Quando si parla di aborto la strumentalizzazione ideologica è all’ordine del giorno, come testimonia quanto accaduto recentemente ad Aosta. «Sono pervenute al Centro donne contro la violenza di Aosta segnalazioni di donne che, giunte in presidi sanitari pubblici del territorio regionale per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, sono state negli stessi luoghi sottoposte a indebite interferenze e pressioni da parte di volontari, consistenti…
Leggi
La proposta delle primule da parte del Centro aiuto alla Vita di Aosta durante l'ultima Giornata nazionale per la Vita Improvvisamente e un po’ inaspettatamente il dibattito in merito alla corretta applicazione della legge 194 si accende in Valle d’Aosta. Il casus belli è stata una nota del Centro Donne contro la violenza di Aosta che fa sapere di avere raccolto segnalazioni di donne che «giunte in presìdi sanitari pubblici del territorio regionale per accedere all’interruzione…
Leggi
“La denuncia rilanciata dai media nazionali sulla donna intenzionata ad abortire in un ospedale di Aosta costretta ad ascoltare il battito del feto da presunti volontari pro-vita si sta rivelando una clamorosa montatura costruita ad arte dalle associazioni abortiste per screditare l’operato delle associazioni di sostegno alla maternità, che aiutano migliaia di donne a…
Leggi
Pare che nei consultori di Aosta alcune donne siano state costrette ad ascoltare il battito del feto
Un breve ripasso della legge 194, approvata nel 1978, che regolamenta in Italia l'interruzione di gravidanza. Fragile e fondamentale, sempre bisognosa del nostro sostegno armato di pazienza, approvata nel 1978 (venne riconfermata nel 1981, vincendo nel referendum che voleva abrogarla) la 194, intitolata "Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza", proteggeva e protegge ancora oggi…
Leggi
Claudia Osmetti 28 aprile 2024 Far sentire il battito del nascituro a una donna che sta andando ad abortire certamente non è un modo per aiutare le maternità difficili». A porre fine alle polemiche, ieri, nel tardo pomeriggio, è il ministro per la Famiglia Eugenia Roccella. Il caso scoppia qualche ora prima, al Centro contro la violenza di Aosta: viene denunciato pubblicamente che alcune donne «giunte nei presidi sanitari pubblici del territorio per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza»…
Leggi
AOSTA – «Il battito cardiaco del feto? Lavoro qui da anni — premette l’ostetrica — i medici, quando fanno l’ecografia alla paziente che ha scelto di interrompere la gravidanza, chiedono sempre se vuole guardare il monitor o ascoltare il battito cardiaco. A volte qualcuna accetta». Maria è un’ostetrica di 38 anni, a poche ore dalla denuncia pubblica della presidente del centro anti-violenza di Aos…
Leggi
«Lesioni o violenza privata». Costringere una donna che vuole abortire ad ascoltare il battito del feto in ospedale non è solo una prassi barbara e deplorevole dal punto vista morale e deontologico, ma è un comportamento che può essere interpretato come un reato. Lo spiega l’avvocata Silvia Lorenzino, esperta di violenza di genere, dopo la bufera nata dalla denuncia di un centro anti-violenza di …
Leggi
Aosta — «In tempi molto recenti», tradotto, la settimana scorsa, «ma anche tempo addietro, abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di alcune donne che ci hanno raccontato di essere andate nelle strutture pubbliche del territorio di Aosta per abortire e che hanno subito pressioni da parte dei volontari pro-vita affinché ascoltassero il battito cardiaco del feto». Altre poi, sono state avvicinate «d…
Leggi
Ascolta il battito del suo cuore, questo è un bambino. E ricordati che non sei sola, puoi avere aiuti economici, addirittura i pannolini. Ripensaci. Come in Ungheria, nell’America profonda e a macchia di leopardo in alcune città italiane. Anche al Centro donne contro la violenza di Aosta sono arrivate segnalazioni di signore "sottoposte a indebite interferenze e pressioni da parte di volontari" nel momento in cui si sono recate in ospedale per…
Leggi
La nuova lotta tra abortisti e pro-life si consuma sul terreno valdostano e questa volta entra direttamente nelle strutture sanitarie pubbliche, svelando un sistema tanto contestato quanto ricorrente. A lanciare il sasso è il Centro donne contro la violenza di Aosta, che ha denunciato «pressioni e interferenze» da parte di volontari pro-life subite da donne una volta arrivate nei consultori per interrompere volontariamente la gravidanza.
