Alla Questura di Campobasso continuano le audizioni per capire chi possa aver avvelenato Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte dopo essere state ricoverate, più volte, lo scorso dicembre, all'ospedale Cardarelli. Nel sangue di madre e figlia sono state trovate tracce di ricìna, un veleno inodore e insapore, ricavato da una pianta ornamentale. Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, non sarebbe positivo ai test, ma la conferma definitiva ci sarà nei prossimi giorni, dal Centro Anti-veleni “Maugeri” di Pavia…
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BARI – Proseguono gli accertamenti nell’ambito dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella. È stato fissato per il 29 aprile, a Bari, l’esame dei vetrini istologici relativi alle autopsie eseguite sui corpi di Sara Di Vita e della madre Antonella Di Ielsi. L’attività sarà svolta alla presenza delle parti, trattandosi di accertamenti tecnici non ripetibili, una procedura che garantisce il pieno contraddittorio tra accusa e difesa.
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Slittano ancora le risposte sul Giallo di Pietracatella: i risultati attesi “non arriveranno prima della prossima settimana”, fa sapere Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni Maugeri di Pavia. Il report tossicologico è un tassello fondamentale per completare il puzzle, dopo la segnalazione inviata agli inquirenti sulla "non negatività alla ricina" nel sangue delle vittime. La conferma o meno della presenza del potente veleno è un passaggio decisivo per…
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Dopo le indiscrezioni è stata confermata la positività alla ricina per la quindicenne Sara Di Vita e per sua mamma Antonella Di Ielsi: allo stesso tempo, invece, confermata la negatività allo stesso veleno per Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne di Pietracatella morte dopo Natale, inizialmente per sospetta intossicazione alimentare, ora presumibilmente avvelenate. Sono le ultime indiscrezioni, che arrivano da fonti…
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Sono passati più di cento giorni dalla tragedia di Pietracatella, in provincia di Campobasso, e ancora ci si interroga alla ricerca di un colpevole per le morti di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua mamma, Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute, si ipotizza, perché avvelenate. Ma al momento la soluzione del giallo, che in questa regione non ha precedenti, sembra ancora lontana. Certo, potrebbe esserci un colpo di scena, ma certezze al momento non ci sono.
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Isola del Liri – Gli accertamenti tossicologici hanno dato esito negativo: Leonardo Fiorini, al momento della morte, non era sotto l’effetto di alcol, cannabis, sostanze stupefacenti né farmaci. Un dato che, come evidenzia l’avvocato del Foro di Cassino Danilo Iafrate, il quale assiste legalmente la famiglia Fiorini, consente di ritenere che il giovane fosse in uno stato di piena lucidità e coscienza nelle fasi precedenti alla tragedia.
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