In Italia aumenta il numero dei lavoratori indipendenti, il cosiddetto popolo delle partite Iva. Ma non nelle Marche dove, al contrario, nei primi nove mesi del 2023 si registra una contrazione del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2022, il peggior risultato tra le venti regioni. Un crollo legato, in particolare, alla diminuzione – in atto da tempo – del lavoro autonomo ’classico’ (che rappresenta quasi il 75% del totale dei lavoratori indipendenti): artigiani, piccoli…
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Continua a diminuire il popolo delle partite Iva in Umbria: anche nel 2023 si è infatti registrato un calo del 5,6 per cento, un dato che è in controtendenza con la media nazionale dove c’è invece una leggera ripresa. E Il Cuore Verde è la quintultima regione in questa graduatoria dato che peggio fanno soltanto le Marche (-17,2 per cento), il Piemonte (-15,5 per cento), l’Emilia Romagna e il Molise (entrambe -15,1 per cento).
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Imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi, collaboratori con o senza progetto o nell'azienda di un familiare, soci di cooperativa, prestatori d’opera occasionali. Sono loro i lavoratori 'indipendenti', circa 372mila in Toscana, al centro dell'ultima indagine della Cgia di Mestre. Tra loro ci sono i classici lavoratori autonomi, ovvero i piccoli imprenditori del commercio, artigianato e agricoltura, ma anche le professioni più nuove e non regolamentate come social media manager, web designer…
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Dopo il 2020, “annus horribilis” in cui è scoppiata la pandemia, il popolo delle partite Iva è tornato ad aumentare e oggi la platea è stabilmente sopra i 5 milioni di effettivi. Al 31 dicembre 2023, si contavano 5.045.000 lavoratori indipendenti e sebbene il numero sia in leggero aumento rispetto a quattro anni fa, va segnalato che rimane ben lontano dai 6,2 milioni che registravamo agli inizi del 2004 secondo i conteggi statistici realizzati dall’Ufficio studi della CGIA
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Dopo il Covid il popolo delle partite Iva è tornato ad aumentare. Oggi è sopra i 5 milioni, anche se che rimane ben lontano dai 6,2 milioni che registravamo agli inizi del 2004. Sono dati della Cgia di Mestre. Le nuove partite Iva Ma non tutte le categorie del lavoro autonomo godono di buona salute. Diminuiscono gli artigiani, i piccoli commercianti e gli agricoltori mentre aumentano i lavori non ancora inquadrati in ordini o albi, come i web designer, i social media manager, i…
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Analizzando i dati, emerge che la riduzione coinvolge sia i lavoratori autonomi "classici" come artigiani, commercianti e agricoltori, sia le nuove figure professionali non regolamentate, come web designer, social media manager e consulenti aziendali. Nel periodo 2014-2022, gli artigiani sono diminuiti del 17,3%, i commercianti del 13,9%, e gli agricoltori del 9%. Rovigo è la provincia più colpita, con una riduzione del 18,8% per i commercianti e del 18,3% per gli artigiani.
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Dopo il 2020, annus horribilis in cui è scoppiata la pandemia, il popolo delle partite Iva è tornato ad aumentare e oggi la platea è stabilmente sopra i 5 milioni di effettivi. Al 31 dicembre scorso, infatti, contavamo 5.045.000 lavoratori indipendenti e sebbene il numero sia in leggero aumento rispetto a quattro anni fa, va segnalato che rimane ben lontano dai 6,2 milioni che registravamo agli inizi del 2004
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Torna a crescere in regione il numero di lavoratori autonomi. Dopo la crisi del periodo tra 2014 e 2022, nell’anno da poco concluso si è registrato un lieve aumento dei lavoratori autonomi. In Friuli Venezia Giulia crescono le partite Iva: nei primi 9 mesi del 2023 hanno raggiunto quota 100.3001, per un incremento dell’1,7 per cento rispetto al 2019. A comunicarlo è l’Ufficio studi della CGIA. Il dato è in controtendenza rispetto agli anni precedenti.
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In sofferenza i lavoratori autonomi “classici” lucani: dal 2014 al 2022, segno meno per artigiani, commercianti ed agricoltori Il cosiddetto popolo delle partite Iva è tornato ad aumentare e oggi la platea è stabilmente sopra i 5 milioni di effettivi. Al 31 dicembre scorso, 5 milioni e 45 mila lavoratori indipendenti, ma sebbene il numero sia in leggero aumento rispetto a quattro anni fa, comunque è lontano dai 6,2 milioni registrati agli inizi del 2004
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