E adesso? Armarsi di pazienza, ripartire, provare a riprendere lo spirito della partita dello Stadium contro il Galatasaray e capirlo – farlo sul serio -: adesso c’è un altro campionato da fare, alzare la testa per presentare il conto delle possibilità verso la prossima stagione. La Juventus ricomincia a raccogliere i pezzi dopo settimane disastrose, e non solo per colpe sue: il ko di San Siro, la brutta figura di Istanbul, le ambizioni spezzate dalla confitta interna con il Como… Poi l’impresa, ma solo sfiorata.
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La UEFA Champions League ha chiuso ufficialmente il turno dedicato ai playoff. La massima competizione europea ha dato il via alla fase a eliminazione diretta dell’edizione 2025/26 e tra la serata di ieri e quella di martedì ha definito le otto squadre che raggiungeranno gli ottavi di finale e che si uniranno alle otto qualificate direttamente dalla prima fase. Dopo l’impresa dell’Atalanta – che è riuscita a ribaltare la sconfitta con il Borussia Dortmund -, anche la Juventus è andata…
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Sull'orlo di una crisi di nervi. O quasi. Perché la Juventus battuta in casa dal Como intravede lo spettro del fallimento sportivo. E, con esso, minori introiti che erano stati dati quasi per scontati: se mercoledì i bianconeri dovessero terminare la loro corsa in Champions League, le casse societarie dovrebbero per esempio fare a meno degli 11 milioni di euro previsti dall'Uefa. E se poi la squadra dovesse fallire la qualificazione alla prossima edizione della manifestazione regina, anche il bonus…
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