Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, esulta per la vittoria in Ungheria di Péter Magyar che mette fine ai 16 anni di potere di Viktor Orban. «Devo dire che, per me, questa è stata una delle migliori notizie di ieri» ha detto Merz che ha sottolineato come questa sia la conferma «che le nostre società democratiche sono evidentemente molto più resistenti alla propaganda russa e ad altre influenze esterne su tali elezioni».
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Lei festeggia, illudendosi, forse, di potersi risparmiare il pressing della giustizia ungherese affinché si faccia processare. Ma non sarà così. Intanto oggi Ilaria Salis, l'europarlamentare di Avs che si è fatta eleggere per garantirsi l'immunità rispetto alle accuse di aver praticato violenza "antifascista" in Ungheria, ha pubblicato un post
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Questo articolo è gratis. Per leggerne altri, ricevere le newsletter e avere libero accesso ai contenuti scelti dalla redazione Registrati “Un risultato doloroso ma chiaro“. Così Viktor Orban ha commentato l’esito del voto in Ungheria, che segna la fine dei suoi 16 anni al governo. In un breve discorso nel quale ha ammesso la sconfitta, battuto da Peter Magyar, il premier uscente ha detto: “La responsabilità e l’opportunità di governare non ci sono state date”.
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Il tema principale delle elezioni in Ungheria è coinciso con il successo di Peter Magyar, leader del partito di centro destra all'opposizione Tisza, e la conseguente debacle di Fidesz, formazione guidata da Viktor Orban. Dopo 16 anni al potere, l'attuale primo ministro ha rimediato una sonora sconfitta. Magyar ha infatti ottenuto 138 dei 199 seggi parlamentari disponibili: quanto basta per superare la soglia dei due terzi, avere la supermaggioranza…
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Péter Magyar ha vinto. I due principali istituti demoscopici ungheresi danno 55% a TISZA contro 38% a Fidesz. Con un’affluenza record del 77,8%, la più alta nella storia parlamentare post-comunista ungherese, Orbán ha ricevuto il meritato congedo per essere stato un servo di Putin dopo sedici anni di potere corrotto. Adesso però non montiamoci la testa… Magyar non è un alieno piovuto dall’iperspazio della democrazia liberal.
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In questa edizione: Iran, Trump: faremo saltare le mine a Hormuz, Ungheria al voto, affluenza record, Angelus di Papa Leone, appello per il Libano, Allarme di Giorgetti: rischio recessione, Massa, ucciso da baby gang davanti al figlio, Sinner trionfa a Montecarlo e torna numero 1. La tua lista
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Dopo 70 anni a Budapest è andata di nuovo in onda una rivoluzione, ma rispetto a quella dell’autunno 1956, quando ci furono sollevazioni popolari contro il regime comunista, soffocate nel sangue per effetto dell’intervento dell’esercito sovietico, questa volta è andato tutto liscio, e lo stesso Viktor Orbán, primo ministro dell’Ungheria dal 2010 ad ogg…
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La sconfitta di Viktor Orbán è stata netta. E la premier Giorgia Meloni non esita ad ammetterlo: «Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro». Parole che la premier ha affidato ai social, lei che non ha mai nascosto di fare il tifo per l’ormai ex primo ministro ungherese. Lo ha chiamato «amico» nel messaggio di ieri e lo ha ringraziato per…
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Magyar vince con 138 seggi: fine dell’era Orban e nuova linea europeista per l’Ungheria "Abbiamo fatto la storia". Così Peter Magyar dal palco sulla riva del Danubio davanti al parlamento. È arrivato alle 22.30, tra ali di folla, la bandiera sulla spalla come ha fatto durante la lunga campagna elettorale. I numeri della vittoria Decine di migliaia di persone da ore lo aspettavamo per festeggiare una vittoria che sembrava impossibile e che invece ha spazzato via l’era Orban…
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Elezioni in Ungheria, i giovani entusiasti: "Orbán se n'è andato. Ora sentiamo che c'è una speranza"
Decine di migliaia di sostenitori di Tisza hanno festeggiato in strada nella notte la fine della reggenza di 16 anni del primo ministro Viktor Orbán e la vittoria schiacciante di Peter Magyar. Tra loro moltissimi ragazzi. Leggi
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DALLA NOSTRA INVIATA BUDAPEST«Una vittoria così schiacciante da parte di Magyar è inaspettata, mai Orbán ha ottenuto tanto». Tibor Dessewffy, direttore del Centro di ricerca di sociologia digitale all’Università Loránd di Budapest, risponde mentre segue lo spoglio da una casa dove si è dato appuntamento con colleghi e amici: «Qui siamo tutti basiti», dice. Come spiega la resa di Orbán, che ha riconosciuto la vittoria di Magyar già a metà scrutinio? «Sapeva che con lo spoglio della capitale la…
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La fine dell’era di Viktor Orbán in Ungheria non rappresenta solo un cambio di leadership nazionale, ma segna un passaggio politico rilevante anche per l’Italia e per l’intero campo delle destre europee. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Per la premier Giorgia Meloni e Matteo Salvini, infatti, Budapest ha rappresentato negli anni un punto di riferimento politico e un alleato strategico su diversi dossier chiave.
