"L’amarezza c’è. Negli ultimi giorni, in città, c’era un clima di fermento e partecipazione: almeno qui il quorum si poteva raggiungere...". Michele Bulgarelli, segretario della Cgil di Bologna, non nasconde la delusione per il risultato dei referendum, anche sotto le Due Torri. "Il rapporto straordinario con il Comitato per la cittadinanza non è bastato: noi, però, abbiamo scelto la democrazia, che è la strada più difficile, e ripartiremo da qui", chiude Bulgarelli.
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Approfondimenti:
Bologna si conferma capitale della partecipazione. Ma neanche sotto le Due Torri nessuno dei cinque referendum abrogativi raggiunge il quorum. Partiamo dall’affluenza. A urne chiuse, Bologna è la città in assoluto più alto come affluenza, superiore al 47% per tutti e cinque i quesiti promossi dalla Cgil e dalle rete di associazioni per la cittadinanza. Se si allarga lo sguardo comprendendo la provincia, la media si abbassa a 44,6%.
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BOLOGNA – L’unico record nello spoglio di un referendum in cui il quorum rimane un miraggio, è il dato di Bologna città: prima tra i capoluoghi di regione per partecipazione, arriva al 47,69% dei votanti sul primo quesito, con diversi seggi sotto le Due Torri che superano il 60%. Firenze è solo a un passo, poco sopra al 47%, ma la città mantiene il primato nella tradizione di partecipazione, anch…
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Doveva essere la regione portabandiera del centrosinistra. Quella da cui arrivava una spinta in più alla prova, difficilissima, del quorum. Invece anche la «rossa» Emilia-Romagna, terra dove il centrosinistra governa ininterrottamente dalla nascita delle Regioni, si è dovuta arrendere all’astensionismo. Gli elettori emiliano-romagnoli (circa 3,4 milioni…
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– Bologna e provincia si confermano tra le aree del Paese con la maggior sensibilità nei confronti dei temi del lavoro. La città delle Due Torri e le aree della Bassa, da sempre politicamente orientate verso il centrosinistra, dopo aver raggiunto un’affluenza decisamente superiore alla media italiana, seppur mancando il quorum (44,62% rispetto al 30,58%), fa segnare percentuali ‘bulgare’ anche…
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– Referendum abrogativi senza quorum: l’affluenza nazionale si ferma al 30,5% (per ottenere la validità avrebbe dovuto votare il 50% più 1 degli aventi diritto) e per questo motivo la maggioranza di sì espressi nella votazione dei 5 questi proposti non porterà a nulla. Come hanno votato gli emiliano-romagnoli al referendum? Ieri dalle 7 alle 23 e oggi, dalle 7 alle 15, sono stati chiamanti alle urne oltre 3 milioni di elettori in 330 Comuni della nostra regione per esprimere la propria…
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Il dato definitivo dell'affluenza testimonia un'ottima risposta degli elettori fuorisede. A Trieste il 92,75% è andato a votare Ottima affluenza per il voto fuorisede, dei 67.305 che avevano fatto richiesta per votare lontano dalla loro residenza, l’88,7% si è presentato alle urne. Alla vigilia del voto erano stati 28.430 i cittadini italiani che avevano inoltrato la richiesta per per motivi di lavoro, 38.105 per motivi di studio e 770 per motivi di cure mediche.
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BOLOGNA – Oggi, lunedì 9 giugno, alla chiusura delle urne per i cinque referendum abrogativi, hanno votato: 1. Referendum Stop ai licenziamenti illegittimi: 141.575 elettori, pari al 47,69% dei cittadini aventi diritto. Nel dettaglio 64.507 maschi (46,19%) e 77.068 femmine (49,02%). 2. Referendum Più tutele per le lavoratrici e i lavoratori: 141.516 elettori, pari al 47,67% dei cittadini aventi diritto.
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In Emilia-Romagna, ai cinque referendum abrogativi, ha votato il 38% degli aventi diritto, una quota di circa otto punti percentuali più alta rispetto alla media nazionale, circa un punto percentuale in meno rispetto alla Toscana. Le province dove si è votato di più sono state Bologna (44,6%) e Reggio Emilia (42,1%), seguite da Modena (39,4%) e Ravenna (37,7%). Più basse Forlì-Cesena (35,3%), Parma (34,4%), Ferrara (33,4%) e Rimini (31,1%), addirittura sotto la media nazionale Piacenza (27,8%).
