Ancora sono bene impresse davanti ai nostri occhi le immagini dell’attentato che ha portato al ferimento, durante un comizio in Pennsylvania, dell’ex Presidente degli Stati Uniti e attuale candidato Repubblicano, Donald Trump. Un’aggressione feroce che ci riporta con la mente ai momenti più bui della storia americana: alle tristi vicende di presidenti assassinati, come John F. Kennedy, o di quelli scampati per miracolo ai loro assalitori e rimasti feriti, come Ronald Reagan
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Un’onda di shock e sgomento ha attraversato tutto il Paese, scuotendolo fino alle sue fondamenta e lasciando un segno indelebile non solo su ciò che ruota intorno al Campidoglio, ma anche nell’animo stesso della nazione. Del resto l’ex presidente americano ha sempre innescato forti emozioni tra i suoi sostenitori e detrattori. La sua leadership, caratterizzata da politiche polarizzanti e retorica incendiaria, sprezzante, spesso rozza e degna di «House of Cards», ha diviso il Paese in modo profondo, portando i suoi sostenitori più fanatici ad…
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Non contiamo più nulla: e l'aeroporto intitolato a Berlusconi lo dimostra Facciamo finta di fare gli storici, e di raccontare queste settimane con lo sguardo di chi le vede da un futuro piuttosto lontano. Qualche decennio, o anche un secolo. Pensate che storia, la Storia: l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, un multimiliardario di destra con precedenti penali di vario tipo e a tutt’oggi inseguito dalla giustizia americana, viene ferito a un orecchio da un colpo d’arma da fuoco…
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Minuti per la lettura L’attentato a Trump è un colpo alla democrazia, l’America scopre di essere fragile e lui diventa un martire; allarme per i democratici che hanno una sola possibilità: cambiare il loro candidato Donald Trump, il politico più divisivo d’America, l’uomo dalla retorica più incendiaria, è diventato un martire. Era concretamente vicino alla rielezione alla Casa Bianca già prima dell’attentato alla sua vita.
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Non è questione di decibel, di toni da abbassare, di stabilire chi insulta di più, o chi, da ogni parte, non sa più cos’è un avversario politico ma sa solo viverlo e fantasticarlo come un malvagio nemico da abbattere. E certo, c’è una tradizione tutta americana, da Lincoln a Kennedy, di assassini politici. Ma ormai negli Stati Uniti ogni legame unitario si è spezzato. Due popoli, ciascuno con milioni di seguaci, e dunque non frange marginali, si odiano, si detestano, si…
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Stiamo progressivamente passando dall’età dell’ansia a quella dell’incoscienza. Lasciando che l’ordine del mondo vada progressivamente in pezzi. L’attentato di Butler in Pennsylvania è lo specchio delle profonde complessità che animano gli Stati Uniti di oggi. L’aggressore Thomas Matthew Crooks, di famiglia repubblicana, anch’egli iscritto con una piccola quota al partito, ha confessato candidamente sul web di odiare il candidato repubblicano Donald Trump
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L’attentato ai danni del presidente Trump restituisce la fotografia di una superpotenza americana attraversata da profonde fratture e da una pericolosa inclinazione al ricorso alla violenza. L’intervista al prof. Andrea Margelletti L’ex presidente e candidato presidente Donald Trump è stato vittima di un attentato durante un comizio a Butler, in Pennsylvania. L’attacco, a opera del ‘lupo solitario’ ventenne Thomas Matthew Crooks…
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L’ex presidente, ferito durante un comizio in Pennsylvania, sta partecipando alla Convention repubblicana che si è aperta a Milwaukee e fa eco a Biden nel chiedere l’unità del paese. A sorpresa sceglie un vicepresidente cattolico. Convention repubblicana per Trump 2024 . EPA/JUSTIN LANE EPA-EFE/JUSTIN LANE Alle 18.11 di sabato 13 luglio è cambiata la vita di Donald Trump ed è cambiata la corsa alla Casa Bianca
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Non è sbagliato chiedersi se la violenza sia nelle “vene d’America”, come molti suoi scrittori – e il suo cinema – hanno raccontato, creando un immaginario in cui la sparatoria al comizio di un candidato per la Casa Bianca sconvolge ma non sorprende. Il recente e discusso film “Civil War”, centrato proprio su uno scontro intestino ai nostri giorni tra stati fedeli al presidente e Stati decisi a perseguire una secessione, è stato non troppo lontanamente ispirato dalla contesa tra le due anime di un Paese che sabato pomeriggio ha fatto un altro passo verso…
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Gli Stati Uniti rappresentano ancora nell’immaginario collettivo un Paese democratico, liberale, in cui a ognuno è permesso di raggiungere le vette del potere economico, politico, sociale sulla base dei suoi meriti. Ciascuno può dimostrare agli altri quanto vale e conquistare il consenso necessario per affermarsi nel campo che desidera. Un Paese meritocratico, dunque, che troppo spesso però ricorre alla violenza per fermare gli avversari.
