EREVAN – Gli armeni si recano alle urne dopo il frastuono di una campagna virulenta e segnata da interferenze esterne. Mosca, lo storico partner di Erevan, guarda con crescente ostilità ai suoi tentativi di diversificare le alleanze e ricorre al tradizionale armamentario di pressioni economiche e disinformazione, fino a evocare lo spettro dell’Ucraina come monito. Stati Uniti e Unione europea, Pa…
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Armenia, il primo ministro Pashinyan vota al seggio di Erevan 7 giugno 2026 Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha votato a Erevan per le elezioni parlamentari che potrebbero segnare il futuro geopolitico del Paese. Il leader di 'Contratto Civile' punta a ottenere un nuovo mandato per proseguire il percorso di avvicinamento all’Unione Europea e rafforzare la cooperazione con l’Occidente. Dopo aver votato, Pashinyan ha ribadito l’obiettivo di riformare l’Armenia secondo gli standard europei…
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Il primo ministro armeno e leader del partito “Contratto Civile”, Nikol Pashinyan, ha espresso il proprio voto in un seggio elettorale di Erevan. Alle elezioni partecipano diciannove partiti e blocchi, tra cui il partito “Contratto Civile” guidato da Pashinyan, il blocco “Armenia Forte” guidato dal miliardario filorusso Samvel Karapetyan, capo del gruppo industriale ed edilizio Tashir, e il “Blocco Armenia” guidato dall'ex presidente Robert Kocharyan.
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Urne aperte in Armenia per elezioni parlamentari di cruciale importanza per il futuro di questa Repubblica del Caucaso meridionale e il suo posizionamento geopolitico. Al voto sono chiamati quasi 2,5 milioni di elettori . La consultazione rappresenta un test sulla svolta 'occidentale' impressa al Paese dal primo ministro, Nikol Pashinyan, a lavoro per approfondire i legami con Ue e Stati Uniti, in un delicato tentativo di equilibrismo con il tradizionale…
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In Armenia si vota per le elezioni parlamentari, considerate decisive per l'orientamento politico del Paese. Il premier Nikol Pashinyan punta a confermare la propria leadership dopo aver promosso il riavvicinamento all'Occidente e gli accordi di pace con l'Azerbaigian. Le principali forze di opposizione, invece, chiedono un rafforzamento dei rapporti con la Russia
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