Testo generato dal video attraverso sistema di IA Vedete, noi possiamo parlare ogni giorno del trend del giorno, delle polemiche di quello contro quell'altro, della trasmissione televisiva, tutto sacrosanto, ma alla fine, in sostanza, com'è che stiamo? Male gente, stiamo messi male. Ecco come stiamo ce lo dice un report sul lavoro in italia, appena uscito. Cosa dice questo report? Lo ha redatto l'Organizzazione Internazionale del lavoro.
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Come se ci fosse una perversa regia, la notizia delle tre morti sul lavoro di ieri mattina è arrivata mentre sulle pagine dei giornali campeggiava il grafico che documentava la caduta dei salari reali dei lavoratori italiani nell’ultimo quindicennio. Come dire che di lavoro si continua a morire per sempre meno salario. Come se le vite delle persone fossero sempre più leggere, misurate sulla bilan…
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Salari più alti per lavoratori sempre più poveri. Quello che può sembrare un paradosso non è altro che il destino degli italiani, schiacciati negli ultimi cinque anni da un'inflazione galoppante, in crescita talmente vertiginosa da aver distanziato il modesto incremento contemporaneo degli stipendi. L'ultimo ritocco registrato alle buste paga degli italiani ha toccato nel 2024 una media del +2,3%. Eppure secondo il Rapporto mondiale sui salari reali pubblicato dall'Oil…
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Negli ultimi giorni sono usciti due report: uno dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil), un altro dell’Università di Oxford. Il primo analizza la variazione percentuale del potere d’acquisto dal 2008 ad oggi; il secondo misura la felicità dei cittadini nei diversi paesi del mondo Bene. Anzi, male. In entrambe le ricerche l’Italia è fanalino di coda. Per quanto riguarda le retribuzioni, il nostro Paese è tra quelli del G20 dove i salari hanno subito la più forte perdita di potere d’acquisto (-8,7% in una quindicina d’anni).
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«Da vent’anni muoiono più imprese di quante ne nascano. Non solo le culle sono vuote ma anche i capannoni. Invertire la rotta è certamente possibile ma richiede scelte non facili che segnino una netta discontinuità con gli ultimi decenni». Ed è nella bassa produttività del sistema, prosegue Nicola Rossi, economista dell’Università di Roma Tor Vergata e componente del cda della fondazione dell’Istituto Bruno Leoni, che vanno…
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«In un arco temporale di 17 anni, l’Italia ha subìto le perdite maggiori in termini assoluti di potere d’acquisto dei salari a partire dal 2008. Tra i paesi a economia avanzata del G20, le perdite di salario reale sono state dell’8,7 per cento in Italia, del 6,3 per cento in Giappone, del 4,5 per cento in Spagna e del 2,5 per cento nel Regno Unito». È un crollo per gli stipendi italiani: lo dice il Rapporto mondiale sui salari 2024-2025 diffuso dall’Organizzazione internazionale del lavoro.
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Petrucci (FdI): Organizzazione mondiale lavoro certifica che stipendi crescono dopo 17 anni 25 marzo 2025 "L'Organizzazione mondiale del lavoro certifica che i salari tornano a crescere dopo 17 anni grazie al Governo Meloni e alle politiche basate sul taglio del cuneo fiscale e sostegno al reddito delle famiglie. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Le perdite di salario reale dal 2008 al 2024 sono state dell’8,7% in Italia, del 6,3% in Giappone, del 4,5% in Spagna e del 2,5% nel Regno Unito. La Corea del Sud ha avuto, nello stesso periodo, un aumento salariale reale complessivo del 20% tra il 2008 e il 2024, in Germania le retribuzioni sono salite del 15%, in Francia del 5%. Il dato italiano è negativo nonostante nel 2024 ci sia stata una crescita del 2,3%…
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I salari reali in Italia sono il termometro di un Paese in declino, un indicatore che spiega non solo l’economia ma anche le scelte politiche degli ultimi 15 anni, dice Antonio Polito. Oggi un lavoratore italiano guadagna in termini reali quasi il 9% in meno rispetto al 2008. Mentre in Germania, nello stesso periodo, i salari sono cresciuti del 15%, in Italia si è registrata una perdita di potere d’acquisto che non ha eguali in Europa
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