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E adesso come fermeranno Donald Trump, la bestia nera? Forse è vero che l’ex presidente, «canaglia» più o meno simpatica a seconda dei gusti, non dovrebbe tornare alla Casa Bianca e Joe Biden, smemorato di Collegno d’oltreoceano, non potrebbe restarci per un secondo mandato. Però non si vedono alternative possibili e allora esiste il rischio che una parte profonda del sistema americano farà di tutto per fermare Trump.
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Io a questa lista notoria aggiungerei anche l’eccidio all’Emanuel Episcopal Church nella Carolina del Sud del giugno del 2015: quando un razzista squilibrato assassinò 9 afroamericani, tra cui il pastore della chiesa, con l’intento dichiarato di innescare una guerra civile per scongiurare un presunto progetto di sostituzione etnica. Questo episodio fa un po’ da spartiacque tra la violenza politica del passato e quella odierna.
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Bentrovati. Oggi ancora molti Stati Uniti, dopo l’attentato a Donald Trump, con riflessioni sulla politica ma anche sul giornalismo. E poi un approfondimento sul Gambia e un consiglio cinematografico. Ecco il menu della Rassegna di oggi. • America oggi Molti commentatori si chiedono quale effetto potrebbe avere l’attentato di sabato a Trump sulla campagna elettorale e sul voto del…
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Donald Trump porta egli stesso una buona parte di responsabilità. Chi se non lui ha legittimato ogni tipo di eccesso verbale – gli immigrati messicani stupratori ad esempio – per non parlare dell’assalto a Capitol Hill
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Quanto accade negli Stati uniti non possono spiegarlo né i complottisti di destra né i benintenzionati democratici per i quali… la violenza non deve affermarsi negli Usa. In realtà milioni di persone con la loro proiezione del sogno suprematista di dominio, scrive Bifo, sono in preda a una frenesia psicotica incontrollabile Foto di Pete Linforth da Pixabay “Le ricerche degli esperti potranno ricostruire l’offesa che Lutero in poi ha fatto impazzire una cultura e scoprire che accadde a Linz, quale immensa illusione ha creato un dio psicopatico: io e…
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Alessia De Luca Ispi Con Alessia De Luca, analista dell'ISPI, abbiamo parlato della complicata situazione negli Stati Uniti, alle prese con la campagna elettorale, all'indomani dell'attentato a Donald Trump.All'interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro e Giusi Legrenzi.
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Non c'è dubbio che l'attentato in Pennsylvania a Donald Trump lo rafforza ulteriormente sul piano elettorale e alimenterà una serie di discussioni sulle ragioni distorte della "cultura dell'uso delle armi" in America e di che cosa c'è dietro. Si aprirà ovviamente il dibattito politico tra chi ritiene cinicamente l'attentato addirittura un elemento di stabilizzazione del quadro elettorale americano dando a questo punto per certa la vittoria…
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Violenza e politica: è irresistibile la tentazione di parlare di «virus americano», magari attribuendone la recrudescenza proprio a Donald Trump. Da Abraham Lincoln ai fratelli Kennedy e Martin Luther King, da Ronald Reagan all’attentato di sabato sera in Pennsylvania, la serie è lunga. Però etichette e semplificazioni sono pericolose. Si dimentica così che violenza e politica vengono gemellate nel pensiero e nella pratica degli anarchici russi e italiani nell’Ottocento e nel primo Novecento
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