«Rosita, da dove venite? Da Milano o da Sumirago?». «Angela e Margherita non so, io dall’oltretomba». E giù a ridere. In questo giorno in cui mi sento anch’io un po’ orfano, mi consola un po’ ricordare che l'ultima apparizione pubblica di Rosita Missoni, è stata durante un talk che
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Con Rosita Jelmini Missoni, la moda italiana perde l’ennesimo pioniere. A lei, ad Ottavio, ma anche a Mariuccia Mandelli e a un drappello di implacabili visionari, si deve la nascita stessa di Milano come centro nevralgico del sistema, a seguito di una diaspora convinta via da Firenze e dalla Sala Bianca. Di quella generazione, che a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento ha creato un fenomeno globale, definendo uno stile così come un metodo produttivo…
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In un’intervista concessa circa 4 anni fa al magazine Amica, Rosita Missoni – morta giovedì 2 gennaio – aveva aperto le porte di casa sua per raccontarsi. L’incontro col marito Ottavio, atleta in gara alle prime Olimpiadi del Dopoguerra: «Aveva il numero 331 sulla maglia – racconta -, e quando lo incontrai in treno per Brighton arrossii moltissimo. Ero e sono tuttora timida». Quindi l’avventura nel mondo della moda e…
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In queste ore successive all’annuncio della sua morte, fioccano i messaggi in ricordo della grande imprenditrice nata a Golasecca e residente a fianco della sua azienda a Sumirago. Ecco i principali ATTILIO FONTANA, PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA «La scomparsa di Rosita Missoni, stilista e imprenditrice lombarda conosciuta in tutto il mondo, ci addolora. Una grande perdita per l’Italia, la Lombardia e per la provincia di Varese dove è nata e ha vissuto.
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