Chi lavora per scelta, chi per obbligo o necessità. Il primo maggio per tanti è un primo maggio di lavoro. A Milano le saracinesce abbassate - è vero - prevalgono tra le piccole attività artigianali, nei supermercati ormai da qualche anno invece è il contrario. Su sette grandi catene presenti in città solo due sono chiuse per la festa dei lavoratori. Ma non è solo la grande distribuzione a tenere su la claire.
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“In occasione della Festa dei lavoratori, ci ritroviamo a riflettere non solo sul valore fondamentale del lavoro nella nostra società, ma anche sulle sfide urgenti che i lavoratori affrontano ogni giorno, in particolare la sicurezza sul lavoro e la dignità delle condizioni lavorative. Quest’anno, il Primo Maggio si colora di un significato ancor più profondo alla luce delle continue perdite che abbiamo registrato sul fronte delle morti sul lavoro.
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Oggi si pensa di portare la settimana lavorativa a quattro giorni, un tempo si lottava poter lavorare 8 ore al giorno: cosa successe il 4 maggio 1886 nella “rivolta di rivolta di Haymarket” e perché da qui nacque la Giornata internazionale dei lavoratori Il 4 maggio 1886 segna un punto cruciale nella storia dei diritti dei lavoratori, conosciuto come la “rivolta di Haymarket” o il “massacro di Haymarket”.
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