L’organizzazione ambientalista Greenpeace è stata colpita da una durissima sentenza. Il tribunale distrettuale del North Dakota l’ha infatti condannata a pagare 345 milioni di dollari a Energy Transfer, colosso texano gestore dell’oleodotto Dakota Access. La cifra, pur ridotta rispetto ai 667 milioni inizialmente richiesti, rischia di mandare in bancarotta la ong, che ha già dichiarato di non poter far fronte a tale somma.
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Questo giro lo offriamo noi Dietro questo articolo c'è il lavoro di una redazione: a te oggi non costa niente - Vuoi leggerne altri? Registrati Greenpeace non può permettersi di pagare, come stabilito da una sentenza, 345 milioni di dollari a Energy Transfer, gestore dell’oleodotto Usa contro cui aveva protestato in North Dakota, nonché tra i principali donatori di Donald Trump. E per questo rischia il fallimento, ma non molla
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La Ong ambientalista è stata condannata negli Usa a pagare la contravvenzione al gestore del settore petrolifero Energy Transfer contro cui (sostiene il colosso) aveva fomentato le proteste dei nativi in North Dakota Un tribunale distrettuale del North Dakota ha emesso oggi la sentenza finale sulla causa intimidatoria intentata dal gigante del settore petrolifero Energy Transfer (ET) contro Greenpeace International e Greenpeace negli USA, condannandole a pagare 345 milioni di…
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Greenpeace annuncia ricorso. Non ha molta scelta di fronte a una sentenza che rischia di affondare la sua branca americana. L’associazione ambientalista è stata condannata a pagare 345 milioni di dollari al gestore di un oleodotto contro il quale aveva protestato in Nord Dakota. Ha spiegato però di non avere abbastanza soldi. L’unica strada è proseguire un iter giudiziario che è iniziato nel 2017 e nel frattempo è diventato un simbolo del braccio di ferro…
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