Ma è costretto suo malgrado a lasciare nuovamente il paese per rifugiarsi prima in Germania e dopo in Svizzera, dove arriva nel 1914. Lenin, dapprima risiede a Berna. Poi, nel 1916, si trasferisce a Zurigo per lavorare ad alcuni libri nella biblioteca centrale. All’inizio del 1917 la Russia, entrata in guerra contro la Germania, è sull’orlo del collasso politico-economico. Nuove proteste mettono a ferro e fuoco San Pietroburgo
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La Russia ignora il centenario della morte di Lenin Nella Russia sovietica ogni 21 gennaio enormi folle facevano lunghe file per rendere omaggio al padre dell'Unione Sovietica, Vladimir Lenin. Oggi, invece, a 100 anni dalla sua scomparsa, le autorita' non hanno organizzato alcun evento ufficiale e la sua memoria e' stata ignorata dalla stragrande maggioranza del popolo russo. Solo poche centinaia di nostalgici, malgrado i 12 gradi sotto zero, gli hanno reso omaggio nella Piazza Rossa di Mosca, dove sorge il mausoleo…
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Il 21 gennaio di cento anni fa moriva a Gorki Lenin, pseudonimo di Vladimir Il'ič Ul'janov. Rivoluzionario, politico, filosofo e scrittore russo, poi sovietico, fu Primo ministro della Repubblica russa dal 1917 al 1918, della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa dal 1918 al 1922 e dell'Unione Sovietica dal 1922 al 1924. Sotto la sua guida la Russia, e in seguito l'Unione Sovietica, diventò uno Stato socialista monopartitico governato dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica.
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Il 21 gennaio 1924 moriva il fondatore dell’Unione sovietica, Vladimir Il'ič Ul'janov, noto anche come Lenin. Teorico della rivoluzione del proletariato, fu lui che portò l’ex impero zarista fuori dalla Prima guerra mondiale e vinse lo scontro interno con le forze controrivoluzionarie, anche se questo costò la vita a molti dissidenti durante il “Terrore rosso”. Ancora oggi è possibile visitare la sua salma, esposta nei pressi del Cremlino
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I nostalgici col braccio teso indignano oltremodo la sinistra. Quelli col pugno chiuso invece no. Chissà perché. Di fronte a questi ultimi, i progressisti non si scompongono mai, anzi fanno finta di niente, tacciono. Eppure, i compagni con la malinconia dei tempi andati - quelli che ancora oggi idolatrano il comunismo e i suoi deprecabili trascorsi sono attivi e ferventi più che mai. Tanto quanto gli anacronistici simpatizzanti del Ventennio.
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A cento anni dalla morte di Lenin, che oggi taluni ricorderanno con ammirazione, conviene leggersi una magnifica lezione che Raymond Aron tenne al College del France, in piena epoca maoista, così come ce la riporta una recente raccolta curata con sapienza da Alessandro Campi (Teoria dell'azione politica, Marsilio editore). Per Aron quello di Lenin è un genio rivoluzionario per molti versi simile al genio di Clausewitz
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Cento anni fa, il 21 gennaio 1924, moriva Vladimir Il’ič Ulianov, universalmente conosciuto con il suo pseudonimo rivoluzionario, Lenin, corifeo indiscusso del comunismo mondiale, fondatore del Partito Bolscevico e dell’Unione Sovietica. Lenin non aveva figli. La sua unica creatura fu il partito dell’avanguardia rivoluzionaria, un’innovazione politica fondata su un impegno ideologico fanatico, una intransigente volontà di potere e una disciplina inflessibile.
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Un quadro che ritrae il leader sovietico Vladimir Il'ic Ul'janov (Lenin) - Egor Myznik / Unsplash Krasnaja Plošadz in lingua russa significa, propriamente, “Piazza Bella”: ma è corretto tradurla anche con l’espressione “Piazza Rossa”. Difatti, in russo, l’aggettivo krasnij significa tanto “rosso” quanto “bello”. E non c’è alcuna diretta allusione politica, per quanto quelle sottintese (e magari inconsce) possano essere molte.
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"Era semplice e leale come tutte le cose che diceva. Il suo eroismo, quasi interamente spoglio di sfarzo esterno, è l'abnegazione modesta, ascetica, non rara in Russia, dell'intellettuale rivoluzionario onesto, che crede profondamente nella possibilità di attuare la giustizia sociale sulla terra; è l'eroismo di chi ha rinunciato a tutte le gioie del mondo per lavorare duramente e conquistare agli uomini la felicità".
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La morte clinica di Vladimir Il’ič Uljanov (Lenin) sopravvenne il 21 gennaio 1924. La sua morte politica, in termini di assenza dalle scene, risale però agli anni precedenti, quando una serie di ictus lo aveva immobilizzato su una sedia a rotelle compromettendo le sue facoltà mentali. Una foto, che avrebbe circolato nel Paese dopo il crollo dell’URSS, lo ritrae ammalato e smagrito già nel 1923. Lenin ammalato a Gorki nel 1923 Un palazzotto di Gorki, sobborgo di Mosca, espropriato dopo la Rivoluzione, divenne la sua residenza da…
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Mentre tutto stava finendo, con la bara di Lenin che entrava nella penombra eterna del mausoleo e la musica dell’Internazionale che lottava coi 37 gradi sottozero della Piazza Rossa, Nadezda Krupskaja probabilmente ripensò al proiettile da cui tutto era incominciato, cinque anni e mezzo prima. Lei e Lenin avevano ripercorso la scena decine di volte per cercare il bivio supremo, al confine tra la vita e la morte in quel venerdì 30 agosto 1918
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Mentre tutto stava finendo, con la bara di Lenin che entrava nella penombra eterna del mausoleo e la musica dell’Internazionale che lottava coi 37 gradi sottozero della Piazza Rossa, Nadezda Krupskaja probabilmente ripensò al proiettile da cui tutto era incominciato, cinque anni e mezzo prima. Lei e Lenin avevano ripercorso la scena decine di volte per cercare il bivio supremo, al confine tra la …
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Cento anni fa moriva Vladimir Ilic Lenin, padre della Rivoluzione d’Ottobre e dell’Unione Sovietica. In Italia c'è una piazza a lui dedicata con un monumento dove, domani, in occasione del centesimo anniversario della morte, ci sarà una manifestazione, organizzata dal Partito marxista leninista: succederà a Cavriago, paese della pianura di Reggio Emilia, che a distanza di un secolo, dopo la caduta del muro di Berlino e il crollo del regime sovietico, rimane legato al leader dell’Urss.
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Prc-Se: centenario Lenin, domani 21 gennaio, iniziative a Livorno, Roma e in tante altre città Pubblicato il 20 gen 2024 “Domani ricorderemo Lenin nel centenario della morte con iniziative a Livorno, Roma e tante altre città italiane. La figura di Lenin è da anni demonizzata dal clima di anticomunismo che ha accompagnato l’affermarsi del capitalismo neoliberista. Noi ricorderemo il rivoluzionario che con lo slogan “pace, terra e pane” guidò una…
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Roberto Coaloa 20 gennaio 2024 Cento anni fa, il 21 gennaio 1924, Vladimir Il'ič Lenin, primo presidente della Russia sovietica dopo la rivoluzione del 1917, tra le figure più influenti della storia perché considerato leader della rivoluzione d’ottobre, moriva a Gorki (oggi Gorki Leninskie), in una suntuosa dacia, dopo aver abbandonato il Cremlino, il 15 maggio 1923, sotto consiglio medico. Di quel periodo si è conservata l’ultima foto di Lenin in vita, scattata nel maggio 1923.
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