La lettera del Governo italiano per accedere al Fondo SAFE del piano di Riarmo UE: i 15 miliardi di prestiti e gli obiettivi sulla difesa dell'Italia 18 PAESI EUROPEI INTERESSATI AL FONDO SAFE DEL REARM EU: L’ITALIA TRA QUESTI (NONOSTANTE LE PRUDENZE) Dopo la riunione “da remoto” durante la missione della Premier Giorgia Meloni in Etiopia – a cui hanno partecipato, oltre ai vice Salvini e Tajani, anche i Ministri Giorgetti, Crosetto e…
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Difesa: Giorgetti, fondi Safe interessanti, piu' convenienti rispetto a BTp 'Se il ministro non e' scemo, paga il 3% invece del 3,5%' (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 30 lug - "Sull'utilizzo dei fondi Safe c'e' confusione: i debiti Safe noi li valutiamo interessanti perche' sono piu' convenienti rispetto ai BTp. E' una fonte di finanziamento alternativa per finanziare delle spese per la difesa e investimento che, in larga parte, sono gia' previste attualmente e sono gia' anche…
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PUBBLICITÀ Diciotto Stati membri hanno presentato richieste di prestiti emessi dalla Commissione per finanziare progetti di difesa: tra questi figurano l'Italia e la Polonia, che ha fatto domanda di oltre un terzo del totale. Gli altri Stati Ue che intendono accedere ai prestiti a basso costo, previsti dallo Strumento di azione per la sicurezza in Europa (Safe) ideato dall'esecutivo di Bruxelles, sono: Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Spagna…
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Roma, 30 lug. – Diciotto Stati membri dell’Ue (tra cui l’Italia) hanno richiesto almeno 127 miliardi di euro nell’ambito dello strumento di difesa “SAFE”.La Commissione – si legge in una nota – “accoglie con favore la manifestazione di interesse di Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Finlandia per accedere ai prestiti nell’ambito dello strumento Azione per la sicurezza in…
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Mercoledì 30 luglio 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// I primi 18 Stati membri chiedono almeno 127 miliardi di EUR a titolo dello strumento di difesa SAFE. La Commissione accoglie con favore l’interesse manifestato da Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo…
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Bruxelles – In tempi di riarmo continentale, le cancellerie dei Ventisette si muovono in ordine sparso. Ma i 150 miliardi di prestiti resi disponibili da Ursula von der Leyen fanno gola. Si allunga così a 19 la lista degli Stati membri che hanno chiesto l’accesso al fondo Safe. Tra loro c’è anche l’Italia. Allo scoccare della mezzanotte tra ieri (29 luglio) e oggi è scaduta la deadline che l’esecutivo comunitario aveva fissato per presentare le manifestazioni preliminari di interesse…
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Difesa, ecco perché l’Italia ricorrerà ai prestiti europei Safe L'Italia ha chiesto di poter accedere a Safe (Security Action For Europe), lo strumento ideato da Bruxelles da 150 miliardi per contrarre prestiti per la difesa previsti dal piano ReArm Europe. Tutti i dettagli Alla fine anche l’Italia aderisce a Safe (Security Action For Europe), il nuovo fondo Ue per gli armamenti da 150 miliardi di euro.
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L'Italia chiede all'Ue di accedere ai prestiti per la Difesa. M5S: "Meloni ha chiesto 14 miliardi che dovranno ripagare i nostri figli" Sull’onda delle tensioni internazionali, l’Italia ha chiesto di poter accedere a Safe, lo strumento ideato da Bruxelles per contrarre prestiti per la difesa previsti dal piano ReArm Europe. Secondo quanto riporta l’Ansa “si tratta di un prestito i cui rimborsi possono essere spalmati in 45 anni anni”.
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L’Italia ha ufficialmente chiesto di poter accedere al fondo Safe, lo strumento messo in campo da Bruxelles per finanziare la spesa militare degli Stati membri nell’ambito del piano ReArm Europe. Si tratta di un meccanismo europeo che consente l’erogazione di prestiti a lungo termine – con rimborsi distribuiti su un arco temporale esteso fino a 45 anni – finalizzati al rafforzamento della capacità industriale e strategica del comparto difesa.
