Un sedicenne si è tolto la vita dopo aver conversato per svariati mesi con ChatGPT. È accaduto di recente in California. Un tragico episodio che sta ora facendo discutere sul ruolo e sulle responsabilità dei servizi di intelligenza artificiale. I genitori del ragazzo hanno infatti fatto causa a OpenAI, la società che c’è dietro a ChatGPT. L’accusa è che l’intelligenza artificiale abbia incoraggiato il figlio nella sua decisione e gli abbia anche fornito informazioni su come togliersi la vita.
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Altre informazioni:
Il caso di Adam Raine, il sedicenne della California che si è tolto la vita l'11 aprile scorso dopo aver chiesto indicazioni a ChatGpt, non è isolato. Un quattordicenne della Florida, Sewell Setzer III, si è ucciso nel febbraio 2024 dopo aver parlato per mesi con Character.AI, un sistema di intelligenza artificiale che permette agli utenti di creare e chattare con personaggi di vario tipo, simulando conversazioni umane.
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ChatGPT può contribuire con le sue risposte al suicidio di un ragazzo di 16 anni? Adam Raine, adolescente della California, si è tolto la vita nella sua cameretta, perché da diversi mesi la sua vita sociale, sportiva e scolastica aveva preso una brutta piega. Sempre più isolato ed incline alla depressione, era passato dall’usare il chatbot di OpenAI per svolgere i compiti scolastici, a chiedere consigli sull’ansia e sulla propria salute mentale.
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I genitori di Adam Raine, un sedicenne britannico morto per suicidio nell’aprile 2025, hanno intentato una causa civile contro OpenAI e il suo CEO Sam Altman. La denuncia, riportata da Reuters, è stata depositata presso la corte superiore della California, e accusa la società di aver deliberatamente privilegiato il profitto sulla sicurezza degli utenti, lanciando la versione GPT-4o del chatbot senza adeguate precauzioni e barriere, nonostante i noti rischi per gli utenti…
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I genitori di un ragazzo californiano di 16 anni, Adam Raine, che si è suicidato hanno intentato una causa contro OpenAi, accusando il modello di intelligenza artificiale sviluppato dalla società Usa di aver fornito al figlio istruzioni dettagliate per porre fine alla sua vita e di averne incoraggiato le sue azioni. Matthew e Maria Raine sostengono, in una causa intentata a San Francisco, che ChatGpt «ha…
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Matthew e Maria Raine hanno avviato un’azione legale a San Francisco contro OpenAI, sostenendo che il modello di intelligenza artificiale ChatGpt abbia contribuito in modo diretto al suicidio del loro figlio sedicenne, Adam. Secondo la denuncia, l’adolescente aveva iniziato a utilizzare il chatbot per ricevere aiuto nei compiti scolastici, ma nel corso di diversi mesi – tra il 2024 e il 2025 – il rapporto con l’IA si sarebbe trasformato in una “relazione intima” e…
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Adam Raine, studente 16enne alla Tesoro High School di Rancho Santa Margarita in California, si è ucciso dopo che "ChatGpt gli avrebbe fornito istruzioni dettagliate su come suicidarsi". È questa l'accusa formulata da Matthew e Maria Raine, i genitori del 16enne trovato morto impiccato lo scorso 11 aprile, e per la quale ora stanno intentando un'azione legale contro il colosso OpenAI e il Ceo Sam…
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