Secondo quanto si apprende - la delibera sulla par condicio per le TV private. Non sono state introdotte modifiche alla bozza iniziale trasmessa alla Commissione di Vigilanza, che, nel regolamento valido per la Rai, aveva aggiunto la norma sull'informazione governativa contestata dall'opposizione.
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“Stupito da Giorgia Meloni. Non mi aspetto che dia un valore così estremo alla par condicio, è una visione arcaica”. Massimo Giletti, in un’intervista rilasciata alla Stampa, commenta le ultime mosse del governo in campo televisivo, con l'approvazione di un discusso regolamento sulla par condicio in vista delle europee. “Ogni volta che c’è un’elezione l’ossessione della politica si chiama par condicio.
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Massimo Giletti si dice «stupito da Giorgia Meloni», perché sulla Rai sta dimostrando «una visione arcaica». Le nuove regole della par condicio lasciano più spazio al governo. Che ne pensa?«Ogni volta che c’è un’elezione l’ossessione della politica si chiama par condicio. Pensavo che il nuovo che ci governa oggi facesse un passo avanti e invece continua a fare varianti sull’eredità di un mondo fi…
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“Il Governo Meloni si conferma leader di atteggiamenti dispotici ed antidemocratici. L’emendamento approvato dalla commissione di vigilanza della Rai prevede che venga dato più spazio ai membri del Governo durante la campagna elettorale, ribaltando le normali regole democratiche e inficiando il senso stesso della par condicio”. Lo afferma il sindaco di Cosenza Franz Caruso condividendo la denuncia di quanti, come l’Usigrai, si pongono a difesa del servizio pubblico…
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Chiusa la discussione sul contenuto, si passa a ragionare sulla forma. La par condicio continua a far parlare di sé. Stabilitene le regole in vista delle europee (con sguardo sulle varie tornate di regionali), è tempo di ripensarne il senso, di riformularne la struttura per adeguarla ai tempi. Lo dicono in coro i commissari Agcom e i membri della Commissione di vigilanza del Parlamento, intervenuti questo…
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Tommaso Montesano 11 aprile 2024 Il bombardamento dell’opposizione a colpi di dichiarazioni apocalittiche è iniziato nella tarda notte di martedì, appena terminata la seduta della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Ecco il meglio: «La maggioranza comprime la voce dell’opposizione» (i commissari Pd); «la maggioranza azzoppa i presidi della par condicio» (M5S); «siamo al regime mediatico» (Sandro Ruotolo, Pd); «da TeleMeloni a Orbán news» (Antonio Nicita, Pd…
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Lollobrigida e il granchio blu, Pichetto e i pannelli solari, Ciriani e l'agenda parlamentare. Da questa sera la semplice apparizione di un ministro nei telegiornali di Stato sarà equiparata a un golpe che ha cancellato all'improvviso 78 anni di democrazia. L'Italia è il Paese dove il buon senso regna più di quanto si immagini, peccato che le interminabili campagne elettorali mandino regolarmente in soffitta i ragionamenti pacati.
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“Ancora una volta il Governo dimostra la sua vera natura: quella sulla par condicio è l’ennesima legge ad hoc che la maggioranza approva per assicurarsi dei vantaggi su tutti gli altri attori politici”. Così Stefano Bandecchi, segretario nazionale di Alternativa Popolare e sindaco di Terni, commentando il voto di ieri in Commissione vigilanza per il nuovo regolamento sulla par condicio. “Non bastava la modifica della legge elettorale per la partecipazione alle…
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«È grave che la maggioranza abbia aperto alla possibilità, per i membri del governo, di partecipare ai programmi di approfondimento al di fuori delle regole della par condicio: il rischio di falsare la campagna elettorale è molto alto». Non nasconde la sua delusione Barbara Floridia, la presidente della Commissione di Vigilanza Rai che tanto — invano — si è spesa per «costruire una convergenza» f…
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Barbara Floridia, senatrice Cinquestelle e presidente della Commissione di Vigilanza Rai, parla con la cautela richiesta al ruolo istituzionale. Rispetto alla par condicio pro governo imposta dalla destra al servizio pubblico non evoca, come fanno Pd e Avs, il «modello Orbàn». Ma non nasconde il disappunto, di merito e di metodo: «È un vulnus democratico, grave». All’ispirazione ungherese fa rife…
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L' onorevole Maria Elena Boschi, già ministro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio (con i governi guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni) fa una proposta che piacerà a tutti i politici di qualsiasi colore essi siano: “I giornalisti non dovrebbero partecipare ai talk mostra che si tengono in tv”. Ottima iniziativa che avrà certamente il plauso degli inquilini di Montecitorio e di Palazzo Madama
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Un bavaglio anche per i social dei programmi Rai. C’è pure questo nelle modifiche alla delibera Agcom sulla par condicio votate martedì sera in commissione di Vigilanza Rai. L’emendamento 13-bis.1 prevede infatti che “nel caso di pubblicazione di contenuti sulle piattaforme e sui canali social della Rai e delle singole trasmissioni (…) la concessionaria assume …
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Ci sono dei precedenti in questi tre decenni. Non è la prima volta, infatti, che sotto elezioni la destra si inventa degli strani marchingegni per forzare le regole sulla par condicio, faticosamente introdotte nel corso della tredicesima legislatura (’96- 2001) per provare a porre un argine allo strapotere del berlusconismo in rampa di lancio. Le forzature non sono mai mancate, come spesso si è incaricata di far notare l’AGCOM, talvolta anche comminando multe piuttosto salate ai responsabili, ma certo non si era mai arrivati al punto di…
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"Se ci credono davvero? Non credo che possano crederci davvero. Credo che sia una messa in scena e che siano perfettamente consapevoli del fatto che non esiste alcuna TeleMeloni. Penso piuttosto che credano che ripetere una bugia tante e tante volte possa trasformarla in verità". Marco Lisei, senatore di
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La commissione Vigilanza Rai del Parlamento ha approvato le regole per la par condicio in vista delle elezioni europee, e il centrodestra ha inserito una modifica contestata che darà più tempo in tv gli esponenti del governo Meloni. Dario Carotenuto, deputato M5s, a Fanpage.it ha criticato l'emendamento e la gestione del servizio pubblico, oggi come in passato.
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