Il senso della legge? In una manciata di pagine che accompagna i 29 articoli del disegno di legge che punta a riformare la portualità italiana, mandando in prepensionamento, dopo 31 anni di servizio, la “84-94” che ha retto fino a oggi il sistema italiano. Due i punti fermi che aprono la relazione illustrativa allo schema di ddl, il contesto di riferimento e le criticità dell’attuale sistema port…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 4' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Una scuola delle professioni del mare per ovviare al disallineamento tra domanda e offerta nel settore marittimo; ma anche una sburocratizzazione della macchina comunale e dei suoi meccanismi nonché la volontà di conciliare lo sviluppo della grande distribuzione con la necessità che questa offra anche servizi in aree disagiate della città.
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Una riforma il cui iter è appena avviato, ma che significherà inevitabili cambiamenti anche per lo scalo di Trieste, anche se tutti ancora da valutare. Prima di Natale, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla riforma dei porti, un provvedimento che il governo definisce “strategico” per il futuro della logistica e dell’economia marittima italiana, ma che trova sulle barricate l'opposizione.
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Per il varo definitivo bisognerà aspettare l'anno nuovo e l'esame del Parlamento. Intanto è arrivato il via libera del consiglio dei ministri per una riforma che promette di rivoluzionare la portualità italiana. Dalla governance alle concessioni passando per l'organizzazione del lavoro, il disegno di legge ha come obiettivo dichiarato quello di accentrare alcune prerogative strategiche e superare la frammentazione del sistema marittimo, per renderlo più competitivo - sostengono il ministro…
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La riforma dei porti approvata dal Consiglio dei ministri viene accolta con favore da Assarmatori, che ne sottolinea il valore strategico in attesa dei passaggi parlamentari. Per il presidente Stefano Messina, armatore genovese, il provvedimento e la nascita di Porti d’Italia S.p.A. rappresentano l’occasione per affrontare una delle criticità più evidenti emerse negli ultimi anni nel sistema portuale italiano: la mancanza di un effettivo coordinamento centrale.
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Il consiglio dei ministri ha approvato senza riserve la riforma dei porti. Si dà così il via a una riforma attesa da anni, che introduce una visione unitaria, obiettivi chiari e responsabilità definite, ponendo le basi per un sistema portuale moderno, competitivo e pienamente integrato nelle grandi rotte del Mediterraneo e dell’Europa. Al centro c’è la nascita di Porti d’Italia Spa, una società pubblica partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e vigilata dal Ministero delle Infrastrutture e dei…
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Genova. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge per il riordino della governance portuale, provvedimento che ora passerà all'esame del Parlamento: l'obiettivo è quello di superare la frammentazione del sistema marittimo nazionale accentrando quelle che sono alcune delle prerogative strategiche delle autorità portuali del paese con in fine di renderle maggiormente competitive nel Mediterraneo e in Europa
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Dall’ultimo consiglio dei ministri il regalo di Natale per le autorità portuali: nasce Porti d’Italia Spa. Nel comunicato si tranquillizzano le 16 autorità portuali compresa quella di Taranto, intanto si accentrano le funzioni. Walter Baldacconi
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I porti italiani saranno controllati da una nuova azienda di diritto privato che concentrerà la gestione a Roma. Lo prevede il disegno di legge sul riordino dei porti approvato ieri in consiglio dei ministri. Il provvedimento è firmato dal viceministro leghista alle infrastrutture Rixi e contraddice la bandiera federalista del Carroccio, che un anno fa con la legge sull’autonomia differenziata consentiva di spostare alle regioni la competenza sui porti.
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Lunedì 22 dicembre 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Consiglio dei Ministri: approvate misure per le consultazioni elettorali 2026 e nuove politiche giovanili Il Consiglio dei ministri si è riunito lunedì 22 dicembre 2025, alle ore 15.44 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente…
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Il governo dei porti – almeno per quanto riguarda le parti più importanti, ossia la gestione dei grandi investimenti infrastrutturali e l’individuazione delle grandi opere – passerà dalle Autorità di Sistema Portuale a una società per azioni che, almeno all’inizio, sarà pubblica con la partecipazione dei ministeri dei Trasporti e delle Finanze. È questo l’elemento più importante della riforma portuale approvata il 22 dicembre 2025 dal Consiglio dei Ministri, sotto forma di “riordino della Legge 28 gennaio 1994…
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Nasce la Porti d’Italia spa, una nuova società pubblica partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e vigilata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che è chiamata a svolgere un ruolo di regia nazionale - come si intuisce dal nome - sui porti italiani. Questo è il fulcro della riforma dei porti approvata dal Consiglio dei ministri di oggi (22 dicembre) e «che introduce una visione unitaria, obiettivi chiari e responsabilità definite, ponendo le basi per un sistema portuale…
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato senza riserva in data odierna (esame preliminare) lo schema di Disegno di legge intitolato "Riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84 in materia di governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale". Di seguito riportiamo un riassunto delle misure previste predisposto dal Ministero delle Infrasrutture e dei Trasporti: Premesse e linee…
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