Il Siulp plaude alla Polizia per l’operazione anti terrorismo e all’arresto dei palestinesi. Intanto all’Aquila confermato il presidio a sostegno di Yaeesh Felice Romano, segretario generale del sindacato della polizia penitenziaria, l’ha definita “Operazione di fondamentale importanza” e ha apprezzato il personale della magistratura e della questura, in particolare gli agenti della Digos del capoluogo che, insieme al personale del Servizio per il contrasto all’estremismo e al terrorismo…
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Avevano il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie, ma durante la loro permanenza nel nostro Paese avrebbero lavorato sottotraccia per fare proselitismo e propaganda, pianificando attentati, anche kamikaze, contro obiettivi civili e militari all'estero. E non è escluso che volessero compiere attacchi in Italia, non necessariamente contro obiettivi israeliani. È questa l'ipotesi formulata dalla Procura della Repubblica di L'Aquila nei confronti di tre palestinesi, arrestati nel capoluogo abruzzese dove…
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Attacchi suicidi, ordigni chiamati «pacco dell'amore», armi e telecamere per riprendere gli attacchi e soldi da inviare ai terroristi palestinesi. Non solo: un «ferro», probabilmente una pistola, procurata in Italia e un'ampia attività di propaganda con comunicati e video dei «martiri» che combattono contro Israele. Le 49 pagine dell'ordinanza della custodia in carcere firmata dal gip Paolo Belli per tre palestinesi accusati di terrorismo internazionale, svelano l'esistenza di una cellula a L'Aquila delle Brigate dei Martiri di…
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Da un appartamento all’Aquila pianificavano attentati suicidi in Cisgiordania con un “pacco dell’amore” – allusione ad un ordigno – da procurare per un’autobomba da lanciare contro obiettivi israeliani ad Avnei Hefetz, in Cisgiordania. Ma non si può escludere che le azioni terroristiche potessero interessare anche il territorio italiano. Tre palestinesi – uno già in carcere a Terni, Anan Yaeesh – sono stati raggiunti oggi da…
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Stavano preparando attentati i tre palestinesi residenti all’Aquila che sono stati prontamente scoperti e arrestati dagli investigatori. Nel capoluogo abruzzese, stavano formando un fitta rete terroristica con atti di proselitismo e propaganda. L’ombra delle Brigate Tulkarem sull’Aquila è scesa e avrebbe disseminato paura e morte se il lavoro encomiabile degli investigatori non avesse fermato i tre cittadini palestinesi residenti nel…
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Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita oggi 11 marzo all'Aquila dalla Polizia di Stato nei confronti di 3 palestinesi per il delitto di "associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico".Gli indagati, secondo la Polizia, facevano opera di proselitismo e propaganda per l'associazione e pianificavano attentati, anche suicidi, contro obiettivi civili e militari in territorio estero.
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L’Aquila. “Rivolgo le congratulazioni, a nome della Municipalità e mie personali, agli uomini e alle donne della Magistratura e della Questura, in particolare agli agenti della Digos dell’Aquila che, insieme al personale del Servizio per il contrasto all’estremismo e al terrorismo internazionale della Direzione centrale della polizia di prevenzione, hanno arrestato tre cittadini palestinesi con l’accusa di associazione terroristica internazionale.
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Tre persone sono state arrestate a L’Aquila con l’accusa di terrorismo. La notizia in queste ultime ore ha fatto scoppiare una protesta. Ecco il motivo. In Italia resta alta l’allerta per il terrorismo. La guerra in corso in Israele ha portato il nostro Paese ad alzare l’attenzione e aumentare i controlli. E proprio queste verifiche hanno portato la polizia a fermare tre persone di origine palestinese.
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I fermati farebbero parte di una cellula militare legata alle "Brigate dei Martiri di Al-Aqsa", che pianifica attentati, anche suicidari, verso obiettivi civili e militari anche contro uno Stato estero. La politica plaude l'operazione di Polizia
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