«Questa corsa è maledetta!», diceva Theo De Rooij, sfiancato dalla Parigi-Roubaix nel 1985: «Lavori come una bestia e non hai nemmeno il tempo di pisciare, anzi ti pisci addosso mentre pedali e sei coperto di fango. Un vero schifo». Il suo volto è una maschera di polvere, il busto si piega stremato sul telaio. De Rooij sembra uno scheletro, chiude gli occhi e con un sibilo di voce aggiunge: «È la corsa più bella del mondo».
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