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Il governo Meloni invia una lettera a Bruxelles per aderire allo strumento Safe del piano ReArm Europe L’Italia ha ufficialmente chiesto all’Unione Europea di accedere a Safe, lo strumento finanziario ideato da Bruxelles per contrarre i prestiti destinati al rafforzamento della difesa previsti dal piano ReArm Europe. La richiesta, formalizzata in una lettera inviata nella notte alla Commissione Europea, prevede la possibilità di rimborsare le somme ricevute in un arco temporale…
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Nell'ultimo giorno possibile per fare la richiesta anche il governo di Giorgia Meloni ha sciolto le riserve: l'Italia richiederà i prestiti Ue a tassi agevolati per comprare armi. Si tratterebbe di una richiesta di 14 miliardi in cinque anni, secondo quanto anticipato da La Repubblica. La decisione sarebbe arrivata in un vertice notturno a Palazzo Chigi, organizzato dal premier al ritorno dalla trasferta in Etiopia, con i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro…
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Il Governo ha annunciato che l'Italia aderirà al fondo per la difesa Safe. Si tratta di uno strumento predisposto dall'Unione europea per permettere agli Stati di investire nell'equipaggiamento dei propri eserciti, con l'obiettivo principale di integrare le forze armate europee per renderle più resistenti in caso di un attacco esterno. Il fondo Safe fa parte del piano per la difesa europea dell'Ue, che ha avuto inizio dopo gli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald…
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Fare quadrato, evitare slabbrature, combattere il rischio boomerang dopo l’intesa Usa-Ue sui dazi al 15 per cento. Ieri Giorgia Meloni ha evitato note, dichiarazioni e uscite ufficiali. Ma, dopo la trasferta etiope, come anticipato sul Sole 24 Ore in edicola, ha riunito a Palazzo Chigi i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini , il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti , il titolare della Difesa, Guido Crosetto (videocollegato), e il ministro per gli Affari europei, Tommaso…
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Il via libera nel vertice notturno a Palazzo Chigi a pochi minuti dalla scadenza per accedere ai fondi Safe. Giorgetti aveva allontanato per mesi l'ipotesi L’Italia chiederà di accedere ai prestiti Safe messi a disposizione dall’Ue nell’ambito del programma ReArm Europe per aumentare le spese militari. È quanto avrebbe deciso il governo Meloni in un vertice nella tarda serata di martedì…
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Il governo sta cercando di trovare i fondi per aumentare le spese necessarie per la difesa. E guarda anche all'Europa. L'Italia, infatti, ha deciso di aderire formalmente al fondo europeo Safe (Support to Ammunition production for Europe), destinato a rafforzare la base industriale e tecnologica della difesa continentale. Dietro la sigla c'è molto più di un acronimo rassicurante: c'è una scelta politica ed economica precisa, quella di rilanciare l'autonomia strategica europea partendo da un presupposto…
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ROMA – Atterrata nella notte a Ciampino dalla trasferta in Etiopia, Giorgia Meloni riunisce a Palazzo Chigi i vertici dell’esecutivo. Sulla scrivania della premier il dossier caldo è quello dei dazi. Ma nelle riunioni al quartier generale del governo si parla anche di un’altra urgenza, le spese militari, visto che alla mezzanotte è scaduto il termine per chiedere i prestiti europei tramite lo str…
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Palazzo Chigi invia a Bruxelles la richiesta per accedere alle risorse, su cui il governo era all’inizio scettico. I progetti a dicembre Una riunione per decidere cosa fare del fondo Safe (Security Action For Europe), il piano europeo da 150 miliardi di prestiti destinati agli investimenti militari che costituisce uno dei pilastri del Piano ReArm Eu di Ursula von der Leyen. L’ultimo giorno utile perché a mezzanotte scadevano i termini per avanzare la richiesta di finanziamento a …
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Bruxelles – In tempi di riarmo continentale, le cancellerie dei Ventisette si muovono in ordine sparso. Ma i 150 miliardi di prestiti resi disponibili da Ursula von der Leyen fanno gola. Si allunga così a 19 la lista degli Stati membri che hanno chiesto l’accesso al fondo Safe. Tra loro c’è anche l’Italia. Allo scoccare della mezzanotte tra ieri (29 luglio) e oggi è scaduta la deadline che l’esecutivo comunitario aveva fissato per presentare le manifestazioni preliminari di interesse…
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