(Adnkronos) – Venti di guerra che soffiano impetuosi e potentissimi sul Medio Oriente, tra l'assedio israeliano alla Striscia di Gaza e la nuova offensiva lanciata da Tel Aviv contro i siti nucleari dell'Iran, seguita dalla replica di Teheran con missili sullo Stato ebraico. Il conflitto di Putin in Ucraina, che continua senza prospettive di soluzione. E poi lo spettro dei dazi americani, che continua a gettare nell'incertezza le economie di mezzo mondo.
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Venti di guerra che soffiano impetuosi e potentissimi sul Medio Oriente, tra l'assedio israeliano alla Striscia di Gaza e la nuova offensiva lanciata da Tel Aviv contro i siti nucleari dell'Iran, seguita dalla replica di Teheran con missili sullo Stato ebraico. Il conflitto di Putin in Ucraina, che continua senza prospettive di soluzione. E poi lo spettro dei dazi americani, che continua a gettare nell'incertezza le economie di mezzo mondo.
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CALGARY – Due giorni fa, in un salone del resort con vista sulle Montagne rocciose. Alle nove in punto si riuniscono gli sherpa del G7. Sugli schermi tv scorrono le immagini della contraerea di Teheran, poi dei missili su Tel Aviv. Il capo dei diplomatici canadesi è scosso, si consulta con i colleghi. Rischia una crisi di nervi: in un attimo, le conclusioni del summit dedicate solo all’intelligenza artificiale, alle tecnologie quantistiche e al contrasto degli incendi…
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Mark Carney non poteva immaginare che il G7 ereditato a pochi mesi dalle elezioni che lo hanno incoronato primo ministro del Canada sarebbe andato in scena nel pieno di una guerra. Un’altra guerra, combattuta a oltre diecimila chilometri, ma che irrompe a sorpresa qui tra le Montagne Rocciose, i boschi e i grandi specchi d’acqua dell’Alberta, dove i leader già provati dallo strazio di Gaza e dall…
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KANANASKIS (Canada) Doveva essere un G7 “low profile” quello che si apre oggi a Kananaskis, con i Grandi del pianeta riuniti tra le suggestive montagne rocciose dell’Alberta. La linea dei canadesi, che quest’anno ospitano il vertice, era improntata al profilo basso, anche per non indispettire Donald Trump e i suoi umori altalenanti. E così le guerre che continuano a tenere accesi i riflettori del pianeta sui due fronti aperti erano rimaste ai margini del G7: fuori dalle…
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Fotogramma Consapevole che l’agenda concordata dagli sherpa è stata completamente stravolta dal conflitto Israele-Iran, Giorgia Meloni è arrivata stanotte in Canada per un G7 che le consegnerà, ancora una volta, un duplice ruolo: leader europea di riferimento per Donald Trump, ma allo stesso tempo e per lo stesso motivo incaricata di calmierare il più possibile la posizione di Washington. Insomma, come accade su Russia e Ucraina, la premier deve assecondare l’indirizzo del presidente americano ma…
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L’ultima volta in Canada un’immagine era entrata nella memoria collettiva. I leader del mondo, Angela Merkel in prima fila, in piedi e quasi supplicante di fronte a un Donald Trump seduto, a braccia incrociate, con un sorriso beffardo. Sette anni dopo quel G7 il mondo è cambiato così tanto che sembra essere tornato al punto di partenza. C’è ancora Trump, anzi di nuovo: al suo primo vero vertice internazionale dopo la rielezione, è ancora lo spauracchio principale.
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Non è bastato cambiare i protagonisti: a sette anni dal fallimento del G7 di Charlevoix, la storia si ripete. Il summit in Alberta parte già con un punto fermo: nessuna dichiarazione finale congiunta. Troppi disaccordi, soprattutto su dazi, Ucraina e Medio Oriente. E Donald Trump, ancora una volta, è al centro del caos. Powered by Nel 2018 firmò il comunicato solo per sconfessarlo su Twitter poche ore dopo, accusando Trudeau di essere “debole e disonesto”.
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Kananaskis (Canada), 14 giu. – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è attesa oggi a Kananaskis, nella provincia canadese dell’Alberta, per partecipare al G7, al via da domani.Un summit che Donald Trump, esattamente come 7 anni fa, sempre in Canada, farà fallire. Nel giugno 2018 in Quebec il presidente Usa firmò la dichiarazione congiunta che era stata faticosamente messa insieme dagli sherpa
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Banff (Canada), 14 giu. – Era il giugno 2018 quando Donald Trump fece clamorosamente fallire il G7 in Canada. Esattamente sette anni dopo il summit al via da domenica a Kananaskis in Alberta si avvia a fare la stessa fine: quella di un G6+1. Non senza imbarazzi per il governo italiano.Nel 2018, lo ricordiamo, Trump firmò la dichiarazione congiunta che era stata faticosamente messa insieme dagli sherpa
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G7: Meloni in volo verso il Canada, nella notte italiana l'arrivo a Kananaskis (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Calgary, 14 giu - La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, partita da Roma, e' in volo alla volta del Canada, dove da domani prendera' parte al summit dei leader del G7. La delegazione italiana e' attesa nella serata locale (otto ore indietro rispetto all'Italia) all'aeroporto di Calgary, la citta' piu' grande della provincia dell'Alberta, da dove raggiungera' la…
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Minuti per la lettura La questione mediorientale incombe sui partecipanti Roma in cerca di un posizionamento internazionale. Giorgia Meloni ha riunito l’unità di crisi a palazzo Chigi con i vicepremier Tajani e Salvini Una lunga giornata di riunioni e di contatti serrati con le cancellerie europee, con Washington, con Tel Aviv e con Teheran. Poi la partenza per il Canada, destinazione Kananaskis, per la riunione del G7.
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