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Si apre una nuova era in Ungheria, dopo le elezioni di domenica 12 aprile: con un affluenza record, Peter Magyar, il leader dell'opposizione ungherese Tisza, ha conquistato la 'supermaggioranza' dei due terzi dei seggi, battendo il premier uscente Viktor Orban, al potere da 16 anni."Orban si è congratulato per la nostra vittoria", ha scritto lo sfidante su Facebook, usando poche parole per sigillare un'era che si chiude.
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"L’Ungheria ha scelto l’Europa", ha scritto in un post su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, domenica sera, reagendo ai risultati delle elezioni parlamentari nel Paese. Von der Leyen ha aggiunto che l’Europa ha sempre scelto l’Ungheria. La presidente della Commissione ha inoltre affermato che, con il ritorno di un Paese sul percorso europeo, l’Unione diventa più forte.
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SOCIETÀ Fine dell’era Orbán: svolta politica in Ungheria di Andrea Gaiardoni CONDIVIDI Peter Magyar. REUTERS/Leonhard Foeger La fragorosa sconfitta alle urne di Viktor Orbán, che per 16 anni ha governato l’Ungheria portandola spesso fuori dai binari del rispetto dei princìpi dell’Unione Europea, può essere letta attraverso diversi punti di osservazione. C’è naturalmente l’esultanza dei cosiddetti “europeisti”, di coloro che si ostinano a credere che una reale unione di forze e d’intenti tra nazioni possa portare vantaggi e…
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È un’Ungheria nuova quella che si è svegliata questa mattina. Dopo 16 anni, ora, è davvero finita. Lo hanno gridato per tutta la notte le migliaia di ragazzi e ragazze che hanno festeggiato per tutta Budapest, cantando, ballando, abbracciandosi, suonando il clacson dell’automobile o girando per le strade della capitale con il motorino. La vittoria di Peter Magyar è stata schiacciante e inequivocabile e soprattutto ampia, solida: con il 53% dei voti e 139 seggi in…
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«Abbiamo liberato l’Ungheria!». Péter Magyar saluta così il suo straordinario trionfo, accolto dalla folla festante sulle note di «My way» di Frank Sinatra alla grande piazza Batthiány, sulle rive del Danubio dalla parte di Buda, con il neogotico Parlamento proprio di fronte dall’altra parte del fiume. Budapest è stata tutta la notte in festa, con caroselli di auto, gruppi di gente festante ovunque, concerti in piazza, sembrava quasi che l’Ungheria avesse vinto i Mondiali di…
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Archiviato il voto, preceduto da sondaggi che sempre più davano avanti l'opposizione di Peter Magyar e con Orban che fino alla fine ha insistito nelle accuse all'opposizione di manipolare le elezioni, ora si apre la partita per il nuovo governo ungherese. Una volta accertato l'esito delle elezioni, il presidente Tamas Sulyok convocherà il Parlamento entro un mese - con ogni probabilità già a…
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Il candidato europeista Peter Magyar stravince le elezioni in Ungheria e l'Europa tira un sospiro di sollievo per la fine, dopo 16 anni, della lunga era del primo ministro nazionalista Viktor Orban, ormai una quinta colonna di Mosca nel cuore del continente. I pronostici sono stati rispettati, se non superati, dai risultati del voto. Il trionfo del partito Tisza e la sconfitta di Orban Con lo spoglio giunto quasi all'80%, Tisza, il partito di Magyar, è…
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Sulle prime pagine dei quotidiani domina la guerra in Iran: falliti i negoziati Usa-Iran a Islamabad e riesplode la tensione, con Trump che annuncia un blocco navale dello stretto di Hormuz e torna a minacciare di bombardare le centrali elettriche. In primo piano anche la fine dell'era Orban in Ungheria dopo 16 anni al potere: alle elezioni vince l'opposizione guidata da Peter Magyar. Spazio infine allo sport, con Jannik Sinner che conquista il Masters 1000 di Montecarlo e torna in vetta al…
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