lo vinse proprio…
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Ci ha lasciato all’età di 63 anni, per un infarto, il calciatore tedesco Andy Brehme, campione del mondo con la Germania a Italia 90 ed ex terzino dell’Inter. Bardolino era quasi la sua seconda casa dove Andy amava trascorrere le sue vacanze. Particolarmente commossa l’amministrazione comunale di Bardolino che attraverso il suo sindaco Lauro Sabaini e i social ha voluto ricordare Brehme. “A Bardolino era di casa, lui qui trascorreva spesso le…
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Quella volta che Andy Brehme disse: “Devi limitarti a fare il tuo lavoro…” Andy Breme ci ha lasciato. Un altro mito della nostra infanzia (sicuramente della mia), si è spento troppo presto. Gli devo almeno un editoriale per quello che ha rappresentato per chi ha avuto la fortuna di vederlo giocare dal vivo nei favolosi anni ’80 e ‘90. Nel 1988, da adolescente avido di conoscenze calcistiche, fantasticavo su ogni campione straniero che abbelliva la nostra Serie A, ai tempi…
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Non ricordo se facesse particolarmente caldo, in quell'abbraccio di fine estate 1990, quando Bitonto divenne per pochissimo tempo il rifugio fisico di sogni che spesso vedevi lontani. Un tempo anagrafico ed esistenziale in cui il sole sembrava dipingere le strade di colori vibranti, senza quasi accorgertene, ballando a quel ritmo cristallino ed abbacinante, semplicemente perché la tua inconsapevole e beata felicità ti imponeva di farlo.
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È morto ieri mattina, per un arresto cardiaco a 63 anni, il tedesco Andreas Brehme, ex terzino sinistro dell'Inter tra il 1988 e il 1992 “Ambidestro” è il nome dell’autobiografia di Andreas Brehme, grande campione dell’Inter e della nazionale tedesca, morto a 63 anni: ecco la storia della caratteristica tecnica che lo contraddistingueva, ricordata anche da Walter Zenga nel suo commovente post di addio al compagno in nerazzurro
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Venerdì doveva venire allo stadio per Inter-Salernitana: aveva chiesto, come sempre, i biglietti a Ernesto Pellegrini ma poi, una volta saputo da questi che non sarebbe stato in tribuna per qualche acciacco legato all’età, ha rinunciato. Ieri San Siro nerazzurro, vestito con lo smoking per la notte di Champions, gli ha tributato l’ultimo, commosso, saluto. Andy Brehme se n’era andato in mattinata, per un arresto cardiaco dopo che, nella notte tra lunedì e martedì, era arrivato al pronto soccorso della Clinica…
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Piangeva mentre la gente onorava la bara del kaiser. Era stato il suo Professore, Franz Beckenbauer, e Andy Brehme aveva il viso rigato di lacrime, teneva in mano tre rose rosse e camminava a fianco di Gunter Netzer verso il centro del campo dove riposava infine il re. La storia della Germania sembrava essersi conclusa con la scomparsa del suo campione, oggi il dolore accompagna gli uomini di calcio nel ricordo di quest'altro ragazzo biondo, per caso eroe decisivo della finale mondiale del 90.
