C’è una domanda assillante che chiede risposta e la pongo direttamente a Matteo Salvini, membro di primo piano dell’esecutivo: sa riconoscere la differenza fra un sistema democratico e una dittatura? So benissimo che nessuna risposta sarà inviata a questo indirizzo ma, allo stesso tempo, mi illudo di poter accendere un dibattito culturale ed etico all’interno di una classe politica che pare riconoscere le libertà degli altri solo quando funzionale ai loro piani.
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La comunità internazionale occidentale, quella che Putin non manca di minacciare di conseguenze «tragiche» se mai la Nato dovesse inviare truppe in Ucraina, alza un muro di fronte all`esito delle presidenziali russe: bollate dall`Ue come le elezioni «più falsate» della storia del Paese e dagli Usa come «né libere né giuste». Mentre da Pechino a Caracas, alleati e partner commerciali di Mosca elogiano lo zar per il plebiscito, l`87,29%.
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La vittoria di Vladimir Putin non è mai stata in dubbio, dato il contesto in cui si sono svolte le elezioni. Ma non così il futuro della Russia nei prossimi sei anni di mandato. Il sito Politico traccia cinque scenari possibili entro il 2030, da quello meno probabile di un ampio movimento per la democrazia a quello di una lunga vita del regime. Ma anche questo viene dato solo al 45-50% di possibilità, perché la guerra in Ucraina ha portato a una situazione…
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– A fare rumore non è quello che Salvini dice, è quello che omette e tace. Le elezioni russe sono materia incandescente per una destra italiana divisa. "Quando un popolo vota ha sempre ragione. Le elezioni fanno sempre bene, sia quando uno le vince, sia quando uno le perde". Impossibile eccepire, se non fosse per il silenzio totale sul clima ben poco libero e liberale nel quale si sono svolte. Probabilmente…
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Il voto russo che tra mille polemiche ha incoronato ancora una volta Vladimir Putin alla guida del Cremlino irrompe nel dibattito politico italiano, dividendo la maggioranza di governo. Fanno discutere le parole del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini , che a proposito delle elezioni nella Federazione russa prende atto del responso delle urne sottolineando che "quando un popolo vota ha sempre ragione".
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“Quando un popolo vota ha sempre sempre ragione”. Anche se la buona parte del mondo democratico definisce il voto russo che ha confermato plebiscitariamente la presidenza di Putin, una farsa. Per la maggior parte dei paesi europei, si è trattato di lezioni né libere né democratiche, per via della repressione e del controllo totale del Cremlino sulle urne. Di diverso parere, il vicepresidente del Consiglio italiano, ministro delle Infrastrutture, segretario della Lega, in una…
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«Vorrei solo capire come mai possa talvolta accadere che tanti uomini, tanti borghi, tante città, tante nazioni subiscano un solo tiranno che non ha che il potere che essi gli attribuiscono, che può fare loro del male solo nella misura in cui essi sono disposti a tollerarlo, e che non potrebbe farne loro alcuno se essi non preferissero subire tutto da lui piuttosto che contraddirlo. È cosa sorprendente – ma così frequente che bisogna più rammaricarsene che stupirsene – di vedere un milione di…
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"In Russia hanno votato, ne prendiamo atto; quando un popolo vota ha sempre ragione". È già bufera sulle parole pronunciate dal vicepremier Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, a margine di un incontro sul trasporto pubblico a Milano. "Le elezioni - ha detto Salvini - fanno sempre bene, sia quando uno le vince sia quando uno le perde. Io quando le perdo cerco di capire dove ho sbagliato e come fare meglio la…
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ELEZIONI IN RUSSIA Senza alcuna sorpresa, il presidente uscente della Federazione Russa Vladimir Putin ha vinto le elezioni presidenziali, ottenendo un quinto mandato di sei anni alla guida del paese (senza contare le esperienze da primo ministro). Qualora lo portasse a termine, diverrebbe il leader politico più longevo in Russia negli ultimi duecento anni. Il numero 'bulgaro' con cui è stato riconfermato al Cremlino (87,32% dei voti)…
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Min lettura La vittoria di Vladimir Putin alle elezioni presidenziali del 15-17 marzo, con l’87,26% dei voti e un’affluenza pari al 77,44%, ha superato gli obiettivi posti, più da campagna manageriale che elettorale, dall’amministrazione presidenziale e da Sergei Kirienko, responsabile della sua direzione politica, i quali prevedevano rispettivamente l’80% e il 70% per il presidente ormai alla testa del paese dal 1 gennaio 2000
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,8%. Questa è la percentuale di voti con cui Vladimir Putin sarebbe stato rieletto per un sesto mandato, secondo i media russi. Per tutte le cancellerie occidentali il segno di un’elezione-farsa, dato che in campo c’erano solo tre rivali “di circostanza” e tutti gli altri avversari politici sono stati messi fuori gioco dal regime, quando non eliminati fisicamente come nel caso (solo l’ultimo) di Alexei Navalny
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Putin stravince le presidenziali in Russia. Usa e Gb: "Elezioni non libere" Il leader russo, riconfermato con l'87,17% dei voti fino al 2030, ha già ricoperto due mandati di quattro anni e due di sei anni
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