Le proteste incessanti che durante quest’ultima settimana si sono diffuse in tutto l’Iran, senza fermarsi neanche di notte, da ieri hanno segnato un cambio di passo. Si sono trasformate in vere manifestazioni di massa coordinate in risposta a un appello diretto del principe Reza Pahlavi – erede del defunto scià di Persia – che dal …
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Le proteste nel paese sono state scatenate dalla rabbia per l'aumento del costo della vita. Il procuratore di Teheran ha comunicato in una dichiarazione ufficiale alla televisione di Stato che i manifestanti sorpresi in scontri violenti con le forze di sicurezza saranno puniti con la pena di morte. Continua il black-out totale di Internet. Condanna in una nota congiunta di Germania, Francia e Regno Unito Dopo 13 giorni di manifestazioni, il blocco quasi totale di internet…
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Un'auto della polizia ribaltata, diversi veicoli incendiati e un edificio in fiamme. Sono alcune delle scene di violenza che la scorsa notte hanno contraddistinto le proteste in Iran. Nel tredicesimo giorno di contestazioni nella Repubblica islamica, inizialmente scatenate dall'aumento del costo della vita, il procuratore di Teheran Ali Salehi ha annunciato che alcuni manifestanti potrebbero rischiare la pena di morte.
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Dalle piazze iraniane la sfida finale alla Repubblica Islamica. Abdolmohammadi: “Siamo davanti ad un movimento di massa che punta a libertà e democrazia" "C'è un grande alleato con il popolo, c'è la Casa Bianca" spiega Pejman Abdolmohammadi, professore in Relazioni Internazionali del Medio Oriente all'Università di Trento e Visiting Professor a Berkeley…
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L’analisi presenta l’Iran come nodo di interdizione strategica globale, non semplice attore regionale. La crisi interna del regime – caratterizzata da proteste diffuse, frattura del patto sociale, esitazioni dell’esercito e chiusura dei bazaar – segnala il possibile collasso del sistema. L’autore prevede l’emergere di un “Bonaparte” dall’interno piuttosto che il ritorno dello Shah. La dimensione globale della crisi deriva dal ruolo energetico iraniano: il petrolio persiano costituisce il 13-14% delle importazioni cinesi, quota non sostituibile.
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L’Iran ha passato un punto di non ritorno: mentre al 13mo giorno di proteste (ieri, 9 gennaio) e quasi 50 morti (più 2.200 incarcerati) l’ottuagenario ayatollah Ali Khamenei in Tv ha predetto che Donald Trump verrà rovesciato in quanto tiranno all’apice della sua arroganza, nella notte tra l’8 e il 9 le proteste di massa nel Paese sono avvenute su convocazione del figlio dell’ultimo Scià, Sua altezza imperiale principe Reza Pahlavi che poi ha ringraziato i manifestanti e chiesto loro di continuare a tenere le…
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Iran, manifestanti attaccano il palazzo degli Ayatollah nella provincia di Fars nelle immagini diffuse sui social media. La rivolta si sta diffondendo in tutto il Paese e si attaccano i simboli del potere. Gli scontri sono durissimi: è salito ad almeno 62 morti il bilancio dall'inizio delle proteste. Il dato è stato fornito da Human Rights Activists News Agency (Hrana), con sede negli Usa, le cui cifre si sono rivelate accurate anche in precedenti round di violenze durante proteste nel Paese.
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Proteste in Iran: da Urmia a Kermanshah, passando per la capitale Teheran, in moltissime città iraniane si stanno svolgendo imponenti manifestazioni contro il governo degli Ayatollah. Secondo quanto riportato da testimoni sui social network, nella capitale sarebbe andato a fuoco un palazzo del governo. Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza al grido di "questa non è l'ultima…
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"Trump, un simbolo di pace. Non lasciare che ci uccidano". È una delle scritte che si vedono sui cartelloni dei manifestanti iraniani, impegnati già da due settimane nelle piazze per boicottare il regime dittatoriale islamista. Anche la ricercatrice Holly Dagres del Washingotn institute ha testimoniato che "da quando Trump
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L’Iran è offline da oltre dodici ore, con la connettività ferma a circa l’1% dei livelli ordinari, dopo che le autorità hanno imposto un blackout nazionale di Internet nel tentativo di reprimere le proteste di massa. A denunciarlo è NetBlocks, l’osservatorio sul traffico della rete. Il down «segue una serie di crescenti misure di censura digitale che prendono di mira le proteste in tutto il Paese e ostacolano il diritto del pubblico a…
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Aspettano che arrivi il tramonto, prima di uscire nelle strade, nelle piazze, e continuare la loro rivolta per lo più pacifica ma con diversi e crescenti episodi di scontri violenti perché il popolo iraniano non vuole (più) immolarsi ma vedere l’alba della democrazia. Come è successo ieri sera a Teheran dove migliaia di manifestanti, tanti con il volto coperto, hanno partecipato a una nuova manifestazione, scandendo slogan contro il regime e appiccando fuochi ai simboli del potere, prima…
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La guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, ha accusato i manifestanti di agire per conto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, affermando che i rivoltosi stavano attaccando proprietà pubbliche e avvertendo che Teheran non “si tirerà indietro di fronte a coloro che vogliono distruggere il paese”. Intanto nel paese sono continuate le manifestazioni, anche se il regime ha spento la rete internet del paese per non far diffondere video…
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Città del Vaticano La scintilla è scoppiata il 28 dicembre scorso tra i commercianti del bazar di Teheran, poi le proteste anti-governative e contro la crisi economica si sono velocemente estese a tutto l’Iran: secondo l’agenzia di stampa registrata negli Stati Uniti Human rights activist news agency (Hrana), organizzazione indipendente che monitora le violazioni dei diritti umani nel Paese, sono 222 le località in 26 delle 31 province della Repubblica islamica ad essere coinvolte in quella che appare la mobilitazione popolare più significativa nel…
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Iran, Khamenei: "Trump pensi ai problemi del suo Paese" 9 gennaio 2026 "Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe occuparsi dei problemi del suo Paese". Lo ha detto la guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, replicando a Donald Trump, che ha promesso di sostenere la popolazione che protesta contro il regime gli ayatollah. "Alcuni manifestanti stanno cercando di compiacere Trump distruggendo proprietà pubbliche", ha…
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Iran, in migliaia protestano contro il governo: i danni per le strade di Teheran 9 gennaio 2026 Continuano le proteste antigovernative in Iran. Migliaia di persone sono scese in strada dopo l’appello a manifestare dell’ex principe ereditario in esilio Reza Pahlavi. Le immagini dalla capitale Teheran, con mezzi ed edifici dati alle fiamme. La Repubblica islamica completamente isolata da internet.
