Introduzione Il decreto legislativo n.108/2024 – con le correzioni sul concordato preventivo, approvato a fine giugno e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 agosto 2024 – disciplina una nuova forma di accertamento sintetico. Meno impattante sui contribuenti in generale rispetto al vecchio redditometro e mirata a scovare medie e grandi evasioni. Ecco come funziona
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Nessuna abolizione per il redditometro, ma lo strumento assume una nuova forma con le novità del DL n. 108 del 2024. Cambiano le regole alla base dell'accertamento fiscale: scatta con redditi superiori a quelli dichiarati di almeno 70.000 euro circa e vengono tracciate nuove vie d'uscita Il decreto legislativo numero 108 del 2024 ha messo un punto fermo alla querelle sul redditometro, tracciando una terza via tra la conferma della sua vecchia versione e l’abolizione.
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Il Redditometro sarà il nuovo strumento adottato dall’Agenzia delle Entrate per controllare i cittadini e le loro spese. Il Redditometro consentirà un’analisi dei redditi capillare sulle spese a partire dal 2016, quindi verosimilmente dalla dichiarazione dei redditi 2018. I dati che verranno scorporati sono quelli contenuti nell’anagrafe tributaria e verrà comunque data la possibilità a tutti di difendersi.
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Nuovo redditometro: tutto quello che non funziona. (Seconda parte) Il nuovo redditometro è provvedimento lodevole nelle intenzioni, ma profondamente sbagliato nei tecnicismi. E il fatto che – è vero – consentirà di pizzicare un certo numero di evasori incalliti, non basta per plaudire allo strumento. Anche perché, per limiti di scala, esso non intaccherà minimamente i grandi numeri dell’evasione di massa.
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Pubblicato il decreto che stabilisce nuovi criteri e regole per accedere allo strumento di accertamento fiscale. Per le verifiche è necessario che lo scostamento tra reddito accertabile e dichiarato sia superiore a 69mila euro ROMA – Era stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio scorso il decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze, del 7 maggio 2024, contenente i criteri per la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche ai sensi del quinto comma…
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Al posto del vecchio Redditometro è stato introdotto l’Evasometro. Vediamo insieme come funziona il nuovo strumento e come difendersi Con il Decreto 108/2024 del 5 agosto è stato definitivamente abolito il Redditometro. Questo comporta che i contribuenti non saranno più soggetti a controlli, da parte dell’Agenzia delle Entrate, attraverso il software che permetteva di controllare di quanto il reddito dichiarato si discostasse…
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Nuovo redditometro: tutto quello che non funziona. (Prima parte) La franchigia di euro 69.473,30, introdotta da ultimo nel d. lgs. n. 108 del 5 agosto 2024, si è resa necessaria per allontanare gravi criticità in sede di prima applicazione del nuovo redditometro. Ma questo cambierà solo la fascia sociale dei destinatari. Mentre la grana politica è solo rinviata, atteso che la inappropriatezza della misura si paleserà evidente in tempi più diluiti.
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Il famigerato redditometro torna a far parlare di sé: ecco le ultime novità per i contribuenti. Il redditometro, lo strumento di controllo fiscale che ha fatto tremare milioni di italiani, sembra destinato a una nuova vita. Dopo essere stato accantonato nel 2018 dal governo Conte e riproposto in una forma aggiornata dal governo Meloni, il redditometro subisce ora un’importante revisione. Ma cosa significa davvero per i contribuenti?…
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Fa il suo debutto l’accertamento sintetico che prende il posto del redditometro. Come canta Loretta Goggi con il brano Dirtelo non dirtelo: “Non dirtelo, prender la rivincita. Sbagliare una volta anch’io, in fondo che faresti tu al posto mio?”. Tutti quanti, prima o poi, possiamo commettere degli errori. Quest’ultimi possono essere spesso il frutto di un momento di distrazione oppure essere commessi volutamente con l’intento di ottenere qualche vantaggio.
