Teheran – Presstv.ir. Mai nella storia dell’umanità gli esseri umani avevano assistito a un genocidio in tempo reale, come stiamo vedendo accadere oggi a Gaza. Abbiamo visto persone colpite dai cecchini, ospedali rasi al suolo, rifugiati nelle tende bruciati vivi, la popolazione ridotta alla fame e molto altro ancora, tutto sui nostri schermi. Gran parte di ciò a cui assistiamo è dovuta all’instancabile e coraggioso impegno dei giornalisti…
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Approfondimenti:
In difese della memoria di Anas al-Sharif, il giovane giornalista di Al Jazeera ucciso domenica con altri cinque colleghi in un raid mirato dell’esercito israeliano a Gaza, interviene suo fratello Mahmoud. In un intervista al Corriere della Sera, respinge le accuse dell’Idf che ne hanno giustificato l’uccisione «perché terrorista di Hamas». «È tutto falso – la sua difesa –, non lo è mai stato. È propaganda.
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L'intervista al Corriere della Sera: «Terrorista di Hamas? È tutto falso, non lo è mai stato» Mahmoud, fratello di Anas Al Sharif, il giovane giornalista di Al Jazeera ucciso domenica con altri cinque colleghi in un raid mirato dell’esercito israeliano a Gaza, parla al Corriere della Sera. Ci tiene a respingere le accuse dell’Idf che hanno agito «perché terrorista di Hamas». «È tutto…
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Quando chiedi a un palestinese «di dove sei?», spesso la risposta non coincide con il posto in cui abita, ma con il luogo che la sua famiglia è stata costretta a lasciare ai tempi della Nakba, il grande esodo forzato. Mahmoud Al Sharif, fratello di Anas, il giovane giornalista di Al Jazeera ucciso domenica con altri cinque colleghi in un raid mirato dell’esercito israeliano, spiega che loro…
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Gaza, veglia notturna a Città del Messico per uccisione giornalista al-Sharif 13 agosto 2025 Giornalisti e attivisti si sono riuniti martedì a Città del Messico per chiedere giustizia per il corrispondente di Al Jazeera Anas al-Sharif e altri reporter presi di mira e uccisi da Israele a Gaza domenica. I manifestanti hanno tenuto una veglia notturna nel centro della capitale e hanno esortato il governo messicano a tagliare i legami con Israele.
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“Che colpa avevano?”, si chiedono tutti. Se lo chiede un ragazzino, unico sopravvissuto di una famiglia di nove persone, sei erano i fratellini. “Il giornalismo non è una colpa”, hanno scritto sul muro del luogo dove ieri Israele ha bombardato uccidendoli il giornalista di Al Jazeera, Anas Al-Sharif, la sua troupe e un fotografo free-lance.
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Il giornalista di Al Jazeera Anas al-Sharif, 28 anni, è stato ucciso insieme a cinque colleghi in un attacco deliberato da parte di Israele contro una tenda che ospitava i giornalisti fuori dal cancello principale dell’ospedale al-Shifa nella città di Gaza. Dall’inizio della sua campagna genocida, Israele ha ucciso quasi 270 giornalisti e operatori dei media a Gaza. Secondo uno studio della Brown University, si tratterebbe del…
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Ha ragione il presidente di Reporters sans frontieres, Thibaut Bruttin, intervistato da Giovanni Turi su La Stampa, nel denunciare quello che è un crimine di guerra (l’ennesimo) e nel chiedere al governo israeliano di accettare un’indagine indipendente sull’assassinio del giornalista Anas Al Sharif e dei suoi colleghi di Al Jazeera. Anche per verificare le gravi accuse dell’Idf che sostiene di aver colpito un terrorista di Hamas
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L’ultimo dispaccio dalla guerra che non finisce raccontava di un bombardamento, ed è stato un missile a uccidere Anas al Sharif di Al Jazeera assieme a cinque colleghi, quattro della stessa emittente. L’aviazione israeliana ha centrato la tenda dove vivevano e lavoravano, poco lontano dall’ospedale Al Shifa, il centro che raccoglie l’orrore di questi ventidue mesi e lo sfondo delle loro dirette diffuse dall’emittente di proprietà del Qatar
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