Forte polarizzazione tra gli italiani sulla proposta di reintroduzione della leva militare obbligatoria, abolita nel 2004: anche se a prevalere, seppur per poco, è il no, il 47% del totale è favorevole. Il sondaggio, raccolto da Izi e presentato questa mattina nel corso della trasmissione l'Aria che Tira condotta da David Parenzo su La 7, descrive un'Italia condizionata in parte dalla situazione…
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“Se nominiamo un mercante d’armi, un uomo che ha lavorato nel mercato delle armi, a fare il ministro della Difesa, il rischio è che succeda quello che Trump dice con onestà, visto che chiama il Pentagono il ministero della Guerra e non più della Difesa”. Sono le parole pronunciate a Otto e mezzo (La7) da Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, che esprime una critica acerrima sulla proposta di “leva volontaria”…
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Gli italiani vedrebbero di buon occhio il ritorno della leva militare obbligatoria. Il messaggio arriva da sondaggio dell’istituto di ricerca Remtene, sviluppato attraverso interviste telefoniche a mille persone, effettuate dal 3 al 6 novembre. I risultati sono stati pubblicati il 28 novembre, nel sito della Presidenza del Consiglio dedicato a questo tipo di indagini. Domanda: «Da circa 20 anni è stato sospeso il servizio di leva obbligatoria, può dirci se è d’accordo o non…
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La maggioranza degli italiani resta contraria alla proposta di reintroduzione della leva militare obbligatoria, abolita nel 2004, per quanto il totale dei favorevoli raggiunga il 47% degli intervistati. Dunque gli italiani sono divisi, anche se il servizio di leva per un periodo di 12 mesi convince il 26,2% di coloro che sono a favore, mentre il 21,5% dei contrari ritiene che la leva debba essere solo su base volontaria.
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“Ero a Parigi e un giornalista francese mi fa una domanda parlando della riforma che ha fatto Macron e io uso il termine che lui – il giornalista – aveva usato nella domanda. Mi ritrovo tutti i giornali italiani a parlare di ‘leva volontaria’ senza che nessuno fosse interessato o ne conoscessi la genesi. Avendo visto il movimento che nasce sul commento di questa parola, mi sono detto: toh, non tutto il male viene per nuocere, perché almeno abbiamo innescato un dibattito”.
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