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Redditometro: accertamento sintetico solo con una differenza di spesa del 20% su quanto dichiarato e solo per redditi oltre le 10 volte l'assegno sociale. Con la pubblicazione del Dlgs n. 108/2024 si introduce un nuovo depotenziamento del Redditometro: l’accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche potrà infatti scattare soltanto sopra i 69.700 euro, ovvero dieci volte l’importo dell’assegno sociale.
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Il redditometro non è stato abolito, a differenza di quanto, in qualche modo, era trapelato qualche settimana fa. Il Governo Conte I, nel 2018, aveva già deciso di accantonare lo strumento antievasione, che poi è stato riattivato dall’Esecutivo a guida Giorgia Meloni. Dopo una serie di polemiche che avevano accompagnato la sua reintroduzione, il redditometro non va del tutto in soffitta. Ma vediamo come funziona il nuovo strumento.
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Vietato fare accertamenti sui contribuenti se lo scarto tra il reddito dichiarato e quello presunto, sulla base del loro tenore di vita, è inferiore al 20 per cento. E, comunque, se quello scarto è inferiore a 70 mila euro il divieto resta valido. Come a dire, in pratica, che un minimo di evasione fiscale, tutto sommato, è «accettabile». Il governo aveva promesso di ridimensionare, se non proprio…
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Per far scattare gli accertamenti, si aggiunge una nuova soglia di 69.700 euro, oltre al criterio esistente del 20% di scarto tra reddito stimato e dichiarato. Ma il meccanismo rimane invariato. L’obiettivo è ora colpire i grandi evasori Il redditometro cambia pelle. Il governo ha modificato ancora una volta lo strumento anti-evasione che mira a scovare chi dichiara meno redditi di quelli che effettivamente spende.
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Parola d'ordine: concentrare gli sforzi sulla grande evasione e limitare gli accertamenti sui contribuenti a “basso rischio”. Con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del decreto correttivo sul concordato preventivo, il governo, che a inizio maggio scorso aveva congelato la riforma del Redditometro, manda in pensione per sempre questo strumento (peraltro inutilizzato dal 2018, quando il governo Conte I aveva rimandato la sua applicazione alla definizione di nuovi criteri) e…
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Il governo italiano ha deciso di rivedere il redditometro, uno strumento di controllo fiscale che, dal 1973, ha avuto il compito di stanare chi dichiara redditi inferiori rispetto a quelli realmente posseduti. Introdotto come una misura anti-evasione, il redditometro aveva perso efficacia nel 2018 sotto la guida del governo Conte I, che ne aveva sospeso l’applicazione. L'attuale esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha ritenuto necessario riprenderlo in mano, apportando…
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Il Redditometro cambia veste. È stato pubblicato il decreto che alleggerisce lo strumento di accertamento sintetico del reddito il quale consente al fisco italiano una determinazione indiretta del reddito complessivo del contribuente, basata sulla capacità di spesa del medesimo. In questo frangente spunta una novità: i controlli verranno effettuati solo oltre i 69 mila euro di redditi evasi. Ecco tutti gli aggiornamenti.
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Il governo abolisce il redditometro, anzi no. Lo strumento anti-evasione già accantonato dal Conte 1 nel 2018 e poi riattivato dal governo Meloni non va del tutto in soffitta, ma viene pesantemente rivisto come stabilito dal decreto numero 108 del 5 agosto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Introdotto già nel 1973, l'obiettivo del così detto redditometro era e rimane, banalmente, quello di stanare - e sanzionare - chi dichiara meno redditi di quanti ne disponga…
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È uscito il nuovo strumento che sostituisce il redditometro per combattere l’evasione fiscale: ecco come difendersi. In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto n. 108/2024 che abolisce definitivamente il redditometro. Nessun contribuente dunque subirà più un accertamento attraverso quell’ormai vecchio software con cui il fisco controllava lo scostamento tra reddito dichiarato e indici di capacità contributiva
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