Roma, 10 apr. – Mentre appare sempre più problematica la situazione dei carburanti per il trasporto aereo, lunedì si riunirà il collegio della Commissione europea, giornata inconsueta per questo genere di incontri, ma diversi eurocommissari in settimana, specialmente quelli economici, saranno impegnati in trasferta a Washington, assieme alla Bce, ai ministri delle Finanze e ai banchieri centrali, per le riunioni primaverili di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale a Washington.
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L’allarme sul trasporto aereo, in caso di mancata riapertura dello Stretto di Hormuz, è stato rilanciato oggi con forza da Aci Europe, che rappresenta gli scali europei. L’organizzazione ha scritto alla Commissione avvertendo del rischio di una carenza sistemica di carburante in caso di mancata completa riapertura dello Stretto entro tre settimane. E del conseguente pericolo per il turismo estivo. Ma cosa succede in caso di cancellazione dei voli per chi ha già programmato le vacanze? Lo spiega…
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Il caro carburanti rischia di diventare un alibi per modificare le rotte in base alle convenienze delle compagnie aeree. Questo è il timore dell’associazione Codici, che interviene sui recenti annunci di alcuni vettori mettendo in guardia i consumatori. “Sta facendo scalpore ad esempio- afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici - la comunicazione di Ryanair in merito alla cancellazione di voli in diversi Paesi Europei .
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Voli a rischio per scarsità di carburante, mete ridotte e prezzi in salita: l’estate 2026 si annuncia complicata per chi si muove in aereo. Negli ultimi giorni sono arrivate conferme di limitazioni nei rifornimenti in alcuni scali italiani e voli cancellati mentre il contesto geopolitico restringe ulteriormente la mappa delle destinazioni. In molti guardano allora all’assicurazione viaggio come rete di sicurezza.
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