"L'Europa fa la sua parte, ha dichiarato di fare la sua parte. Il problema è avere una tregua consolidata e avere la possibilità che le navi passino di lì senza un teatro di guerra, che è il primo passo. Una volta che ci sarà quello, si inizierà a discutere", così il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine della presentazione del libro di Carlo Calenda 'Difendere la libertà' all'Acquario Romano.
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«L'Europa farà la sua parte, ha dichiarato che farà la sua parte. Il problema è avere una tregua consolidata e avere la possibilità che le navi vadano lì senza un teatro di guerra, è quello che è il primo passo. Una volta che ci sarà quello, si inizierà
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ROMA – Una missione internazionale per proteggere la navigazione nello stretto di Hormuz? “In questi casi, quando si muovono i militari, ci vuole un mandato chiaro. Le nostre navi devono andare lì per combattere con gli iraniani? Cosa significa garantire il passaggio? La sicurezza di Hormuz è stata messa in discussione dalla guerra americana e israeliana, prima che arrivassero i bombardamenti si passava normalmente.
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Lunedì 20 aprile 2026 Di Luca Franceschi /// Il Movimento 5 Stelle esprime dura preoccupazione per le dichiarazioni del ministro Crosetto in merito alla possibile missione militare navale a Hormuz. Secondo quanto riferito, il ministro avrebbe affermato che non si “formalizzerà” qualora dovesse mancare un mandato delle Nazioni Unite per l’operazione a cui l’Italia sarebbe pronta a partecipare. I parlamentari pentastellati delle Commissioni Esteri…
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Missione a Hormuz: Italia pronta con navi, ma serve l’ok del Parlamento e il mandato internazionale Come avverrà una eventuale missione europea ad Hormuz? Chi parteciperà per l'Italia? Sotto l'egida dell'Onu? Con la copertura della missione europea Aspides? Con una missione Nato? Sono gli interrogativi di queste ore. Le opposizioni sponsorizzano un intervento sotto il cappello dell'Onu, a pochi giorni dall'incontro a Parigi dei leader europei…
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L’Italia è disponibile a inviare navi militari per un’azione «difensiva» – magari sotto l’ombrello dell’Onu – che garantisca la navigabilità e la sicurezza nello Stretto di Hormuz. È questa la formula che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha concordato nel corso del vertice dei volenterosi il 17 aprile a Parigi. All’Eliseo, il vero nodo della discussione non è stato su navi e rotte, ma sull’etichetta da dare alla missione.
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ROMA (ITALPRESS) – Disponibilità a contribuire a una missione internazionale, ma solo a determinate condizioni: il ministro della Difesa Guido Crosetto indica la linea italiana riguardo alla situazione a Hormuz e alla crisi in Medio Oriente. In un’intervista al Corriere della Sera, il MOD chiarisce priorità e limiti dell’azione italiana. “La nuova chiusura dello Stretto di certo non stupisce, perchè Hormuz è diventato il punto nevralgico di questa guerra», afferma Crosetto…
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Guido Crosetto, ministro della Difesa, parla con chiarezza ai cittadini: «La comunità internazionale potrà accedere a Hormuz solo dopo la tregua, per non trovarsi in una zona di guerra. E il governo italiano passerà dal voto del Parlamento, che per noi è un passaggio dovuto, obbligatorio, fondamentale». Il responsabile della
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Vista la situazione molto complicata che si sta creando intorno allo stretto di Hormuz, punto nevralgico che tocca direttamente gli interessi europei, Giorgia Meloni ha fatto molto bene a partecipare all’iniziativa dei cosiddetti volenterosi che si è tenuta a Parigi. Un’iniziativa con la quale per la prima volta le tartarughe del Vecchio Continente sembrano voler tirar fuori la testa dal proprio guscio.
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"Sono contento che ci arrivi anche l'opposizione. Mi auguro che" per la missione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz "ci sia l'egida dell'Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace": lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della Sera. "E non penso", ha aggiunto Crosetto, "che, davanti a una missione…
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Scampoli postumi del vertice di venerdì all’Eliseo. Meloni, Starmer, Merz e Macron hanno il tempo per discutere da soli, a margine del collegamento video con gli Stati della coalizione dei Volenterosi, dell’egida che dovrebbe avere una missione di scorta e protezione del commercio navale nello Stretto di Hormuz, quando e se americani e iraniani avranno trovato un’intesa che possa portare ad un cessate il fuoco duraturo e stabile.