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Quell’8 luglio del 1990, quando l’arbitro assegnò il rigore che poteva decidere la finale mondiale tra Germania e Argentina, beh, sugli spalti dell’Olimpico in molti pensammo che sul dischetto si sarebbe presentato Matthaeus, il leader tedesco dell’Inter. Oppure Voeller, idolo dei romanisti. O ancora Hassler, pupillo degli juventini. E invece no. A prendersi il pallone che scottava, il pallone della carriera e di una vita, ci andò lui, Andy Brehme, ruvida espressione del calcio teutonico, anima operaia del gruppo di fuoriclasse…
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La lunga chioma bionda di Andy Brehme sembrava la coda della stella cometa che i bambini incollano sulla capanna del presepe. Una scia di luce, qualcosa con i brillantini dentro. Una specie di favola o di speranza. Ci sono calciatori che diventano questo, non necessariamente i fuoriclasse. Diventano il ricordo di una felicità. Andreas Brehme non era un predestinato. Da bambino sognò di giocare ne…
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«Un giocatore magnifico, un grande interista. Ciao Andy, per sempre leggenda". Così il club di Viale della Liberazione ha salutato uno dei suoi campioni più amati dopo la triste notizia della morte di Andy Brehme. Uno di quelli che ha lasciato un segno nel calcio. E anche bello grande. Nella sua Germania, ma pure nel cuore dei tifosi nerazzurri. La Nord gli ha dedicato uno striscione affisso fuori…
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Bergomi commosso: «Brehme amava l’Inter e l’Italia. Perderlo così a 63 anni è dura, ci mancherà tanto». Il ricordo Bergomi, ex capitano dell’Inter, a Sky Sport si è commosso nel ricordo di Brehme, scomparso oggi a 63 anni e a cui anche la Juve ha dedicato un messaggio di condoglianze. BERGOMI – «E’ difficile trovare le parole. Era un compagno vero, un amico, una persona per bene. Nel calcio magari non ti senti da tanto tempo, poi quando ti…
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"Andy era come un fratello più grande per me. Mi ha aiutato tantissimo quando sono arrivato all'Inter. Era sempre disponibile, sempre gentile e positivo". Così Jurgen Klinsmann, tramite i canali ufficiali dell'Inter, ha voluto salutare Andreas Brehme scomparso oggi all'età di 63 anni: "Era attento al gruppo e pensava sempre prima agli altri rispetto che a se stesso. Siamo sempre rimasti in contatto ovunque fossimo nel mondo: il nostro legame è stato vero e forte.
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Ocammo insieme la Coppa del Mondo del 1986 in Messico e Andy era un grande giocatore di squadra, sempre molto leale e affidabile. La sua gioia di vivere è sempre stata contagiosa e il fatto che abbia dovuto lasciarci all'età di 63 anni mi rende molto triste'.
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Nel 2003 ci fu la riedizione del rigore decisivo nella finale di Italia '90. E anche in quel caso Brehme trasformò con grande freddezza. Martedì mattina il mondo del calcio si è svegliato più triste, a 63 anni si è spento Andy Brehme, uno dei terzini più forti di sempre. Brehme ha legato la sua carriera all'Inter, con cui conquistò lo storico Scudetto dei record. Ma è stato anche uno dei leader della Germania Ovest campione del mondo a Italia '90.
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Marco Andreolli ha voluto come prima cosa dedicare un ricordo all'ex giocatore nerazzurro scomparso oggi: "Brehme? Giocatore straordinario, ha vinto lo scudetto dei record. I miei primi ricordi da bambino mi legano a quell'Inter lì. La mia prima maglietta che mi è stata regalata era di quell'Inter lì. Questo giocatore aveva un grandissimo talento, un bellissimo sinistro. Un terzino moderno, che sapeva disimpegnarsi ma aveva grande duttilità e personalità.
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NON SOLO COMPAGNI L'ex difensore nerazzurro onora il tedesco: "E' stata una doccia fredda questa notizia, ha turbato parecchio l'ambiente" La notizia della scomparsa di Andy Brehme ha scosso l'ambiente dell'Inter e tra i più colpiti c'è sicuramente Riccardo Ferri, suo ex compagni ai tempi dei successi con la maglia nerazzurra e oggi dirigente della Beneamata. "Andy è un amico, voglio ricordare la persona, il calciatore lo conoscono tutti, sanno quanto di buono ha fatto…
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Pur conoscendolo da una vita, Franz Beckenbauer non era in grado di affermare se Andy Brehme calciasse di destro o di sinistro. La verità è che utilizzava entrambi i piedi, senza distinzione o preferenza, se non a seconda della situazione che gli si presentava davanti. Dal dischetto dell’Olimpico di Roma, di fronte all’argentino Sergio Goycochea, aveva scelto il destro per regalare alla Germania dell’ovest la sua terza Coppa del Mondo.
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Andy Brehme ha sempre avuto l'Inter nel cuore. Merito dello scudetto dei record vinto nel 1989 e della Coppa Uefa del 1991. Oggi è morto a 63 a causa di un arresto cardiaco, ma le sue ultime storie Instagram prima di andarsene sono state proprio per i nerazzurri, impegnati nel match di Champions contro l'Atletico Madrid. Un semplice "match day", con tag alle due squadre e un'immagine stilizzata di se stesso in campo negli anni Ottanta, quelli in cui…
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