Si dice, si crede e si scrive che la scoppola presa al referendum abbia indebolito il governo. È vero il contrario. Meloni ha potuto liberarsi, senza creare troppo scompiglio nelle sue file, di soggetti diventati impresentabili, da Santanchè a Delmastro a Bartolozzi e dell’infido Gasparri, un soggetto sulla cui lealtà non si può mai contare. …
Leggi
Approfondimenti:
Da settant’anni guarda l’Italia “dal basso”, come ama dire lui: ascoltando il territorio, inseguendo le increspature prima che diventino fenomeni, diffidando delle letture troppo lineari del potere e dell’economia. È da questa postura che nasce il “canone deritiano”, il metodo con cui Giuseppe De Rita, fondatore del Censis, ha costruito nel tempo i suoi “sette sigilli”: non una teoria, ma una pratica di osservazione continua, fatta di fedeltà assoluta alla realtà e di attenzione al quotidiano.
Leggi
A una settimana esatta dal lunedì nero della batosta referendaria, nella maggioranza ancora non si è davvero posata la polvere di una sconfitta che nelle dimensioni è stata del tutto inattesa. Dopo lo scossone iniziale che ha portato alle dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè, infatti, nessuno ha realmente idea di come Giorgia Meloni voglia risolvere il nodo del ministero del Turismo e di come abbia intenzione di rilanciare l'attività di governo.
Leggi
C’è un momento, nella vita politica di un Paese, in cui il ricambio smette di essere uno slogan e diventa una necessità non più rinviabile. È esattamente la fase che il centrodestra sta attraversando oggi, sotto la spinta – diretta o indiretta – di Giorgia Meloni. Un “repulisti”, come qualcuno lo ha definito con tono polemico, ma che in realtà somiglia molto di più a una fisiologica operazione di riassetto interno, troppo a lungo rimandata e resa oggi inevitabile da una crescente domanda di…
Leggi
In qualità di ex presidente della camera penale di Modena Carl’Alberto Perroux, l’avvocato Guido Sola ha coordinato le attività del locale comitato Sì Riforma. Perché riteneva la vittoria del sì importante dal punto di vista giuridico? "Perché la riforma Nordio, oggettivamente, era una buona riforma della giustizia penale. Pensata per riformare l’ordinamento giudiziario vigente, che, ancora oggi, è quello, fascista, del 1941
Leggi
IL PUNTO I tormenti di Meloni La gestione del post-voto dimostra la rimozione del principio di realtà Manca una vera analisi del risultato: la premier sposta il problema fuori da sè Alessandro De Angelis
Leggi
«Giorgia Meloni è evidentemente sotto botta», osserva Matteo Renzi. «Con la sconfitta al referendum, che non si aspettava, ha subito un triplo colpo», insiste il leader di Iv. «Per il centrosinistra è un’occasione d’oro: non sprechiamola». Declini il triplo colpo, senatore. «Il primo è psicologico: credetemi, fa molto male, e lo dice uno che c’è passato. Erano certi di vincere con un margine nett…
Leggi
Si procede ancora con messaggi in bottiglia: si andrà avanti fino alla fine della legislatura. Quindi 2027 (meglio se sarà ottobre, come auspica la Lega). E con la stessa squadra, se non puntellata qua e là, senza passare da un Meloni bis, che farebbe saltare l’obiettivo di centrare il record di longevità di questo esecutivo, sinonimo di stabilità. Una settimana dopo la disfatta sul referendum la premier passa la giornata a Palazzo Chigi senza comunicare.
Leggi
Da quando nel 1993 fu inaugurato in Italia il sistema elettorale bipolarizzante, volto a garantire all’elettore la scelta diretta del suo rappresentante e al governo la stabilità necessaria, esso fu subito sovradeterminato dal bipolarismo ideologico: ciascuno dei poli riteneva l’altro una minaccia per la democrazia. Questo cemento ideologico da guerra civile, tuttavia, non bastò mai né a fornire una spallata finale all’altro né a tenere insieme i due poli al loro interno.
Leggi
Un post, diffuso dalla piattaforma social di Fratelli d’Italia nei giorni scorsi, mostra un’immagine di Giorgia Meloni con fiero sguardo rivolto verso l’alto, corredata dalla scritta “più forti di prima”. Ora, che Meloni, il governo e la maggioranza possano essere “più forti” dopo la batosta referendaria, può essere sostenuto solo in politica, in osteria (dopo diversi bicchieri) e nello studio di uno psichiatra.
Leggi
Sicurezza e sprint finale sull'economia, con un sostegno alle imprese e un occhio di riguardo alle famiglie, realtà da sempre cara al centrodestra. Sono le due direttrici indicate dalla premier Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno, i due fronti su cui battere di più per tentare un altro giro di giostra nel 2027. In due mesi però è cambiato il mondo, con l'attacco a due punte di Usa e Israele all'Iran, la paralisi dello Stretto di Hormuz, l'impennata dei…
Leggi
Qualche considerazione si può forse trarre dal recente referendum, che non si limiti soltanto a circostanze occasionali, errori tattici o di comunicazione. Certo la Destra del Sì non avrebbe potuto condurre una campagna più scriteriata. Forse sarebbe bastato l’allontanamento immediato di Nordio dopo la battuta sul Consiglio Superiore, in compagnia del suo sottosegretario, tanto innocente e ingenu…
Leggi
Caro direttore,il referendum ha terremotato la politica italiana. Con le dimissioni del sottosegretario Delmastro, della capo di gabinetto Bartolozzi, della ministra Santanchè. E poi Gasparri che ha lasciato l’incarico di capogruppo di Forza Italia in Senato. Tutto nel giro di pochi giorni. Ora la premier Meloni è sicuramente più in difficoltà. Una sconfitta è sempre una ferita. Ma se il centrodestra non sta bene, il centrosinistra non è ancora guarito dai suoi cronici mali.
Leggi
Caro direttore,ho letto con attenzione il suo intervento di stamattina quello dell'avvocato Guido Sola . Da storico militante della destra modenese con una esperienza da modesto consigliere in provincia, mi pare di aver compreso come il limite del centrodestra modenese oggi, come in passato, sia riassumbile con la cosiddetta teoria della 'salvaguardia del recinto'. I capibastone di turno, oggi il senatore Barcaiuolo per Fdi, ieri i…
Leggi
Dalla delusione per il referendum a quella per alcuni ministri: le «contestazioni» di Giorgia Meloni
Il suo silenzio ostinato sta diventando rumorosissimo. Nessuna dichiarazione pubblica nel post referendum, tranne un breve video a caldo in cui si diceva pronta ad accettare e riconoscere il voto degli italiani. Nel frattempo sono crollati pezzi di potere, equilibri e certezze di un centrodestra che sembra l’opposto di quello che appariva ancora una settimana fa. E che fatica a ritrovare il bandolo: venerdì sera una cena a casa della premier con…
Leggi
