Le compagnie aeree del Vecchio Continente lanciano un primo campanello d’allarme e fanno pressione sui viaggiatori perché si attivino per anticipare le prenotazioni. Motivo? La situazione attuale e le conseguenze sul costo del carburante nel breve-medio periodo rischiano seriamente di provocare un rialzo nel prezzo dei biglietti. Rialzo, peraltro, che alcune realtà del trasporto aereo hanno deciso già di mettere in atto.
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Quando, nel pomeriggio del 28 febbraio, è risultata chiara la necessità di chiudere gli spazi aerei a causa dell'attacco all'Iran da parte di Stati Unite e Israele , diverse compagnie come Emirates, Qatar Airways ed Etihad si sono trovate a dover gestire più di 20.000 persone in volo e poi una mole incredibile di tratte da riprogrammare, voli da cancellare, da dirottare, da far atterrare in aeroporti che non fossero ancora chiusi.
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Dall'inizio del conflitto con l'Iran, i prezzi del carburante per aerei sono schizzati alle stelle, raddoppiando in Europa e aumentando di quasi l'80% in Asia. Air France-Klm, Sas e Finnair hanno già segnalato possibili aumenti delle tariffe, anche a causa dei rischi connessi alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
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Alaska Airlines si rifornisce a Singapore quando fa sosta, perché lì il cherosene costa meno che lungo la costa occidentale degli Stati Uniti. Scandinavian Airlines taglia mille voli ad aprile. Delta Airlines, American Airlines e United Airlines, a marzo, hanno sborsato ciascuno 400 milioni di dollari in più per il carburante. Sullo sfondo, le aviolinee ritoccano al rialzo la tariffa media per assorbire il balzo della bolletta energetica e…
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Nella tratta tra Giappone e Stati Uniti, il supplemento carburante passa da 73 a 149 dollari. Tra Hong Kong e il subcontinente asiatico, da 34 a 69. La mail è di stamattina, della compagnia Cathay Pacific, e è solo una delle tante che arrivano a Simone Massagrande, titolare di un’agenzia di viaggio a Castel d’Azzano, provincia di Verona. E consigliere veneto della Fiavet, l’associazione di settore che fa capo a Confcommercio
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A tre settimane dall’attacco contro l’Iran, le connessioni aeree verso l’area del Golfo (e in parte il Medio Oriente) rimangono fortemente limitate, a causa dei contrattacchi iraniani sui Paesi dell’area. Proviamo a fare il quadro di massima da Malpensa. Emirates – che su Malpensa ha una operatività di un certo rilievo, in condizioni normali – garantisce la coppia di voli EK205-206, il Dubai-New York con scalo appunto all’aeroporto intercontinentale di Milano
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Dall'inizio della guerra in Iran, due settimane fa, il prezzo del carburante degli aerei è raddoppiato, in concomitanza con le interruzioni di alcune delle principali rotte di navigazione al mondo, che stanno limitando il commercio globale di greggio e petrolio raffinato. E dal momento che il carburante da solo rappresenta tra il 25 e il 35% dei costi delle compagnie aeree, il prossimo passo sarà con ogni probabilità un…
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Allerta per i prezzi dei biglietti aerei, soprattutto per le vacanze in arrivo, che potrebbero essere rivisti al rialzo per far fronte ai costi più elevati del carburante dovuti all'aumento del prezzo del petrolio per la guerra Usa-Iran e la crisi di Hormuz. Per la prima volta in quasi 400 anni il dollaro ha infatti superato, la scorsa settimana, il prezzo di 100 dollari al barile: in molti sono preoccupati…
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Venerdì 13 marzo 2026 In collaborazione con Rainews riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Schizzati i prezzi dei biglietti aerei. Molte compagnie hanno già introdotto un supplemento-carburanti Link alla notizia
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Con la guerra in Medio Oriente diventa più costoso comprare un biglietto aereo: in media il 10-15% in più. La corsa al rialzo del prezzo del petrolio si ripercuote sul cherosene, così molte compagnie hanno deciso di aumentare i prezzi per far fronte al caro-carburanti. Secondo il principale indice di riferimento internazionale del prezzo dei prodotti petroliferi raffinati, il carburante per aerei ha raggiunto in settimana quasi i 174 dollari al barile, quasi il doppio rispetto ai livelli di gennaio.
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Il conflitto esploso nel Golfo tra Stati Uniti, Israele e Iran sta scuotendo dalle fondamenta il settore del trasporto aereo globale. Gli effetti sono immediati e devastanti anche per il turismo italiano. Dai mega-hub del Medio Oriente alle agenzie di viaggio nazionali, nessuno è immune da questa crisi. È una tempesta perfetta che si abbatte proprio nel periodo delle feste pasquali, costringendo gli italiani a spendere cifre altissime per viaggiare, sia per le vacanze sia per…
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Air New Zealand e il caro carburante: network ridotto e tariffe più alte Gli effetti del caro carburante si abbattono pesantemente sull’operativo di Air New Zealand che ha deciso di ridurre il network domestico e di rivedere al rialzo le sue tariffe, sospendendo al contempo le previsioni finanziarie per l’esercizio in corso. L’aeroporto di Dunedin, nella regione di Otago, sulla costa orientale dell’Isola del Sud, è tra i principali soggetti di questa riorganizzazione, mentre il vettore…
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Rincari, boom di rimborsi, situazione geopolitica ed economica volatile: i rincari iniziano già a pesare e tra i settori a rischio potrebbe esserci anche il turismo. Il rischio di uno shock energetico e il caro carburante sono tra le conseguenze più macroscopiche della guerra che sta travolgendo il Medio Oriente e – con il blocco dello Stretto di Hormuz che prosegue – sta portando a significativi aumenti dei costi del petrolio
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L’escalation del conflitto in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi del petrolio stanno mettendo sotto pressione le compagnie aeree internazionali, costringendole a rivedere i costi dei biglietti. Il carburante, principale voce di costo per le compagnie, ha registrato rialzi senza precedenti, spingendo molte aerolinee a trasferire parte dell’aumento sui passeggeri. Voli, impennata dei prezzi a causa del petrolio Secondo l’indice Platts, il prezzo medio mondiale del carburante…
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Tutto come previsto. Purtroppo il conflitto del Golfo ci riserverà una primavera di attesa (come minimo), con i prezzi dei biglietti destinati a gonfiarsi. Il costo delle materie prime cresce e, in modo inevitabile, tutto quello che gira intorno ai trasporti ne risente pesantemente. Iniziano a fioccare post sui social con le tariffe voli più assurde. Come sempre il caos scatenato in rete fa più danni della realtà.
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