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Seggi aperti anche oggi per votare i cinque quesiti referendari, ma difficile raggiungere il quorum visto che ieri a livello nazionale si era fermi al 22,7% BOLOGNA – Ci vorrebbe un miracolo perché il referendum riesca a raggiungere il quorum del 50% più uno dei votanti tra quanti hanno diritto al voto. Ieri alle 23 la percentuale a livello nazionale era ferma al 22,7%. E’ vero che si vota anche oggi, fino alle 15, ma per raddoppiare la…
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BOLOGNA – A un certo punto, attorno alle 11, quando la fila sulla strada si allunga fino alla chiesa del Sacro Cuore e al secondo piano del Sabin le code per le diverse sezioni s’incrociano l’una con l’altra, nei seggi vengono aggiunte in fretta delle cabine, si passa da una a due nel giro di un attimo. Ma nessuno tra le centinaia di ragazzi che attendeva, anche sotto al sole, protesta, perché in…
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– Anche l’Emilia-Romagna è andata a votare e il fattore quorum ha reso il dato dell’affluenza determinante: in regione il dato si è fermato intorno al 38%. Uno dei pochissimi comuni in Italia ad avere superato l’asticella del 50% dei votanti +1 è quello di Anzola dove la percentuale varia dal 50,16 al 50,22% a seconda dei quesiti. Votanti e scrutatori in un seggio in centro cittàMissing Credit Tra le province, Bologna resta sotto la soglia valida con una percentuale che oscilla tra il 45,78% (quella…
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Il futuro è in mano ai giovani e a dimostrarlo è la lunghissima fila che inonda il marciapiede di via Matteotti, in prossimità dei cancelli del liceo scientifico Sabin, dove si trovano i seggi allestiti per gli studenti e i lavoratori fuorisede. La prima mattina di elezioni per il referendum abrogativo su lavoro e cittadinanza (si può votare anche oggi dalle 7 alle 15; ndr) raduna centinaia di volti giovani, in massa fuori dall’istituto scolastico con…
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Nella scuola di viale Brianza, sezione 70, c’è soddisfazione. “Abbiamo tre diciottenni al primo voto”, racconta Stefano Ricci, presidente di seggio dal 1994. “Qui l’affluenza è doppia di quella nazionale. Ma d’altronde, è un quartiere che vota a sinistra”. Basta parlare con chi ha la tessera elettorale in mano per rendersene conto. “L’articolo 18 e la responsabilità negli appalti sono importanti”…
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A Bologna si vota per il referendum e la prima mattinata scorre lenta all’esterno dei seggi cittadini. Dalle Due Torri alle sedi periferiche, infatti, sono poche le persone che si recano nelle scuole per votare. A eccezione, però, del liceo scientifico Sabin, sede anche per gli studenti e lavoratori fuori sede. Fuori dall’istituto di via Matteotti, infatti, la fila - riservata esclusivamente ai cittadini fuori sede - occupa l’intero marciapiede e i votanti attendono…
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BOLOGNA – L’Emilia-Romagna vota più del resto d’Italia ma resta al di sotto del 30% di affluenza. L’affluenza delle 23, quando in regione mancano i dati di poche sezioni, si ferma sotto il 29% per l’Emilia-Romagna, mentre il capoluogo emiliano si attesta intorno al 34,5%. Il dato nazionale è intorno al 22% L’affluenza delle 19 Alle 19 in regione aveva votato il 21,2%, una percentuale comunque significativamente superiore (di almeno cinque punti) alla media…
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Fin dal mattino lunghe code si registrano ai seggi riservati ai fuorisede a Bologna, al liceo Sabin. Sono stati 7.448 a richiedere di poter esercitare il voto a Bologna, dove si trovano per motivi di lavoro, studio o salute, fin dall'apertura delle urne per i referendum la risposta è stata tale che in molti seggi è stato necessario inserire una cabina aggiuntiva - LE La fila dentro e fuori il liceo di Gianluca Perticoni/Eikon studio
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BOLOGNA – Fra i quasi 290mila elettori di Bologna ci sono anche 7.448 fuorisede, che hanno chiesto di poter votare sotto le Due torri: 2.194 persone che si trovano a Bologna per motivi di lavoro, 5.327 studenti e 17 persone in città per motivi di cura che hanno fatto richiesta di votare qui. Per loro sono stati allestiti seggi al liceo Sabin. In tutta l’Emilia-Romagna i fuorisede che potranno votare sono oltre 12.700: 4.260 per motivi di lavoro e 8.366 per motivi di studio.
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Sono 67.305 gli elettori fuori sede che hanno richiesto di votare per i referendum dell’8 e 9 giugno nel comune dove sono temporaneamente domiciliati. Dopo una sperimentazione per le Europee, riservata ai soli studenti fuori sede, nella tornata referendaria è stato data la possibilità anche a chi lavora in un comune situato in una provincia diversa da quella di residenza e a chi si trova temporaneamente domiciliato…
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Gli elettori fuori sede ammessi al voto nei Comuni di temporaneo domicilio, in occasione dei referendum dell'8 e 9 giugno 2025, ammontano a 67.305, di cui 28.430 per motivi di lavoro, 38.105 per motivi di studio e 770 per motivi di cure mediche. Lo rende noto il Viminale. In relazione al dato complessivo, si segnalano le province con maggior incidenza di elettori fuorisede: Milano con 10.980; Torino con 9.691; Roma con 9.890 e Bologna con 7.785.
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Referendum, l'appello di Vendola (Avs) ai fuorisede: Si può votare facendo i rappresentanti di lista
Referendum, l'appello di Vendola (Avs) ai fuorisede: Si può votare facendo i rappresentanti di lista 6 giugno 2025 Nichi Vendola, esponente di AVS, con un video sui propri social ricorda la possibilità di votare fuori sede anche senza aver fatto la procedura. Infatti possibile votare da fuori sede richiedendo di fare il rappresentante di lista nel seggio in cui si vuole votare per i referendum dell'8 e 9 giugno.
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