"Sono stati anni continui di tortura anche per noi e per la famiglia Regeni. Hanno gettato fango su Giulio e non hanno mai smesso di farlo. Doversi difendere da tutto questo, dopo dieci anni, è faticoso". Nell'Aula bunker di Rebibbia a Roma, dopo la requisitoria del pm Sergio Colaiocco e del procuratore capo Francesco Lo Voi, con le richieste di condanna per i quattro 007 egiziani imputati nel processo sul…
Leggi
Approfondimenti:
La presidenza del Consiglio ha chiesto un risarcimento di 2 milioni di euro nel processo per la morte di Giulio Regeni, davanti alla prima Corte d'Assise di Roma. Nel procedimento, a quasi dieci anni e mezzo dalla scomparsa del ricercatore al Cairo il 25 gennaio 2016, la Procura ha chiesto un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo per i quattro imputati, un generale, due colonnelli e un maggiore.
Leggi
''Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco ieri ha fatto una ricostruzione molto accurata, significativa e importante. Noi continuiamo a seguire e a fare da scorta politica e mediatica in questo importante processo. Se c'è questo processo è per il lavoro enorme svolto dalla procura, l'impegno della famiglia di Giulio Regeni, dell'avvocata Alessandra Ballerini, del popolo giallo che ha accompagnato ogni giorno di questi lunghi anni…
Leggi
Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] La Presidenza del Consiglio del ministri, tramite l’Avvocatura dello Stato - nell’ambito del processo sul caso Regeni - ha chiesto un risarcimento di due milioni di euro nei confronti dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell’omicidio del ricercatore italiano.
Leggi
"Ieri abbiamo avuto le richieste di condanna. Un passo importante, frutto di una ricostruzione eccezionale. Oggi tocca a noi, diremo il nostro punto di vista”. Con queste parole l’avvocata Alessandra Ballerini è entrata nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, dove si tiene una nuova udienza del processo per l’uccisione di Giulio Regeni, a carico degli 007 egiziani. Presente anche la segretaria del Pd, Elly Schlein
Leggi
La Presidenza del Consiglio del Ministri ha chiesto un risarcimento di due milioni di euro nei confronti dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio di Giulio Regeni, avvenuto nel 2016. L'Avvocatura ha ricordato come "questo crimine abbia colpito profondamente la comunità italiana" e che gli imputati "hanno leso i diritti di tutela della libertà dei cittadini italiani anche all'estero.
Leggi
La richiesta, tramite l’Avvocatura dello Stato, è nei confronti dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio del ricercatore italiano. “Sono stati violati diritti costituzionalmente garantiti", ha ricordato l’organo legale. Anche il legale di parte civile, Giacomo Satta, ha chiesto alla Corte il riconoscimento del danno subito dalla famiglia Regeni. L’avvocata della famiglia Regeni ha definito le richieste di…
Leggi
«I genitori di Giulio Regeni hanno lottato a mani nude contro il regime egiziano. Noi vogliamo solo che venga scritta la verità: su chi lo ha sequestrato, torturato e ucciso. Perché a nessuno possa più capire quello che è successo a lui». Alessandra Ballerini si ferma un attimo prima di pronunciare quelle parole. Nell'aula bunker di Rebibbia, il giorno dopo la richiesta di condanna all'ergastolo …
Leggi
Dopo la requisitoria del Pm, oggi la parola nel processo Regeni tocca alla famiglia, che -dice la legale- "ha lottato a mani nude contro il regime egiziano, ma non ha mai perso un briciolo di dignità". Nell'aula bunker di Rebibbia a Roma, l'avv.Ballerini prosegue: "Non si sono fatti contaminare dall'odio. Non hanno mai cercato vendette o punizioni. Hanno solo detto 'verità e giustizia'. Nessun tormento risparmiato.
Leggi
«Ciò che qui si giudica non è la semplice soppressione di una vita umana. Ciò che qui si giudica è l'esercizio metodico, freddo, organizzato della violenza su un uomo inerme. Ciò che qui si giudica è il sequestro di una persona sottratta ad ogni garanzia». Lo afferma il procuratore aggiunto di Roma, Sergio Colaiocco, aprendo la sua requisitoria nel processo a carico di quattro appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani accusati del sequestro, delle…
Leggi
Ci sono i nomi e i numeri dei documenti di identificazione militare: Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi e Tareq Sabyr. Sono i sequestratori e gli assassini di Giulio Regeni, il ricercatore italiano di 28 anni scomparso al Cairo il 25 gennaio del 2016. Ritrovato nove giorni dopo, torturato e ucciso. Liberi e impuniti, gli aguzzini di Giulio Regeni sono stati inchiodati alle loro responsabilità dalla requisitoria della…
Leggi
ROMA – «We crashed him». Tutto è racchiuso in una frase. Pronunciata da uno degli uomini accusati di aver partecipato alla fine di Giulio Regeni: «Lo abbiamo spezzato». In quelle tre parole, secondo la procura di Roma, c’è il senso di ciò che accadde al ricercatore friulano rapito il 25 gennaio 2016 al Cairo, torturato per giorni e infine ucciso. Il suo corpo verrà ritrovato il 3 febbraio, lungo …
Leggi
L’ultimo atto di una lotta contro l’oblio. Il buco nero dentro al quale le autorità egiziane volevano far sprofondare l’omicidio di Giulio Regeni. Quando ieri mattina nell’aula bunker di Rebibbia il procuratore aggiunto di Roma Sergio Colaiocco ha preso la parola per pronunciare la sua requisitoria, lo ha detto subito: «Questo non è stato un processo come gli altri. È stato un processo contro il silenzio di chi non voleva parlare.
Leggi
Nella requisitoria per l'omicidio di Regeni, il Pm Colacicco lo dice chiaramente: "Questo è un processo contro il silenzio" Per dieci anni c’è stato chi ha provato a raccontarlo come una spia, chi ha evocato oscuri complotti britannici, chi ha seminato dubbi, depistaggi e mezze verità. Ora, nella requisitoria del processo per l’omicidio di Giulio Regeni iniziata ieri…
Leggi
Le sedie riservate ai quattro ufficiali egiziani imputati per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni sono rimaste vuote anche nel giorno delle richieste di condanna, e tali rimarranno. Ma il processo non si esaurisce nei destini personali dei militari sotto accusa; va oltre le loro responsabilità e lascerà aperto il giudizio sugli apparati nazionali che le hanno coperte. Come ha spiegato con toni accorati e severi il procuratore…
Leggi
