Nelle donne in pre-menopausa che hanno avuto un tumore al seno, proseguire la terapia ormonale oltre i classici 5 anni riduce ulteriormente le probabilità di recidiva e metastasi. Ad affermarlo è uno studio da poco pubblicato dalla prestigiosa rivista Journal of Clinical Oncology e coordinato dagli scienziati dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. In particolare, nelle pazienti più giovani con caratteristiche specifiche di malattia, il proseguimento della terapia endocrina…
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Prolungare la terapia ormonale oltre i cinque anni oggi considerati standard può ridurre drasticamente il rischio che il tumore al seno torni o si diffonda a distanza nelle donne giovani. È quanto emerge da uno studio italiano coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano erealizzato in collaborazione con la Harvard University di Boston, che ha coinvolto 501 donne operate prima dei 40 anni per un tumore al seno ormono-positivo con interessamento linfonodale
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Uno studio coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia dimostra che proseguire la terapia endocrina adiuvante oltre i 5 anni standard nelle pazienti in premenopausa con carcinoma mammario, dimezza il rischio di metastasi a distanza e riduce di circa il 40% quello di recidive. I risultati sono stati appena pubblicati su Journal of Clinical Oncology. Curigliano (IEO): “Una pietra miliare nel campo del carcinoma mammario nelle pazienti…
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Per le giovani donne con un tumore al seno è meglio allungare i tempi della terapia ormonale oltre i cinque anni considerati standard finora perché così si dimezza il rischio sia di metastasi a distanza sia di recidive locali. A dimostrarlo è uno studio italiano, coordinato dall’ Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Clinical Oncology, che è destinato a cambiare le…
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Genova. In occasione del San Antonio Breast Cancer Symposium, il più importante congresso mondiale dedicato al carcinoma mammario, la clinica di oncologia medica dell’ospedale policlinico San Martino, diretta da Lucia Del Mastro, è stata l’unica realtà italiana a presentare due studi scientifici nelle sessioni plenarie, i momenti più prestigiosi dell’evento, riservati ai lavori destinati a influenzare concretamente le cure offerte alle pazienti.
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– In occasione del San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS), il più importante congresso mondiale dedicato al carcinoma mammario, la Clinica di Oncologia Medica dell’Ospedale Policlinico San Martino, diretta dalla prof.ssa Lucia Del Mastro, è stata l’unica realtà italiana a presentare due studi scientifici nelle sessioni plenarie, i momenti più prestigiosi dell’evento, riservati ai lavori destinati a influenzare concretamente le cure offerte alle pazienti.
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Le giovani donne under 40 colpite da tumore al seno sono sempre più attente e sensibili alla preservazione della fertilità: il 25% accetta il congelamento degli ovociti prima della chemioterapia, inoltre, la stimolazione ormonale per la conservazione degli ovociti non influisce negativamente sulla prognosi dal momento che non aumenta il rischio di recidiva senza impatti negativi sulla prognosi né rischi di recidiva.
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Sempre più donne giovani con tumore al seno scelgono di guardare oltre la malattia, senza rinunciare al progetto di maternità. Oggi la preservazione della fertilità non è più un tabù né un rischio aggiuntivo: i dati scientifici confermano che si può curare il cancro e, allo stesso tempo, tutelare il futuro riproduttivo. È quanto emerge dallo studio PREFER, coordinato dall’Università di Genova e dall’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, presentato al San Antonio…
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