Di Massimo Lodi La storia dei trattori dimostra/conferma l’approssimazione di cui vive la politica italiana. Nella circostanza, anche la politica europea. Chi sta a Chigi e chi fuori han comiziato nei mesi scorsi su di tutto. Problemi vari, alcuni importanti, altri meno. In aggiunta, chiacchiere di scopo propagandistico, giusto utili a muovere ondate d’emozione sui social. Ma dell’agricoltura, dei suoi problemi strutturali, dei disagi degli operatori di settore, eccetera, nessuno che avesse fatto cenno.
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Milano, 12 feb. – “Le proteste degli agricoltori sono condivisibili perché ci sono una serie di problematiche che appartengono non solo ai singoli stati ma anche alle politiche europee che stanno rendendo sempre più difficile il mestiere di produrre e allevare. L’Europa ha sempre considerato gli agricoltori gli inquinatori del mondo ma in realtà non è così. Hanno bisogno di essere considerati al centro delle politiche agricole e non più considerati come i cattivi di turno”.
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Le proteste degli agricoltori sono condivisibili perché ci sono una serie di problematiche che appartengono non solo ai singoli stati ma anche alle politiche europee che stanno rendendo sempre più difficile il mestiere di produrre e allevare. L'Europa ha sempre considerato gli agricoltori gli inquinatori del mondo ma in realtà non è così. Hanno bisogno di essere considerati al centro delle politiche agricole e non più considerati come i cattivi di turno".
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Cosa resterà delle proteste degli agricoltori, fra qualche anno? Partiamo dal futuro, perché il presente ci sembra un po' confuso e in parte complesso da decifrare. Le proteste sono partite oltre un anno fa in Belgio e Olanda e hanno portato addirittura alla costituzione di un partito dei contadini (il BBB) nei Paesi Bassi, che ha ottenuto risultati significativi alle elezioni amministrative del marzo 2023 in alcune regioni olandesi.
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Si è fatta sentire anche in Liguria la protesta degli agricoltori: partita nel nord Europa, dilagata in Francia, la contestazione degli operatori delle campagne è arrivata con forza anche nel nostro Paese. Le rivendicazioni del settore sono variegate ma da tutte le sigle e comitati arrivano richieste di natura economica: dal taglio dell'Irpef, che il Governo Meloni ha intenzione di concedere, a misure di sostegno fino alla madre di tutte le battaglie, cioè l'equo compenso dei prodotti agricoli.
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Gli agricoltori con i propri trattori hanno lasciato i campi per inondare strade e città. Una protesta che è partita dal cuore dell’Europa per raggiungere ogni luogo comprese le Marche. Gli agricoltori protestano per evidenziare la grave crisi in cui si trova l’intero settore, con costi di produzione in continuo aumento e ricavi sempre più ridotti. Spesso i prezzi di vendita vengono fissati su scala globale senza tener conto delle specificità dei territori, della qualità superiore ma anche dei…
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In sostanza: di cosa stiamo parlando? Il dibattito è modesto e continua ad esserci un’opinione diffusa secondo la quale le Europee non sarebbero altro che una replica delle elezioni nazionali, un secondo tempo per misurare i rapporti di forza all’interno e fra gli schieramenti. Una specie di elezioni di «mezzo termine» che si svolgono in America fra un appuntamento per la Casa Bianca e l’altro. Non dovrebbe essere così, o almeno soltanto questo, anche se i precedenti storici affermano il contrario.
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Gianluigi Paragone 11 febbraio 2024 Perché così tanti trattori si sono mossi contemporaneamente da diversi Stati contro l’Europa? C’è una sola risposta: perché con le sue riforme, Farm to Fork in testa, la Commissione ha fatto intendere che gli agricoltori siano nemici dell’ambiente, che siano inquinatori e pertanto da trattare come le fabbriche che inquinano. Non solo, con le sue indicazioni alimentari illustrate in pompa magna con Bill Gates, Ursula von der Leyen ha…
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ROMA – “L’agricoltura ha bisogno di aggregare le imprese per poter superare i limiti strutturali e recuperare unità nelle rappresentanze del mondo agricolo. C’è bisogno di aggregazione e cooperazione per non essere strumentalizzati in campagna elettorale ed essere più forti in Europa”. È quanto ha detto il presidente di Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti, intervenuto questa mattina a RaiNews 24 per parlare di agricoltura…
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Nei primi giorni di giugno l’Europa vota il prossimo Parlamento europeo e dunque la guida della prossima Commissione. In quella che è stata definita alla luce del contesto geopolitico e della guerra che si combatte ai nostri confini, la più importante tornata elettorale di sempre. Ma cosa chiedono gli europei a Bruxelles? Quali sono, secondo loro, le priorità da affrontare? In “Chiedilo all’Europa.