Leggi
«Indebite interferenze e pressioni da parte di volontari, consistenti nell’imporre l’ascolto del battito fetale o nella promessa di sostegni economici o beni di consumo, con il preciso intento di dissuaderle dalla scelta di abortire, personalissima e spesso sofferta». Questo il contenuto di una nota diffusa ieri dal Centro Donne Contro la Violenza di Aosta sulle segnalazioni ricevute da parte di alcune donne che si sono recate in presidi sanitari pubblici regionali per accedere alla interruzione volontaria di…
Leggi
“L’aborto è un diritto delle donne che deve essere garantito senza che le stesse siano sottoposte a giudizi morali o pressioni indebite”. A sostenerlo è Potere al Popolo che, con una nota, interviene nel dibattito in seguito alla denuncia del Centro Donne contro la Violenza di Aosta. “Esprimiamo grande preoccupazione sulle segnalazioni pervenute e facciamo appello a tutte le istituzioni valdostane affinché intervengano immediatamente per bloccare ogni tipo di interferenza di volontari antiabortisti…
Leggi
Riconoscere "il valore sociale" della maternità, come elemento che valorizza la donna, che le consente di esprimere la sua specificità, senza che per questo debba essere penalizzata. "Le donne devono poter scegliere di essere madri e lavoratrici, di avere una carriera, di fare le premier senza per questo dover
Leggi
Pescara, 27 apr. Far ascoltare il battito del nascituro a una donna che decide di portare a termine una interruzione volontaria di gravidanza "è una cosa che non bisogna fare". Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Maria Roccella a margine dell'evento di Fratelli d'Italia a Pescara, rispondendo a una domanda sul caso sollevato dal Centro antiviolenza di Aosta, secondo cui alcune donne sarebbero state obbligate a…
Leggi
Il commento della Ministra per la Famiglia Eugenia Roccella sul caso sollevato dal Centro antiviolenza di Aosta, secondo cui alcune donne sarebbero state obbligate a sentire il battito del feto all’interno di presidi sanitari pubblici a cui si erano rivolte per abortire: "Cattiva prassi medica".
Leggi
"Far sentire il battito del nascituro a una donna che sta andando ad abortire certamente non è un modo per aiutare le maternità difficili. È una cosa che non bisogna fare, però non è stato certamente un volontario a fare questo perché per far sentire il battito c'è bisogno di un'ecografia e di un ginecologo, quindi si tratta di una prassi che evidentemente è stata di qualche ginecologo e quindi è giusto che casomai sulla stampa emerga questa cattiva prassi medica".
Leggi
Roccella: Non bisogna fare ascoltare alle donne il battito dei nascituri 27 aprile 2024 Pescara, 27 apr. - Far ascoltare il battito del nascituro a una donna che decide di portare a termine una interruzione volontaria di gravidanza "è una cosa che non bisogna fare". Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Maria Roccella a margine dell'evento di Fratelli d'Italia a Pescara, rispondendo a una domanda sul caso sollevato dal Centro…
Leggi
Il Centro donne contro la violenza di Aosta riferisce in una nota di avere ricevuto segnalazioni da parte di donne «che, giunte in presidi sanitari pubblici del territorio regionale per accedere all’interruzione volontaria di gravidanza, sono state negli stessi luoghi sottoposte a indebite interferenze e pressioni da parte di volontari, consistenti nell’imporre l’ascolto del battito fetale o nella promessa di sostegni economici o beni di consumo, con il…
Leggi