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Le parole di Crosetto su Libano e UNIFIL Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha attribuito all’attacco di Hezbollah in Libano un obiettivo preciso: “destabilizzare la regione”. Nelle stesse ore ha anche sostenuto che, “nelle attuali condizioni, la missione UNIFIL non ha più senso”, segnando un passaggio politico e militare di forte rilievo nel quadro della crisi mediorientale…
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Ministro Guido Crosetto, l’Iran ha richiuso Hormuz e Trump minaccia di distruggere centrali e ponti se non accetterà un negoziato. Vede vie d’uscita, o la sicurezza e l’economia del mondo resteranno appese ai ricatti degli Ayatollah?«La nuova chiusura dello Stretto di certo non stupisce, perché Hormuz è diventato il punto nevralgico di questa guerra. L’Iran ha capito che non poteva combatterla, né vincerla sul suo…
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A Hormuz l’Europa cerca una vetrina ma deve fare i conti con la realtà Parigi e Londra hanno deciso di mettersi alla testa di una missione multinazionale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Sulla carta, l’iniziativa ha un profilo rassicurante: missione pacifica, difensiva, neutrale, finalizzata a proteggere il traffico commerciale e a sostenere la bonifica delle mine. È il linguaggio tipico delle operazioni che cercano di presentarsi…
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Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, qual è la maggiore preoccupazione legata al blocco di Hormuz? «I danni alle imprese italiane che, in queste settimane, si sono realizzati. Il Forum italiano sull’Export ha stimato in 20-21 miliardi di euro il valore delle merci bloccate, 3 o 4 miliardi è il valore di quelle già deperite, non recuperabili. Significa che una crisi logistica rischia di trasformarsi in una crisi industriale.
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«Dopo gli attacchi illegali di Stati Uniti e Israele bisogna stare attentissimi a non lasciarsi coinvolgere in interventi che non siano diplomatici». Giuseppe Conte non nasconde la preoccupazione per le conseguenze politiche ed economiche prodotte dal blocco dello Stretto di Hormuz. Eppure, parlando al Messaggero, rimarca la necessità di non farsi trascinare in azioni che non siano volte a trovare un accordo…
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Tregua permanente e via libera delle camere: restano i paletti fissati da Meloni a Parigi per partecipare con navi dragamine italiane alla missione Hormuz. L'egida dell'ONU è data per scontata dal vicepremier Tajani, ma il fatto che Meloni non l'abbia citato espressamente alimenta le polemiche: la Lega è fredda, Salvini spinge piuttosto per tornare a comprare il gas di Putin, mentre Forza Italia sostiene la premier.
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L'italia potrebbe intervenire nello stretto di Hormuz per neutralizzare le mine antinave: la Marina dispone di 12 unita di questo tipo, considerate un punto di riferimento dalla Nato per questo tipo di operazioni. Cosa sono e come funzionano ce lo spiega questo servizio di Matteo Parlato
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In mezz'ora Sminare Hormuz, quali navi può offrire l'Italia e come trovano gli ordigni - 19/04/2026 St 2025/26 13 min Nello Stretto di Hormuz la navigazione è ancora bloccata, anche per la probabile presenza di mine subacquee. Stati Uniti e "Volenterosi" europei valutano una missione per bonificare il Golfo Persico. L'Italia possiede otto cacciamine all'avanguardia, come spiega a In Mezz'ora Alessio Di Stefano…
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In caso di una missione, nel corso di una giornata sarebbe possibile mappare un'area fino a dieci miglia quadrate di campo minato a seconda della zona in cui si opera. I cacciamine necessitano spesso di una fregata e di una nave logistica di appoggio, come la Etna, la Vulcano o la Atlante. Al momento ce ne sono di operativi in mare almeno due: il Crotone è in viaggio verso Malta per attività nell'ambito della forza navale permanente sulle contromisure per le mine…
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Tra poco nel bunker sotto l'Eliseo si ritrovano come in una barzelletta un francese, un inglese, un tedesco e un'italiana (con una trentina di altri leader di cui molti asiatici in collegamento da remoto). La faccenda è serissima: come e con chi sbloccare questo benedetto Stretto di Hormuz che fa stringere la cinghia a tutti? Donald Trump non ci sarà, ma si parlerà di lui: tenerlo a bordo come vorrebbe il cancelliere Merz o lasciarlo fuori come dice Macron? Nella newsletter del fine settimana venti cartoline che partono dalla…
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