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Il blocco di Internet è una costante nella repressione del dissenso in Iran. Un po’ come è ovunque un regime si senta minacciato dalla piazza. Quello imposto in queste ore da Tehran si sta già caratterizzando come uno dei blocchi più duri imposti dal regime. Il traffico Internet sarebbe crollato nelle ultime 24 ore a un livello prossimo allo zero. La durezza della reazione del governo sembra causata della stessa natura della protesta.
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I leader stranieri infiammano la protesta e chiedono ai cittadini italiani di tutte le città di andare avanti senza paura, dicendo di essere al loro fianco. Ma l'ayatollah non ha alcuna intenzione di cedere sotto le pressioni di Usa e Israele Le proteste in Iran contro il carovita che vanno avanti da 12 giorni potrebbero allargarsi e scatenare un nuovo conflitto tra la Repubblica Islamica e i suoi principali avversari internazionali: Stati Uniti e Israele.
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Il presidente americano Donald Trump è ''un arrogante'' e verrà ''rovesciato''. Lo ha dichiarato l'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran, in un discorso alla nazione mentre da 12 giorni proseguono le proteste di piazza che hanno portato anche al blocco di Internet. Il presidente americano Donald Trump è ''un arrogante'' e verrà ''rovesciato''. Lo ha dichiarato l'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran, in un discorso alla nazione mentre da 12 giorni proseguono…
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Il presidente americano Donald Trump è "un arrogante" e verrà "rovesciato". Lo ha dichiarato l'ayatollah Ali Khamenei, Guida suprema dell'Iran, in un discorso alla nazione mentre proseguono le proteste di piazza. "Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe sapere che tutti i tiranni sono caduti quando erano all'apice del loro potere", ha aggiunto Khamenei attaccando il leader Usa, che aveva minacciato di…
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Una manifestazione per sostenere la liberazione dell’Iran dalla dittatura della Repubblica islamica è stata indetta per sabato prossimo 10 gennaio, alle ore 15, in piazza della Scala a Milano. L’iniziativa – annunciata sui social già dalla settimana scorsa – è co-promossa da Ponte Atlantico, dall’associazione iraniana Maanà e da altri partiti e associazioni di ispirazione liberale: Azione, Italia Viva…
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La tensione tra Iran e Stati Uniti torna a salire dopo il duro intervento della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, che ha risposto alle minacce del presidente americano Donald Trump legate alla repressione delle proteste in corso nel Paese. «Il presidente Usa dovrebbe occuparsi dei problemi del suo Paese», ha dichiarato Khamenei, accusando parte dei manifestanti di voler «compiacere Trump distruggendo proprietà pubbliche».
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Dal 28 dicembre 2025 le autorità iraniane hanno scatenato una repressione mortale contro le proteste scoppiate nel paese, ricorrendo all’uso illegale della forza, alle armi da fuoco e ad arresti di massa. Amnesty International e Human Rights Watch hanno denunciato che varie forze di sicurezza, tra le quali i Guardiani della rivoluzione e le forze speciali di polizia hanno usato illegalmente fucili, pistole caricate con pallini di metallo, cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e pestaggi per disperdere…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] La situazione in Iran si fa sempre più difficile. Finora, la violenza alle manifestazioni ha causato la morte di almeno 42 persone, mentre più di 2.270 sono state arrestate. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency. Ali Khamenei potrebbe voler lasciare l’Iran, ha detto in un’intervista a Fox News Donald Trump
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Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià: «Rubio è il primo Segretario di Stato a capire il mio Paese. Gli ayatollah presto cadranno». Anche i Mojahiddin del popolo rilanciano: «Teheran è ormai corrotta fino al midollo, non è più in grado di soddisfare nessuno».Il presidente statunitense Donald Trump ha più volte messo in guardia l’Iran, ventilando un possibile intervento militare nel caso in cui il regime intervenisse con violenza contro i manifestanti che da settimane protestano contro il caro vita.
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