Se muore un genio ci sentiamo tristissimi. Se invece muore David Lynch dovremmo prima comprendere su che razza di ruota del dolore salire, data l'immensità che ha consegnato alla vita, considerando la rivoluzione che ha compiuto nel rapporto tra l'uomo e l'intangibile, meglio ancora tra il creato e il suo mistero, il suo dopo, il suo oltre, che attraverso di lui abbiamo capito essere più reale del reale stesso.
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News David Lynch (1946-2025) è diventato uno degli autori più iconici, studiati, e acclamati della sua epoca. Un magnifico pazzo, un talento talmente vasto e complesso che gli sfuggiva da tutte le parti e lo metteva a disagio, perché aveva scelto il cinema mentre era stato un pittore molto dotato. Le sue opere sono attualmente esposte in musei e gallerie d’arte di prima fascia, come il Museum of Modern Art di New York e la Pennsylvania Academy of the fine Arts di Filadelfia
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David Lynch e quel desiderio di essere amati che accomuna tutti noi David Lynch ha passato la sua carriera di artista a disseminare il suo racconto di indizi, di metafore, di cose che sembrano belle e invece no. Ha raccontato che siamo Elephant Man, ma anche i suoi torturatori, che siamo padri capaci di sorridere e al contempo Bob, demoni che compaiono nella vita degli altri sia come sogni che come incubi
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Tra salvataggi chiamati e farfalle da star, nello spot del 1991 c'è lo stile inconfondibile del regista onirico per eccellenza. Fra le tante domande che ci si pone di fronte al magnum opus di David Lynch, il regista americano scomparso lo scorso 15 gennaio, nessuna riecheggia più di “Chi ha ucciso Laura Palmer?”. Eppure ne sorge un altro di quesito esistenziale quando si è di fronte a un reperto di cinematografia sepolto nei meandri dell’internet.
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Il filo rosso che unisce David Lynch a Rimini ha un nome e cognome ed è quello di Federico Fellini. Il regista statunitense, venuto a mancare giovedì, oltre al lavoro da dietro la camera da presa condivideva con il Maestro il giorno del compleanno. I due artisti del cinema sono nati entrambi il 20 gennaio. "Questo forse significa qualcosa", non ha mai smesso di dire Lynch. Un riferimento biografico che il premio Oscar alla carriera nel 2020 ha sempre messo in luce a proposito delle fonti di ispirazione lungo il…
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“Ciao Maestro”. David Lynch salutò così Franco Battiato quando lo incontrò per la prima volta a Palermo nel 2007. Il regista de “I segreti di Twin Peaks” e di “Mulholland drive”, scomparso a 78 anni, in quella occasione era allo Spasimo per presentare il suo progetto sulla meditazione trascendentale. Battiato, che prima detestava il cinema di Lynch, aveva finito per considerarlo “un genio”, dopo …
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Il regista David Lynch è morto a 78 anni. A darne la notizia è stata la famiglia con un post su Facebook: «C’è un grande vuoto nel mondo ora che non è più con noi. Ma, come avrebbe detto, guardate la ciambella e non il buco». Nel 2024 Lynch aveva rivelato di soffrire di un enfisema che egli stesso imputava ai «troppi anni passati a fumare». L'annuncio era arrivato via Twitter dopo un inno in stile lynchiano al tabacco, al suo odore e al gesto di accendersi una sigaretta, salvo poi riconoscere che «il piacere ha un prezzo» e che, per lui, il prezzo da…
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