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MeteoWeb Vijay Jayaraj, ricercatore associato presso la CO 2 Coalition (Arlington, Virginia), interviene sulle recenti proteste degli agricoltori in molti Paesi europei contro le leggi comunitarie. “Dalle dolci colline della Francia alle pianure spazzate dal vento della Polonia, gli agricoltori hanno guidato i loro trattori sulle strade, uniti nella lotta contro una minaccia ai loro mezzi di sussistenza”, scrive Jayaraj, che ha conseguito un master in…
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– "Il nodo centrale è rimettere al centro delle politiche il ruolo degli agricoltori per la salvaguardia delle produzioni di cibo ed energia, elementi di per sé strategici sullo scenario mondiale, ma soprattutto dell’accesso che questi agricoltori hanno sui diversi mercati rafforzandone la forza e di conseguenza le possibilità di reddito attraverso l’aggregazione tra loro, aderendo a cooperative o a organizzazioni di produttori già presenti oppure creandone delle nuove".
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Stampa Non accenna a placarsi la rivolta degli agricoltori contro Bruxelles. Questo inizio d’anno sta portando con sé una carica di tensione difficile da rilasciare. “Questa protesta contro l’Europa può traslare facilmente ad altri comparti produttivi come quello dei trasporti, e questi hanno già iniziato a patire oltremodo a causa delle nuove tasse comunitarie entrate in vigore dall’inizio di questo 2024.
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«L'agricoltura deve saper ripartire dalla natura e non da modelli che hanno fallito» LARINO. L'agricoltura deve saper ripartire dalla natura e non da modelli che hanno fallito. Si vogliono accentuare le cause che hanno portato l’agricoltura ad essere fuori da uno sviluppo sostenibile. Sto con chi coltiva la propria terra e sa che è piena di biodiversità, di vita. Chi sa, anche, che essa è la madre di tutte le madri, di noi umani come dei vegetali e degli animali.
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“La protesta degli agricoltori in Europa ovvero, quando il conflitto sociale si fa spurio e zeppo di contraddizioni e, per questa sua variegata complessità, diventa terreno di caccia politica di tutto il peggio che viene prodotto da questa società sempre più individualista ed egoista: dall’estrema destra fascista, ai redivivi forconi, ai sovranisti di ogni risma, antieuropeisti, negazionisti dei cambiamenti climatici e finanche i rosso bruni, proprio per non farci mancare niente”.
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In questi giorni non si parla d’altro: migliaia di trattori marciano sulle capitali europee come carri armati alla conquista delle città. Bloccano le autostrade, bruciano balle di fieno nelle piazze, lanciano letame su monumenti e palazzi governativi. Il motivo? Per le medie e piccole imprese agricole andare avanti è diventato economicamente insostenibile. L’opinione pubblica è spaccata in due: c’è chi sostiene la causa e poi c’è chi, invece, teme si tratti dell’ennesimo pretesto per rallentare la transizione ecologica e…
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La protesta «motorizzata» degli agricoltori manifesta serie problematiche della categoria in un settore produttivo importante e delicato. Il suo indirizzarsi verso le istituzioni dell’Unione europee, da un lato, è giustificato in quanto la politica agricola è in quella sede regolata fin dalla nascita. Ed è sempre stata una politica ampiamente finanziata se solo si ricorda che inizialmente essa assorbiva circa il 70% delle risorse, utilizzate prevalentemente per il sostegno del reddito degli…
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Eco dalle Città non si è mai occupata direttamente di agricoltura; ha solo sfiorato il tema da un lato con le questioni globali legate alla drammatica necessità di far calare le emissioni climalteranti e dall'altro lato con le iniziative contro lo spreco di cibo. Perchè proprio la nostra Associazione ha promosso un incontro-dibattito sul tema (martedì 13 febbraio a Torino al Cecchi Point h 18)? Semplicemente perchè non lo faceva nessun'altro, anche se in molti prendono la…
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